PREVIOUS ARTICLENEXT ARTICLE

Green economy: le otto strade della ripartenza post-covid

Green economy: le otto strade della ripartenza post-covid

Salva
Salva
Condividi
Rita Annunziata
Rita Annunziata

09 Novembre 2020
Tempo di lettura: 3 min
Tempo di lettura: 3 min
Salva
  • Il Forum per la finanza sostenibile auspica un impegno del governo nell’impiego della tassonomia europea delle attività eco-compatibili con l’obiettivo di identificare i settori su cui intervenire per il raggiungimento degli obiettivi green comunitari

  • Promossa anche l’emissione di green bond sovrani e regionali per raccogliere risorse da dedicare a progetti chiave nella transizione verde

  • La Penisola continua il suo cammino green: tra le metropoli, caratterizzate tendenzialmente da un andamento lento nelle performance ambientali legato specialmente a smog, trasporti e gestione idrica, Milano si posiziona 29esima

In un quadro nazionale ed europeo caratterizzato da sfide epocali, la finanza sostenibile potrebbe ricoprire un ruolo fondamentale nella gestione delle risorse del Next Generation Eu. Ecco come in otto punti. Intanto, Trento e Mantova mantengono il primato nazionale in termini di performance ambientali

Stando a un recente studio di Ref-e, agenzia specializzata nella ricerca e nella consulenza per i mercati energetici, destinare l’80% delle risorse europee alla decarbonizzazione permetterebbe all’Italia di conseguire un incremento del 30% del prodotto interno lordo e dell’11% del tasso di occupazione entro il 2030. Ma in che modo? In una lettera inviata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e a cinque dei suoi ministri (il ministro dell’Economia e delle finanze Roberto Gualtieri, il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, il ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare Sergio Costa, il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli e il ministro per gli Affari europei Vincenzo Amendola), il Forum per la finanza sostenibile ha identificato otto proposte per orientare una porzione consistente delle risorse del Next Generation Eu verso la mitigazione e l’adattamento al cambiamento climatico, “secondo una prospettiva di giusta transizione e di equità e inclusione sociale”.

Secondo l’associazione, infatti, gli operatori di finanza sostenibile possono ricoprire un ruolo fondamentale nella gestione delle risorse europee, nell’ottica di una partnership pubblico-privato come leva per generare investimenti nell’economia reale nel lungo periodo e con fiscalità agevolata. Ma questi investimenti, si legge nella lettera, “dovranno essere indirizzati in settori strategici per l’azione sul clima, valorizzando l’esperienza maturata negli anni dagli operatori di finanza sostenibile e assicurando un’adeguata ripartizione dei rischi finanziari insiti nell’innovazione”. Si richiede dunque un impegno concreto dell’esecutivo su otto azioni in particolare:

  1. Impiegare la tassonomia europea delle attività eco-compatibili con l’obiettivo di identificare i settori su cui intervenire per il raggiungimento degli obiettivi green comunitari, dando priorità alla mitigazione e all’adattamento al cambiamento climatico. Tra questi, l’area del trasporto elettrico e della smart mobility, le energie rinnovabili e l’efficientamento energetico, l’edilizia eco-compatibile e il social housing, l’agro-forestale e la filiera alimentare sostenibili, e l’innovazione circolare delle aree urbane e dell’industria
  2. Promuovere strumenti di finanza sostenibile che favoriscano lo spostamento degli investimenti dai combustibili fossili all’energia rinnovabile
  3. Allineare gli strumenti di finanza pubblica ai benchmark climatici, a favore del raggiungimento degli obiettivi stabiliti dall’Accordo di Parigi
  4. Emettere green bond sovrani e regionali in modo tale da raccogliere le risorse necessarie a sostenere progetti finalizzati alla transizione verde
  5. Emettere social, sustainability e transition bond sovrani e regionali per migliorare l’efficienza del sistema sanitario, rafforzare l’inclusività del sistema scolastico, abbattere il digital divide e rilanciare l’occupazione, con un occhio verso i giovani e le donne
  6. Modificare i vincoli di bilancio e i limiti di indebitamento per l’emissione green e i social bond sovrani e regionali che, secondo l’associazione, potrebbero risultare “utili anche a migliorare la qualità del debito”
  7. Incoraggiare l’erogazione di linee di credito vincolate a obiettivi di sostenibilità
  8. Sostenere l’impact investing, volto a favorire non solo risvolti socio-ambientali positivi ma anche un “ritorno adeguato del capitale investito”

 

Il cambiamento green della Penisola: Trento in testa

Intanto, il Paese continua il suo cammino per rendere le proprie città più moderne, sostenibili e sicure. Stando al report Ecosistema urbano 2020 realizzato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 ore, Trento e Mantova mantengono il primo e il secondo posto del podio in termini di performance ambientali, seguite da Pordenone che scavalca Bolzano scivolata al quarto posto. Tra le metropoli, caratterizzate tendenzialmente da un andamento lento nelle performance ambientali legato specialmente a smog, trasporti e gestione idrica, Milano conferma il suo cammino positivo e si posiziona 29esima, sempre più focalizzata sulla vivibilità urbana.

“L’Europa – commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – ha destinato al nostro Paese 209 miliardi di euro, una cifra molto importante che non potrà non riguardare le aree urbane, utili anche per il raggiungimento degli obiettivi Onu sullo sviluppo sostenibile al 2030. È qui infatti che si gioca una partita fondamentale per fronteggiare le tre crisi attuali (l’emergenza sanitaria, economica e climatica) e per vincere la sfida della modernizzazione del Paese”. I dati contenuti nel report, relativi al 2019 e quindi a una situazione pre-crisi, spiega, “ne sono la testimonianza più evidente. L’Italia non può mancare questa occasione irripetibile per rendere le nostre città più moderne, sostenibili e sicure”.

Sulla stessa linea d’onda anche Mirko Laurenti, responsabile di Ecosistema urbano, secondo il quale la sfida del presente è “pianificare gli interventi dandogli continuità”, adeguandosi anche ai buoni esempi delle altre città europee. È necessario, conclude, “far sì che il governo istituisca finalmente una cabina di regia per le città e, utilizzando con criterio il Recovery fund europeo, sostenga e spinga i sindaci affinché imbocchino con decisione la strada della sostenibilità, dando gambe a quei progetti che rappresentano l’unica via per stare al passo con l’Europa e il resto del mondo, guardando con fiducia a un futuro più sostenibile, condiviso e salubre”.

Rita Annunziata
Rita Annunziata
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU:SRI-Impact investingItalia