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Clienti private sempre più green, per i consulenti arriva la certificazione esg

Clienti private sempre più green, per i consulenti arriva la certificazione esg

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

02 Luglio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il 48% dei clienti private riconosce gli effetti positivi degli investimenti sostenibili e responsabili per le future generazioni

  • “È essenziale che il private banker/consulente finanziario, come principale influencer degli investimenti sostenibili e responsabili, possegga competenze avanzate su questi temi”, commenta Mauro Camelia

  • Aipb annuncia l’avvio di un nuovo percorso formativo per private banker e consulenti finanziari

Cresce l’interesse dei clienti private per gli investimenti sostenibili e responsabili: secondo un’indagine di Aipb, il 38% si rivolgerebbe a un private banker per un supporto in tema di prodotti sri. Per i consulenti arriva una certificazione esg

Mentre gli strumenti tradizionali subivano i contraccolpi dello shock pandemico, durante i mesi più caldi del virus flussi netti positivi hanno continuato a scorrere verso i fondi sostenibili. In questo contesto, i clienti private hanno afferrato l’onda del cambiamento e, nella scelta del proprio consulente di fiducia, la parola green è diventata un must. In che modo rispondere alle rinnovate esigenze dei professionisti del private banking?

Secondo un’indagine dell’associazione, che ha coinvolto 650 clienti private, il 48% dei rispondenti riconosce gli effetti positivi degli investimenti sostenibili e responsabili per le future generazioni. Inoltre, gli imprenditori coinvolti nello studio (75%) ritengono che l’attenzione per la sostenibilità generi “valore nel tempo per tutti gli attori legati all’impresa”, si legge in una nota. Ma nel percorso verso la sostenibilità, il 38% afferma che richiederebbe il supporto di un private banker in tema di prodotti sri (sustainable and responsible investment).

Sulla base di questi presupposti, Aipb ha annunciato l’avvio di un nuovo percorso formativo per private banker e consulenti finanziari, con l’obiettivo di fornire ai professionisti del settore adeguate competenze sui temi esg  (environmental, social, governance), aiutandoli a orientarsi in un mondo sempre più green. “Nell’ideale filiera che collega produttori di strumenti e servizi finanziari, distributori e Investitori, è essenziale che il private banker-consulente finanziario, come principale influencer degli investimenti sostenibili e responsabili, possegga competenze avanzate su questi temi”, spiega Mauro Camelia, professore aggregato di economia degli intermediari finanziari dell’Università di Siena e direttore scientifico della certificazione esg.

“Anche in Italia il settore degli investimenti sostenibili e responsabili è in forte aumento con un crescente interesse della clientela private per i prodotti sri: i criteri di sostenibilità, responsabilità sociale e inclusività stanno diventando, da un lato, rilevanti per il risparmiatore nella scelta del proprio consulente di fiducia e, dall’altro, si configurano come un fattore competitivo determinante per l’industria – aggiunge Antonella Massari, segretario generale di Aipb – questa tendenza è confermata anche nei dati preliminari relativi ai primi mesi del 2020, in pieno periodo pandemico”.

Il primo trimestre dell’anno, infatti, si è chiuso con deflussi dai fondi comuni aperti per 12,8 miliardi di euro, mentre nello stesso periodo i fondi aperti sostenibili e responsabili hanno registrato una raccolta netta positiva di 2,8 miliardi di euro. “L’attrattività dei fondi e degli etf sostenibili si spiega alla luce della particolare tipologia degli investitori ai quali si rivolgono, caratterizzati da un’elevata sensibilità per le tematiche ambientali e sociali e da un orientamento alle performance di lungo periodo, che consente loro di superare più facilmente i periodi di maggiore instabilità dei mercati finanziari”, spiega la Massari. A questi fattori, precisa, si aggiunge il contributo essenziale che gli investimenti sostenibili e responsabili assicurano per il contenimento del rischio complessivo di portafoglio.

“Una conferma in tale direzione si rinviene in un recente contributo di Ferriani e Natoli della Banca d’Italia, Esg risk in times of covid-19 – 2020: la ricerca evidenzia che, tra il 20 febbraio e il 23 marzo 2020, l’interesse degli investitori per i fondi azionari globali, caratterizzati da una bassa esposizione ai rischi esg, è cresciuto in misura rilevante. Ciò in quanto i fondi sostenibili sono considerati un importante veicolo di contenimento del rischio di downside dei mercati finanziari”, continua la Massari. Poi conclude: “Considerando che nel bimestre aprile-maggio i flussi dei fondi comuni aperti sono tornati nuovamente in territorio positivo, è verosimile prevedere un ulteriore rafforzamento dell’interesse degli investitori per i fondi sostenibili e responsabili”.

Rita Annunziata
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