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Esg, buone pratiche uguale performance migliori

16 Maggio 2019 · Francesca Conti · 3 min

  • Secondo il report, il parametro determinante è di gran lunga quello legato alla buona governance, mentre i fattori environment e social sembrano andare in senso opposto

  • Per Giancarlo Giudici del Politecnico di Milano, “è quindi imprescindibile per gli asset manager studiare il mercato e farsi trovare pronti per questa nuova sfida”

L’ultimo studio di Banor Sim e della School of Management del Politecnico di Milano dà un segnale ai mercati: tra criteri Esg e alti rendimenti – nell’obbligazionario europeo – c’è un legame stretto e positivo

Anche per il mercato obbligazionario europeo – soprattutto negli ultimi anni – il rating Esg influisce sul rendimento atteso. E i titoli associati alle migliori pratiche di sostenibilità hanno performato meglio, in particolare per i titoli ad alto rendimento. Sono solo alcune delle evidenze che emergono dell’ultimo studio di Banor Sim e della School of Management del Politecnico di Milano sulla relazione che c’è in Europa tra mercato obbligazionario e rating Esg.

Tra le lettere – e i criteri – che definiscono l’analisi Esg (environmental, social e governance) il parametro determinante è di gran lunga quello legato alla buona governance, mentre i fattori environment e social sembrano andare in senso opposto e sembrano essere percepiti come meno rilevanti per quegli investitori interessati a ridurre il rischio di insolvenza nel breve periodo, piuttosto che la sostenibilità e il vantaggio competitivo di lungo termine.

“I risultati della ricerca sono molto interessanti”, ha dichiarato Angelo Meda, responsabile della ricerca Banor Sim. “Le nostre ipotesi hanno in parte trovato conferma, in parte lo studio ha gettato nuova luce e fatto chiarezza. Ci aspettavamo che l’integrazione di valutazioni Esg nell’asset allocation potesse migliorare la qualità delle analisi dell’approccio value che seguiamo. Il fatto che le tre variabili E, S e G non si muovano di concerto è viceversa un fatto inatteso e di cui terremo conto”, ha continuato Meda.

“Le tematiche Esg sono al centro dell’attenzione come non mai; da una parte gli investitori dimostrano sempre di più la volontà di impiegare i risparmi considerando parametri di sostenibilità ambientale, sociale e di buona governance societaria, dall’altra i policymaker europei stanno introducendo una serie di obblighi formativi e informativi”, sottolinea il professor Giancarlo Giudici, del Politecnico di Milano. Per Giudici, “è quindi imprescindibile per gli asset manager studiare il mercato e farsi trovare pronti per questa nuova sfida”.

Il report ha anche confermato l’ipotesi iniziale secondo cui il mercato, nel corso del tempo, abbia attribuito uno spread negativo alle emittenti con punteggio Esg migliore, reputandole meno rischiose nel breve e medio termine. Questo effetto – sottolineano i ricercatori di Banor e del Politecnico – sembra essere limitato al vantaggio dell’adozione di buone pratiche per il governo societario che per gli investitori può implicare costi di agenzia inferiori, minor rischio di comportamenti opportunistici e miglior monitoraggio”.

L’analisi ha riguardato 536 obbligazioni quotate sui listini europei ed emesse da 146 imprese di medie e grandi dimensioni tra gennaio 2014 e dicembre 2018 a esclusione dei titoli convertibili e di quelli collocati da banche e società immobiliari. La selezione si è concentrata sulle obbligazioni incluse in due Etf di Barclays, lo Spdr Bloomberg Barclays Eu High Yield Bd Ucits Etf e lo Spdr Bloomberg Barclays Euro Corp Bond Ucits Etf. Per ciascun titolo sono stati raccolti i prezzi di Borsa, i bilanci dell’emittente e i parametri rilevanti in ambito Esg. Arrivati a 424 indicatori disponibili, ad ognuno si è associata una delle 30 classi di variabili della matrice Sasb che mostra l’importanza relativa dei parametri Esg per ogni settore.

I punteggi ottenuti sono poi stati normalizzati e per ogni anno si è calcolato un punteggio Esg finale per singola impresa emittente come media ponderata di E, S e G secondo i pesi raccomandati da Sasb. In seguito le emittenti sono state suddivise in due gruppi in funzione del punteggio Esg superiore o inferiore alla mediana. Successivamente si è proceduto al calcolo del Total Return Index mensile dei titoli dei due gruppi, conducendo analisi separate per quelli investment grade e high yield.

Francesca Conti
Francesca Conti
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