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Mercati emergenti e green bond, quegli sconosciuti

Mercati emergenti e green bond, quegli sconosciuti

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

13 Maggio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Dal 2012 al 2018 sono stati emessi green bond per un totale di 140 miliardi di dollari in 28 mercati

  • Le istituzioni finanziarie rappresentano il 57% delle emissioni complessive nei mercati emergenti

  • “E’ fondamentale che sia gli emittenti che gli investitori dispongano delle informazioni necessarie per continuare a investire nel segmento dei green bond”, spiega Paulo de Bolle di Ifc

Secondo l’Emerging Market Green Bond Report di Amundi e Ifc, i green bond possono permettere ai mercati emergenti di finanziare progetti a favore della crescita sostenibile. Ma mancano ancora sufficienti informazioni a riguardo

I green bond sono un meccanismo fondamentale per il finanziamento di progetti a favore della crescita sostenibile dei mercati emergenti, ma mancano ancora sufficienti informazioni a riguardo. È quanto emerso dall’Emerging Market (EM) Green Bond Report di Amundi e Ifc, il primo documento dedicato agli investimenti in green bond nei mercati emergenti.

Una delle sfide principali dei mercati emergenti è il bilanciamento tra la necessità di finanziamenti infrastrutturali e il rispetto dei criteri di salvaguardia ambientale e sociale. Gli emergenti, infatti, rappresentano l’area maggiormente esposta ai rischi legati al cambiamento climatico. Di conseguenza, per limitare l’utilizzo di combustibili fossili e costruire infrastrutture compatibili con questi criteri, sono necessari capitali importanti, che hanno innescato uno sviluppo sempre crescente di soluzioni finanziarie nuove e innovative. In questo contesto, il potenziale dei green bond è essenziale.

“Il mercato per i green bond è cresciuto rapidamente negli ultimi anni e si prevede che gli emergenti contribuiranno sempre più a questa traiettoria di crescita in futuro – spiega Paulo de Bolle, global director del Financial Institutions Group di Ifc – E’ fondamentale che sia gli emittenti che gli investitori dispongano delle informazioni necessarie per continuare a investire nel segmento dei green bond, in particolare nelle economie in crescita dei mercati emergenti”.

Dal 2012 al 2018 sono stati emessi green bond per un totale di 140 miliardi di dollari in 28 mercati. Secondo il report di Amundi e Ifc, le istituzioni finanziarie tendenzialmente hanno una scarsa esposizione sui mercati emergenti e su progetti di finanziamento di infrastrutture a lungo termine, probabilmente a causa della mancanza di opportunità di investimento appropriate. Nei mercati emergenti, in particolare, esse rappresentano oggi il 57% delle emissioni complessive – seguite dalle società non finanziarie al 25%, dalle agenzie governative per il 14%, dai titoli di Stato con il 2% e da enti e amministrazioni locali con l’1% – ma l’obiettivo è quello di aprire la strada anche a società private non finanziarie, diversificando in questo modo la gamma degli emittenti.

Le energie rinnovabili rappresentano il settore principale dove defluiscono questi proventi, seguiti dai settori a bassa emissione di carbonio, gli edifici verdi, l’acqua e i rifiuti tra gli ambiti più importanti.

Secondo le stime dell’Emerging Market Green Bond Report, inoltre, i green bond emessi nei mercati emergenti potrebbero addirittura raddoppiare entro il 2021. Una sfida che potrebbe essere affrontata in primis migliorando la disponibilità di informazioni, dati e analisi che possano stimolare l’interesse di emittenti e investitori in questa asset class.

“Contribuire allo sviluppo della finanza sostenibile è fondamentale per mobilitare gli attori della sfera politica e gli investitori nella lotta contro il cambiamento climatico”, ha commentato Yerlan Syzdykov, head of emerging markets di Amundi, che conclude: “Siamo orgogliosi di aver contribuito a questo studio che fornisce una visione unica del mercato in rapido sviluppo dei green bond nei paesi emergenti e del potenziale ancora da sprigionare”.

Rita Annunziata
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