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Giornata mondiale desertificazione, il wealth management è green?

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

17 Giugno 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il valore degli investimenti sostenibili e responsabili tra il 2015 e il 2019 ammonta a 1.700 miliardi

  • Nel primo trimestre 2020, il 94% degli indici sostenibili ha registrato una migliore performance o un minore drawdown rispetto agli equivalenti non Sri

  • “Le aziende con un forte controllo dei propri rischi extra-finanziari saranno meglio attrezzate di fronte alle sfide future”, spiega Maria Cristina Breida

In occasione della Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità, We Wealth sposta lo sguardo sulla sostenibilità e su come il settore del risparmio gestito si stia sempre più evolvendo in un’ottica green. Maria Cristina Breida, head of environment department di Legance – Avvocati associati, ci aiuta a fare luce sul tema

Sapevate che ogni anno il nostro pianeta dice addio a 15 miliardi di alberi e 24 miliardi di tonnellate di terra fertile? E che il sostentamento di 1,5 miliardi di persone dipende da territori a rischio desertificazione? In occasione della Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità promossa dalla United Nation convention to combat desertification, We Wealth ha spostato la lente d’ingrandimento sulla sostenibilità e su come il settore del wealth management si stia sempre più evolvendo in un’ottica green. Ne parliamo con Maria Cristina Breida, head of environment department di Legance – Avvocati associati.

In che modo nel post-covid il rispetto dell’ambiente e un utilizzo sostenibile delle risorse naturali potrebbero rappresentare un elemento chiave delle politiche di stimolo dell’economia?

“La pandemia da covid-19 ha reso evidenti la vulnerabilità dell’uomo e dei sistemi naturali e la necessità di riorientare i comportamenti e le politiche di sviluppo in modo da renderli più sostenibili. Al momento dello scoppio della pandemia era già in atto un ripensamento dei modelli economici e di sviluppo a livello mondiale e ora ci si interroga se la crisi economica successiva all’emergenza sanitaria possa segnare una battuta di arresto in tale processo. Io ritengo che, lungi dal recedere di fronte ad altre istanze, la sostenibilità possa essere elemento guida e paradigma di un rinnovato modello di sviluppo. E la pandemia potrà determinare l’accelerazione di questo processo. Questo accadrà se la sostenibilità verrà sempre più interpretata da governi e imprese non in termini di costo, ma di opportunità”.

Quali sono gli strumenti dispiegati dal governo italiano per integrare la sostenibilità nella programmazione economico-finanziaria del paese?

“La legge di bilancio 2020 prevede varie misure. Alcuni interventi sono volti a limitare le esternalità negative sull’ambiente agendo sui processi produttivi, altri a favorire l’economia circolare del territorio.  Di particolare rilievo sono gli strumenti preordinati all’attuazione di un piano di investimenti pubblici per la realizzazione del Green new deal italiano e l’impegno a sostenere specifici programmi di investimento e progetti, da attuarsi anche in partenariato pubblico-privato, di decarbonizzazione, economia circolare, rigenerazione urbana, turismo sostenibile e mitigazione dei rischi derivanti dal cambiamento climatico. Tale impegno non pare essere stato espunto dall’agenda del governo nel periodo post-covid e chiari elementi di continuità si rintracciano anche nelle proposte di misure di rilancio dell’economia allo studio in queste settimane”.

Anche il wealth management è sostenibile
Maria Cristina Breida, head of environment department di Legance – Avvocati associati

Quali potrebbero essere le opportunità di queste misure per investitori e imprese?

“Gli strumenti appena menzionati rappresentano interessanti opportunità per investitori e imprese. La legge di bilancio ha previsto anche l’istituzione di un fondo che sarà utilizzato dal ministro dell’Economia e delle finanze per sostenere, mediante garanzie a titolo oneroso o partecipazioni in capitale di rischio e/o debito, progetti economicamente sostenibili con precise finalità. Il ministero dell’Economia potrà inserire tra le spese rilevanti nell’ambito dell’emissione di titoli di stato cosiddetti green bond, gli interventi finanziati dalle amministrazioni centrali dello stato a sostegno dei programmi di spesa orientati al contrasto dei cambiamenti climatici, alla riconversione energetica, all’economia circolare, alla protezione dell’ambiente e alla coesione sociale e territoriale”.

In questo scenario, come si evolve il settore del wealth management?

“Il valore degli investimenti sostenibili e responsabili tra il 2015 e il 2019 ammonta a 1.700 miliardi. Nel primo trimestre 2020, il 94% degli indici sostenibili ha registrato una migliore performance o un minore drawdown rispetto agli equivalenti non Sri (Sustainable and responsible investment, ndr). Recenti ricerche hanno evidenziato che gli investimenti a impatto ambientale e sociale non subiranno una battura di arresto per effetto della pandemia da covid-19. Le aziende con un forte controllo dei propri rischi extra-finanziari sono in effetti meglio preparate ad affrontare crisi quale quella in corso e saranno anche meglio attrezzate di fronte alle sfide future. Integrare il rispetto dei criteri Esg nel processo di investimento non è tuttavia immediato, ma è un percorso che richiede tempo e strumenti di valutazione sofisticati. Il contesto attuale imporrà l’adozione di strumenti ancora più raffinati e scelte ancora più selettive”.

Rita Annunziata
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