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Bnp Paribas Am, un piano per dire addio al carbone

15 Marzo 2019 · Redazione We Wealth · 2 min

  • La nuova strategia si applicherà a tutti i fondi aperti gestiti attivamente da Bnpp Am e diventerà la politica di default per mandati d’investimento

  • Bnpp Am escluderà le società che ricavano più del 10% delle loro entrate dal carbone termico di estrazione o rappresentino l’1% o più della produzione globale

Bnp Paribas Asset Management lancia un piano per il disinvestimento di tutte le attività che rappresentano la principale fonte di emissioni di carbonio. Le restrizioni riguardo le società impegnate nella produzione di carbone termico ed elettricità dal carbone entreranno in vigore all’inizio del 2020

Bnp Paribas Asset Management accelera il suo impegno nel contrastare i cambiamenti climatici. La società ha infatti realizzato un piano per attuare una politica rafforzata di esclusione dal carbone attraverso il disinvestimento dalle attività che rappresentano la principale fonte di emissioni di carbonio. Le ulteriori restrizioni riguardo alle società impegnate nella produzione di carbone termico e nella generazione di elettricità dal carbone, spiega una nota, entreranno in vigore all’inizio del 2020. Si applicherà a tutti i fondi aperti gestiti attivamente da Bnpp Am e diventerà la politica di default per mandati d’investimento. La nuova policy rappresenta un significativo passo in avanti verso l’obiettivo di Bnpp Am di allineare – entro il 2025 – i propri portafogli con i target individuati dall’accordo di Parigi di mantenere l’aumento della temperatura ben al di sotto dei 2 gradi centigradi rispetto ai livelli preindustriali.

La società ridurrà inoltre il rischio economico nei portafogli, poichè il carbone diventa sempre meno competitivo come combustibile per la produzione di energia. Bnpp Am escluderà le società che ricavano più del 10% delle loro entrate dal carbone termico di estrazione o rappresentino l’1% o più della produzione globale. Il limite di produzione globale serve a filtrare quelle società la cui quota di reddito derivante dal carbone è inferiore al 10%, ma che comunque rappresentano un livello significativo di produzione su base assoluta.

Saranno inoltre esclusi i generatori di energia la cui intensità di carbonio è superiore alla media globale del 2017 di 491 gCO2/kWh. Successivamente, Bnpp Am seguirà la traiettoria tracciata per il settore dall’Agenzia internazionale dell’energia nel suo Scenario di Sviluppo Sostenibile e conforme all’accordo di Parigi. L’Sds dell’Iea richiede che l’intensità di carbonio dei generatori di energia scenda a 327 gCO2/kWh entro il 2025 e Bnpp Am richiederà pertanto che le aziende riducano la loro intensità di carbonio tra il 2020 e il 2025 ad un tasso coerente con questo valore, escludendo quelle che non lo fanno. Le esenzioni saranno concesse su base semestrale, nell’intesa che le società che dimostreranno il loro impegno nei confronti della policy giungano al pieno rispetto entro due anni.

Mark Lewis, global head of Sustainability Research in Bnp Paribas Asset Management, commenta: “Dal punto di vista degli investimenti, le prospettive per l’industria del carbone appaiono sempre più incerte poiché le fonti di combustibile a minore intensità di carbonio, in particolare quelle rinnovabili, diventano sempre più competitive. Le principali tecnologie rinnovabili già competono favorevolmente con la produzione di energia da combustibili fossili e, nei siti più adatti per l’installazione di energia eolica e solare a livello globale, i nuovi costi di costruzione sono in realtà inferiori a quelli delle attuali centrali a combustibile fossile. La tendenza continuerà poiché i costi per tutte le tecnologie rinnovabili continuano a diminuire”.

Redazione We Wealth
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