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L’intelligenza artificiale al servizio della sostenibilità

L’intelligenza artificiale al servizio della sostenibilità

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Giulia Schiro
Giulia Schiro

04 Aprile 2019
Tempo di lettura: 5 min
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  • Il 75% degli investitori vorrebbe investire in società attente all’ambiente, il 79% in società gestite in modo etico, l’81% in società che riflettono i propri valori personali

  • Capire le problematiche legate alla sostenibilità aiuta a evitare i cigni neri

  • Il rischio di affidarsi al solo screening Esg è quello di perdere informazioni e il deep learning potrebbe arrivare in soccorso

Quali sono le caratteristiche e le finalità degli investimenti Esg e perché gli investitori dovrebbero prenderli in considerazione? Come si declina nel concreto la sostenibilità nel processo di investimento e che relazione esiste con il machine learning? Hanno risposto gli esperti di Natixis con Francesco Bicciato al Salone del Risparmio

La crescente consapevolezza e apprezzamento per le tematiche Esg come il riscaldamento globale, i cambiamenti sociali e la governance delle aziende – combinata con un crescente numero di ricerche che dimostrano come tali strategie possano creare valore aggiunto nel lungo periodo – ha attirato sul settore della sostenibilità l’attenzione degli investitori mondiali.
E per applicare i criteri Esg agli investimenti potrebbe essere utile l’intelligenza artificiale, per sopperire alle mancanze del processo di screening attraverso l’apprendimento autonomo del machine learning.
Ma, prima di tutto, è opportuno rispondere a questa domanda: quali sono le caratteristiche e le finalità degli investimenti Esg?

Con buona probabilità questo mondo rappresenta una rivoluzione. Si potrebbe pensare che sia una macchina di marketing da parte dell’industria, non solo del risparmio, nel ricercare di cavalcare percorsi che sembrano ormai inderogabili. In realtà non è così. È una condizione ideale, un’opportunità, c’è l’impegno dei governi e un’agenda specifica da qui ad almeno il 2030, c’è il pensiero alle generazioni future ed è forte la sensazione di urgenza. In questa direzione diventa fondamentale un cambiamento culturale, che ha origine dal comportamento di ogni individuo”, ha affermato Antonio Bottillo, managing director di Natixis Investment Managers, per inaugurare la conferenza al Salone del Risparmio 2019.

Siamo di fronte a un’onda dello sviluppo sostenibile che non si arresterà. Non è un processo ciclico, ma ha una tendenza chiara al rialzo costante”, ha rimarcato Francesco Bicciato, segretario generale del Forum per la finanza sostenibile.

Secondo Bottillo non bisogna pensare di dover rinunciare a qualcosa, ad esempio alla performance, e guardare queste opportunità di lungo periodo come le guarderebbe un consumatore, disposto a spendere qualcosa in più per ottenere un prodotto sostenibile, ma bisogna integrare queste strategie con le metodologie già utilizzate per cogliere le opportunità. Una volta si concretizzava nell’esclusione dei settori come il tabacco e le armi. Oggi invece ci troviamo di fronte all’inclusione, dove sono emerse nuove necessità, come ad esempio la diversity nella governance delle aziende.
Il valore aggiunto lo fa il compratore e per l’industria, non solo italiana, sarà sempre maggiore la necessità di ascoltare e interpretare le reali esigenze dell’investitore, che non sono solo battere il mercato e fare profitti. Ad esempio il 75% degli investitori vorrebbe investire in società attente all’ambiente, il 79% in società gestite in modo etico, l’81% in società che riflettono i propri valori personali”, ha commentato il managing director.

Ma i dati sono contrastanti: se da un lato sembra che l’investitore sia propenso verso queste strategie, dall’altro si registra però una mancanza diffusa nella comunicazione da parte dei consulenti delle soluzioni sostenibili, e da questa lacuna si genera l’opportunità.

Perché gli investitori dovrebbero prendere in considerazione le questioni legate alla sostenibilità?

Nel breve termine le sfide proposte dall’investimento sostenibile incideranno profondamente sul funzionamento della nostra economia e imporranno l’introduzione di nuove normative e cambiamenti di comportamento per conto dei consumatori. Capire le problematiche legate alla sostenibilità aiuta a cogliere nuove opportunità di investimento ed evitare cigni neri, cioè eventi inattesi di grandi proporzioni, legati alla sostenibilità.
Nel lungo termine invece genera valore per l’azionista non producendo un impatto negativo su altre società, creando valore per i dipendenti che, attraverso il risparmio pensionistico e altre forme di risparmio, finanziano chi investe a lungo termine e non danneggiando il capitale naturale o umano dei Paesi in cui potrebbe investire.

Ma come si declina nel concreto la sostenibilità nel processo di investimento?

Una componente molto importante della finanza d’impatto è l’engagement, perché non esiste un investimento socialmente responsabile senza il monitoraggio e il follow up tramite un dialogo costante con l’impresa, per vedere se effettivamente sono state concretizzate le pratiche Esg. Dialogo costante non soltanto con le imprese, ma anche con i regolatori, con il mercato, con le associazioni di categoria.
Esistono diversi tipi di investimento Sri: l’azionariato attivo, l’engagement, la selettività di best in class e best in universe e gli approcci tematici.
Per quanto riguarda le azioni, si parte dall’universo tematico per arrivare, passando dalla parte finanziaria (posizionamento dell’impresa, management, ecc), alla decisione di inserire in portafoglio solo quelle realtà virtuose dal punto di vista dei criteri Esg e col giusto prezzo.
Per quanto riguarda il fixed income, è esploso il mercato dei green bond, perché permette di fare impact finance, cioè raggiungere un impatto positivo, ambientale e sociale, attraverso emissioni di debito da parte di imprese che decidono di destinare una parte importante di queste risorse per migliorare il proprio commitment to sustainability”, ha spiegato Marina Iodice, senior analyst responsible investing di Mirova.

L’intelligenza artificiale potrebbe essere un potente alleato per il processo di scelta illustrato da Marina: “Se abbiamo bisogno di estrarre le informazioni relative all’alfa e agli Esg, non basta più fare lo screening. Gli esg e la robustezza finanziaria delle società sono collegate ma è difficile capire questo legame, perché la mente umana non è idonea a mettere insieme un mondo complesso come quello degli Esg, pieno di variabili. Quindi il rischio di affidarsi al solo screening Esg è quello di perdere informazioni: il deep learning che impara autonomamente dalle informazioni ricevute potrebbe arrivare in soccorso. Ci siamo quindi impegnati a trovare algoritmi di intelligenza artificiale applicati alla finanza che imparino dai dati Esg, che ci restituiscano delle informazioni superiori rispetto ai profili legati alle opportunità o ai rischi delle società presenti nel vostro portafoglio e che, quindi, ci permettano di estrarre alfa da una massa troppo vasta per essere affrontata dalla mente umana, senza ricorrere solo all’esclusione”, ha illustrato Carmine De Franco, portfolio manager & quantitative analyst di Ossiam che ha concluso “è l’ambizione del profilo Esg che farà la differenza tra le differenti gestioni”.

Machine learning

Giulia Schiro
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