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Amazon scommette su transizione verso economia zero-carbon

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Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

25 Giugno 2020
Tempo di lettura: 10 min
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  • Amazon ha annunciato il lancio di un fondo venture capital interno da 2 miliardi di dollari con l’obiettivo di sostenere le società che saranno in grado di sviluppare prodotti e servizi per facilitare la transizione verso un’economia a zero emissioni di carbonio

  • Schneider (Isomer Capital): “Il venture capital è la strategia migliore per poter finanziare queste società che vogliono sviluppare prodotti e tecnologie per la decarbonizzazione dell’economia e la lotta contro il cambiamento climatico”

Il gigante dell’e-commerce Amazon annuncia il lancio del “Climate pledge fund”. Il fondo investirà in società che sviluppano prodotti e servizi per aiutare le aziende a ridurre la propria impronta di carbonio e a operare in modo più sostenibile

Amazon punta sulla sostenibilità e scommette sulla decarbonizzazione. Il gigante dell’e-commerce ha annunciato il lancio del Climate pledge fund, un fondo di venture capital con un finanziamento iniziale di 2 miliardi di dollari, con l’obiettivo di sostenere le società visionarie che saranno in grado di sviluppare prodotti e servizi per facilitare la transizione verso un’economia a zero emissioni di carbonio.

Negli ultimi tempi la società è stata al centro di diverse critiche sulla sostenibilità del business model e ha dovuto affrontare una crescente pressione da parte dei dipendenti per far fronte al suo impatto ambientale. L’annuncio del Climate pledge fund arriva dopo che a febbraio, Jeff Bezos ha annunciato di voler mettere personalmente in capo 10 miliardi di dollari per il lancio di un fondo per la Terra, il “Bezos earth fund”, con lo scopo di supportare scienziati e attivisti nella lotta ai cambiamenti climatici.

L’istituzione del fondo rientra nell’ottica di consentire ad Amazon e ad altre società di realizzare gli obiettivi del Climate Pledge: un’iniziativa (a cui hanno recentemente aderito anche Verizon, Reckitt Benckiser e Infosys) fondata congiuntamente da Amazon e Global Optimism e annunciata lo scorso settembre, che punta al raggiungimento dei target dell’Accordo di Parigi con 10 anni in anticipo e all’azzeramento delle emissioni di carbonio entro il 2040.

“Il Climate pledge fund investirà in imprenditori rivoluzionari e visionari e in innovatori impegnati nella creazione di prodotti e servizi per aiutare le aziende a ridurre la propria impronta di carbonio e a operare in modo più sostenibile” sottolinea l’ad e fondatore di Amazon, Jeff Bezos, precisando che,  “saranno prese in considerazione aziende di tutto il mondo, di ogni dimensione e in ogni fase, dalle startup a aziende consolidate” e che “ogni eventuale investimento sarà giudicato in base al suo potenziale nell’accelerare il percorso verso l’azzeramento del carbonio e per contribuire a proteggere il pianeta per le generazioni future”.

“L’impronta di carbonio (ndr, carbon footprint) di Amazon è salita del 15% nel 2019” spiega a We Wealth Thomas Schneider, partner di Isomer Capital, sottolineando che il recente annuncio Climate pledge fund rappresenta una misura concreta per controbilanciare questo impatto ambientale negativo, ulteriormente accentuato dal boom dell’e-commerce durante il lockdown. Il Climate pledge fund, si legge nel comunicato ufficiale, investirà in aziende di diversi settori, tra cui trasporti e logistica, produzione, stoccaggio e utilizzo di energia produzione manifatturiera e di materiali; economia circolare; alimentare e agricoltura. Settori che, evidenzia Schneider, sono tutti strategici per gli obiettivi climatici di Amazon. “Molte startup tech stanno operando in questi settori nell’ottica di migliorare l’impatto ambientale e l’interesse per queste società è aumentato in maniera esponenziale” sottolinea Schneider, portando come esempio il boom della smart mobility. “Il venture capital è la strategia migliore per poter finanziare queste società che vogliono sviluppare prodotti e tecnologie per la decarbonizzazione dell’economia e la lotta contro il cambiamento climatico. Sono proprio queste startup che possono sperimentare le idee più ‘folli’ per trovare soluzioni innovative e disruptive”.

 

Virginia Bizzarri
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