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La lenta transizione delle banche verso la sostenibilità

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Livia Caivano
Livia Caivano

15 Luglio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Un millennial su tre sceglie brand che abbiano un impatto positivo sul mondo

  • Ambition e strategia, business ed operating model, change management e cultural transformation – queste sono le aree su cui il settore deve concentrare i propri sforzi per diventare più sostenibile

Secondo dati Nielsen il 90% dei consumatori oggi vuole dai brand sostenibilità. Ma come se la stanno cavando le società del settore finanziario? Abbiamo fatto la fotografia della situazione post-covi insieme a Bain&co. Italia

I marchi sostenibili crescono molto più rapidamente degli altri – con forte correlazione tra Esg e creazione di valore per tutti gli stakeholder. Secondo i dati Nielsen, una società che si occupa dell’analisi dei comportamenti e dei consumatori e dei mercati, i gruppi che nel mondo sono leader in fatto di sostenibilità (secondo la classificazione Esg) nel 2020 hanno sovraperformato lo STOXX Global 1800 del 37%.

 

Il mondo finanziario e bancario cerca di stare al passo nella svolta green del mercato ma ad un ritmo ancora troppo lento. Nel settembre 2019, 132 banche (47mila miliardi di dollari di asset in gestione) hanno aderito ai Principles for Responsible Banking – da allora altre 39 banche si sono unite al gruppo. Sono 2.300 i gestori (80mila miliardi di dollari) hanno firmato il Pri delle Nazioni Unite. Questo processo ha frenato questo trend? No e anzi, sembra averlo accelerato. “La pressione degli investitori unitamente alle sempre più pressanti richieste del regolatore europeo ha portato negli ultimi anni le banche ad effettuare una profonda riflessione sulle pratiche di sostenibilità, ed il trend è fortemente in espansione” commenta Giulio Naso, partner con focus sulla sostenibilità nei Financial Services per Bain&co Italia. La pandemia ha accelerato questo trend, portando i temi della sostenibilità in primo piano nel dibattito pubblico e, se possibile, gli ha conferito un’urgenza ancora maggiore e non negoziabile per i ceo a livello globale e in tutti i settori industriali – sostiene Bain&co. Rispetto ai tempi pre-crisi, Bain registra un numero di richieste quattro volte superiore in termini di richiesta di informazioni su strategie di sostenibilità e Esg.“Le banche che aspirano alla trasformazione Esg dovrebbero tenere a mente alcuni elementi: innanzitutto, la strategia di sostenibilità non è separata, ma per essere efficace e credibile deve essere parte integrante del DNA e della strategia aziendale complessiva. Come tutte le strategie, la piena implementazione richiede tempo: tuttavia è necessario definire azioni pragmatiche che possano avviare il cammino sempre tendo a mente l’ambizione ed il punto di arrivo definito. I risultati di tali investimenti sono evidenti: la sostenibilità ha un forte impatto sulla reputazione dell’azienda e genera valore per tutti gli stakeholders. Inoltre gli operatori bancari, alla luce del loro ruolo, hanno la possibilità di azionare un effetto leva rilevante per la trasformazione sostenibile dell’economia: attraverso la proposizione di prodotti e finanziamenti Esg friendly possono guidare i consumatori e le aziende verso consumi ed investimenti più responsabili”, prosegue Naso.

I pilastri sui quali si fonda la trasformazione sostenibile secondo bain sono sei:

  • Definizione dell’ambition e della strategia complessiva
  • Adeguamento del business model
  • Evoluzione del modello operativo
  • Predisposizione e formalizzazione dei KPI finanziari e non finanziari
  • Strutturazione della comunicazione e del branding
  • Change management and cultural trasformation

Ecco le aree principali su cui è possibile intervenire per integrare i principi di sostenibilità:

–      Estensione e/o revisione dell’offerta di prodotti, dai finanziamenti ai prodotti di pagamento a quelli di investimento con l’inserimento di elementi green/Esg friendly;

–      Segmentazione specifica dei clienti in base ai criteri di sostenibilità ed ai progressi compiuti in materia di Esg;

–      Revisione dei modelli di pricing per tener conto degli elementi ESG e determinare i prezzi in base al profilo di sostenibilità dei clienti;

–      Creazione di un’offerta dedicata a supportare lo sviluppo ESG dei clienti PMI anche in ottica di valorizzazione dell’approccio di filiera e di circular economy;

–      Evoluzione della piattaforma di wealth and wealfare management non solo per raggiungere la piena compliance ai recenti sviluppi normativi ma anche per cogliere a pieno le nuove abitudini di investimento dei clienti.

 

Livia Caivano
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