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Esg: un nuovo rating “etico” contro le fake news

08 Novembre 2019 · Contributor, J. K. Moneta · 3 min

FinScience ha sviluppato uno score di sostenibilità alternativo a quelli tradizionali che, attraverso un sistema di intelligenza artificiale, integra le informazioni rilasciate dalle aziende con dati provenienti da fonti esterne, verificandone veridicità e coerenza

Come valutare il reale impatto delle attività societarie sull’ambiente e la società quando le informazioni sono tante, confuse e disomogenee? We Wealth ne ha parlato con Shanshan Zhu, Esg specialist di FinScience, società che ha sviluppato uno score di sostenibilità alternativo a quelli tradizionali, con l’obiettivo di ovviare ai problemi di un mondo, quello dell’analisi sulla responsabilità socio-ambientale, sempre più complesso, fatto di numerose informazioni, diffuse su canali differenti, talvolta, difficilmente governabili.

Shanshan Zhu, Esg specialist di FinScience
Shanshan Zhu, Esg specialist di FinScience

Cosa si intende per score ‘alternativo’?

Gli score di sostenibilità tradizionali si basano essenzialmente sui dati provenienti dalle aziende (i cosiddetti bilanci di sostenibilità o dichiarazioni non finanziarie). FinScience, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, raccoglie, filtra e valuta informazioni provenienti sia da fonti di informazioni societarie (sito web aziendale, bilanci di sostenibilità, certificazioni) che da fonti dati esterne (siti di review di consumatori e lavoratori, siti di Ong e altre news).
Lo score Esg che viene attribuito alle società con questo meccanismo si basa quindi sul calcolo dei due punteggi, quello “interno” e quello “esterno”. Inoltre sia lo score Esg finale che i “meta-score” di ogni società vengono confrontati rispetto al valore di settore calcolato da FinScience. Uno strumento per verificare se il profilo di responsabilità sociale e ambientale di un’azienda è in linea o diverge significativamente rispetto ai competitor dello stesso comparto.

Le informazioni che provengono da fonti esterne e quelle interne hanno lo stesso peso nel determinare il punteggio finale?

In realtà ad ogni tipologia di fonte dati viene attribuito un peso differente, in base sia alla sua affidabilità (che può derivare, per esempio, dalla possibilità di manipolarla internamente, cosa sicuramente più difficile, si pensi, per quel che riguarda le certificazioni di sostenibilità) che alla sua rilevanza per settore (il dato sulle emissioni di carbonio ha un’importanza differente a seconda che si tratti di settore energetico o finanziario). Ovviamente un contrasto forte tra dati interni ed esterni costituisce un segnale d’allarme da tenere in considerazione, in quando potrebbe indicare pratiche di greenwashing (strategia di comunicazione volta a costruire in modo ingannevole un’immagine di sé positiva sotto il profilo dell’impatto ambientale ndr) messe in atto dalla società.

Parlando di dati provenienti da fonti esterne all’azienda, ultimamente il rischio di diffusione di fake news nel mondo dei social media è in aumento. Come verificate l’attendibilità delle notizie su cui basate il vostro score Esg?

È vero, le fake news sono un problema sempre più ricorrente che rende particolarmente complicato captare la verità dei fatti dietro le notizie. Ma questo non vale solo per il mondo corporate. Si considerino anche solo le informazioni, anche false, pubblicate sugli incendi in Amazzonia e la politica del nuovo presidente del Brasile Bolsonaro (percentuali errate, notizie poco scientifiche sul rapporto tra gli incendi e il surriscaldamento globale, immagini fuorvianti ecc.). Ma allora come distinguere tra notizie probabilmente fake e notizie reali? Per quel che riguarda il mondo corporate, per il calcolo del nostro score, abbiamo identificato alcune “red flag” che ci permettono di individuare le notizie probabilmente false e operare dunque un filtro. Un primo fattore è senz’altro rappresentato dagli autori della notizia e dalla loro storia pregressa. Ci siamo accorti che quando questa è pubblicata da profili appena creati o anonimi, il rischio che si tratti di fake news è particolarmente alto. Altro fattore riguarda la durata di vita della fake news: normalmente questa è molto breve, a differenza di altre notizie più affidabili, nonostante la diffusione possa registrare picchi momentanei anche molto alti. Con FinScience possiamo monitorare il livello di diffusione della notizia dalla sua nascita alla sua morte, valutandone anche la volatilità, il che rende l’analisi di questo aspetto piuttosto agevole. Ovviamente ogni caso è a sé e non è possibile avere la certezza sull’efficacia di questi meccanismi in tutte le situazioni, soprattutto quando si parla di valutazioni basate su migliaia di dati. Ma, come si suol dire, la perfezione non è di questo mondo e c’è sempre margine di miglioramento, il che rappresenta d’altronde il vantaggio dell’intelligenza artificiale e del machine learning (sistemi di apprendimento automativo ndr).

E quando i dati, interni o esterni che siano, mancano?

Bisogna fare chiarezza. La mancanza di dati interni può senz’altro costituire un segnale di allarme circa l’assenza di considerazione dei fattori di sostenibilità all’interno dell’azienda e, per questo motivo, impatta negativamente sullo score Esg finale. Al contempo, l’assenza di informazioni da fonti esterne può dipendere da molti fattori, come il settore di appartenenza o semplicemente il fatto che la società operi in un mercato B2B o B2C. E, ad ogni modo, meglio non si parli tout court di una società piuttosto che se ne parli solo male. Per questo motivo, non è possibile penalizzare automaticamente le società per mancanza di fonti e dati esterni.

Quando si parla di sostenibilità, molto spesso la critica è che ci si riferisce alla sostenibilità ambientale, mentre l’aspetto sociale è trascurato. Che peso ha questa componente nel vostro score?

Siamo consapevoli del fatto che troppo spesso si associ la sostenibilità al tema climatico, senza considerare che questa si regge su tre pilastri, dalla cui solidità dipende la stabilità dell’intera struttura societaria. Per questo motivo, in linea con la categorizzazione operata dallo standard ISO 26000, il nostro score tiene conto anche di fattori non solo sociali (diritti umani, rapporti e condizioni di lavoro, rapporto con i consumatori, coinvolgimento e sviluppo della comunità) ma anche di governance (governo dell’organizzazione e corrette prassi gestionali). In ambito sociale, in particolare, abbiamo pensato di “dar voce ai lavoratori”, creando un Employees rating che raccoglie le valutazioni rilasciate sui siti di review e le raggruppa in quattro categorie (management evaluation, company culture, work satisfaction e diversity management). Queste sono fonti alternative che pesano in modo rilevante sullo Score Esg finale.

Quali sono le prospettive per il futuro?

Il mondo della sostenibilità si sta strutturando in questo momento, sia dal punto di vista legislativo che, di conseguenza, operativo. Bisogna quindi sapersi muovere, saper cambiare. Tra i piani di FinScience c’è quello di continuare ad aumentare il numero di fonti dati, in modo da riuscire a rendere un’immagine sempre più nitida di quello che offre il mercato Esg. Per questo uno dei prossimi passi sarà quello di integrare anche dati satellitari che costituiscono senz’altro lo strumento più affidabile, se non l’unico, per verificare la veridicità delle fonti di tipo ambientale. Ci aspettiamo inoltre un forte coinvolgimento da parte degli operatori di borsa, i quali – abbiamo notato – si mostrano sempre più interessati a integrare dati alternativi nei propri indici. Dato che presto il nostro score sarà certificato, l’incontro è inevitabile.

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Contributor , J. K. Moneta
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