PREVIOUS ARTICLENEXT ARTICLE

Cambiamenti climatici nel cuore dei fondi pensione

Cambiamenti climatici nel cuore dei fondi pensione

Salva
Salva
Condividi
Rita Annunziata
Rita Annunziata

07 Settembre 2020
Tempo di lettura: 3 min
Tempo di lettura: 3 min
Salva
  • Sotto la lente sono stati posti 927 investitori istituzionali distribuiti in 12 paesi, che raccolgono un patrimonio complessivo di oltre 1,1 trilioni di euro

  • La ragione principale è la necessità di conformarsi alla regolamentazione esg, presa in considerazione nell’84% dei casi

  • Il 7% prevede di considerare i cambiamenti climatici nelle proprie decisioni d’investimento entro i prossimi 12 mesi

Secondo un’indagine di Mercer, tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 la quota dei fondi pensione europei che investe considerando i cambiamenti climatici è cresciuta dal 14 al 54%. L’89% punta sui criteri esg

Se il 2019 è stato un anno positivo per i mercati finanziari, lo stesso non lo si può dire per il pianeta: secondo gli ultimi dati diffusi dal WWF sono andati in fumo 12 milioni di ettari in Amazzonia, oltre otto milioni nell’Artico, 328mila tra foreste e altri habitat in Indonesia e 27mila nel Bacino del Congo. Un bilancio drammatico che anche gli investitori non hanno potuto ignorare. L’indagine Investing in the future, european asset allocation insights 2020 di Mercer condotta tra la fine dello scorso anno e il primo trimestre del 2020 ha evidenziato infatti un incremento dal 14 al 54% della quota dei fondi pensione europei che investono prendendo in considerazione i rischi climatici. Ma non solo.

Sotto la lente sono stati posti 927 investitori istituzionali distribuiti in 12 paesi, che raccolgono un patrimonio complessivo di oltre 1,1 trilioni di euro. Secondo il sondaggio, il cambiamento climatico in particolare ma in generale l’impatto sociale e ambientale degli investimenti sono destinati a passare dall’essere “ripensamenti di pochi investitori” a fattori “attivamente presi in considerazione nelle strategie d’investimento”, si legge nel report.

Nel 2020 l’89% degli intervistati ha dichiarato di considerare i rischi esg (environmental, social, governace), contro il 55% del 2019. La ragione principale, spiegano i ricercatori, è la necessità di conformarsi alla regolamentazione, presa in considerazione nell’84% dei casi nel 2020 contro il 56% del 2019, ma l’attenzione alla sostenibilità si esplica anche in una crescita dei piani che integrano i criteri esg nelle loro politiche di investimento (88% contro il 68%) e che sviluppano una serie di convinzioni esg (55% contro il 19%).

Cambiamenti climatici nel cuore dei fondi pensione
Fonte: Investing in the future, european asset allocation insights 2020 di Mercer

Inoltre, “in un anno che ha visto l’attivista Greta Thunberg, insieme ad altri, organizzare scioperi scolastici globali per aumentare la consapevolezza del cambiamento climatico, e vaste aree del mondo in fiamme (comprese l’Australia e l’Amazzonia)”, continuano i ricercatori, non sorprende che un numero crescente di soggetti stia prendendo in considerazione il fatto di investire tenendo conto dei cambiamenti climatici. Oltre la metà degli intervistati, come anticipato, dichiara di aver considerato il climate risk nelle proprie decisioni di investimento, contro il 14% dello scorso anno, e il 7% prevede di farlo entro i prossimi 12 mesi.

In termini di asset allocation, si va da soluzioni sostenibili a strategie a basse emissioni di carbonio. Gli asset manager, conclude lo studio, stanno “creando e lanciando strategie di investimento che mirano ad affrontare uno o più obiettivi di sviluppo sostenibile”, nonché strategie allineate all’obiettivo dell’Accordo di Parigi di limitare al di sotto di due gradi centigradi il riscaldamento medio globale.

Rita Annunziata
Rita Annunziata
Condividi l'articolo
ALTRI ARTICOLI SU "Pensione"
ALTRI ARTICOLI SU "SRI-Impact investing"
ALTRI ARTICOLI SU "Fondi pensioni"
ALTRI ARTICOLI SU "Europa"