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Secret Places: Trieste

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Contributor, Aldo Minucci

26 Marzo 2019
Tempo di lettura: 5 min
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Una colazione con un cliente, una cena speciale, oppure un luogo dove lavorare tranquillamente tra due appuntamenti. Ecco le migliori location di Trieste

Foto in bianco e nero di Aldo MinucciAldo Minucci
Laureato in giurisprudenza, Aldo Minucci è stato presidente di Ania, di Telecom e Telco. Entrato nel gruppo Generali nel 1972, è stato direttore centrale, vicedirettore generale e presidente di Genertel. Quest’anno è stato nominato presidente della MIB Trieste School of Management, la scuola internazionale di formazione manageriale che ha la sua sede principale nel Palazzo Ferdinandeo.

 

A “BUSINESS BREAKFAST” – CAFFÈ TOMMASEO
E’ il più antico e prossimo al mare dei celebri caffè triestini. Fu inaugurato nel 1830, ma le sue origini sono ancora anteriori: in realtà si trattava della ristrutturazione di un preesistente locale. Fu subito un ritrovo caldo ed elegante, dal sapore asburgico, grazie anche alle decorazioni di Giuseppe Gatteri. Oggi resistono le specchiere fatte arrivare all’epoca dal Belgio. In questo caffè trovarono accoglienza, tra gli altri, Kafka, Joyce, Svevo e Saba. Claudio Magris ha creato ai suoi tavoli il suo capolavoro “Danubio”. ll Tommaseo ha recentemente riaperto al pubblico dopo un profondo intervento di restauro. Ma è al palato degli avventori che arriverà la vera novità. Le cucine del caffè, completamente rinnovate, sono adesso guidate dallo chef Stefano Blasotti. Grande attenzione è posta poi alla selezione dei vini, curata dalla storica Enoteca Bischoff (fondata a Trieste nel 1777).

 

UN’ORA DA SOLO IN UN BEL POSTO – CAFFÈ SAN MARCO
Inaugurato nel 1914, è insignito dell’onorificenza “locale storico d’Italia”. Frequentato da Umberto Saba, Scipio Slataper, Giani Stuparich, il poeta Virgilio Giotti, Fulvio Tomizza e Giorgio Voghera. Claudio Magris ha ancora un tavolo a lui riservato. L’atmosfera oggi pacata dei suoi tavolini in ghisa e marmo fu nei mesi successivi alla sua fondazione surriscaldata dal movimento irredentista. Vi venivano fabbricati passaporti falsi per la fuga in Italia di patrioti antiaustriaci, e per questo nel 1915 la polizia austriaca lo devastò. Il luogo fu poi ristrutturato grazie alle Assicurazioni Generali e riaperto nel secondo dopoguerra. Il caffè divenne nuovamente un punto di riferimento culturale della città, e anche sede della Società Scacchistica Triestina. Gli scacchi infatti, oltre ai libri, sono il grande segno distintivo di questo prestigioso caffè, spesso sede di dibattiti e incontri.

 

UN LUNCH IN UN CONTESTO FATTO PER STUPIRE – HARRY’S RESTAURANT & CAFÉ
Piazza Unità d’Italia è la più grande in Europa fra quelle che si affacciano sul mare. Solo la piazza dei Decabristi sulla Neva a San Pietroburgo e la Praça do Comércio sul Tago a Lisbona possono paragonarvisi. Ed è qui che nel 1972 Arrigo Cipriani dell’omonimo Harry’s Bar di Venezia fondò questo elegante caffè, parte integrante del Grand Hotel Duchi D’Aosta. Il blasonato locale sta ora vivendo un momento di rilancio grazie alla chiamata in sella del giovanissimo e bis-stellato chef Matteo Metullio. Due i menù: uno per l’Harry’s Bistrò e l’altro per l’Harry’s Piccolo. Il primo, precedentemente gestito da Cipriani, sarà aperto tutto l’anno e offrirà al pubblico i piatti irrinunciabili della tradizione italiana. Il secondo, aperto dal martedì al sabato con pochi coperti nella saletta Maximilian, sarà il regno della cucina gourmet che ha lanciato.

 

UN LUNCH RELAX – NERODISEPPIA
Per chi preferisce il solo pesce, segnalo questo ristorante del centro città preferito dagli appassionati dei piatti tipici triestini preparati con il pescato del golfo di Trieste. È un locale a gestione familiare con lo chef Giulio e la sommelier Valentina, soci nella vita e nel lavoro. La loro offerta culinaria è caratterizzata da una scelta piuttosto ampia di proposte di qualità a partire dalle tartare e dai carpacci di pesce, granseole, scampi in busara, sardoni in savor o impanati, per finire con branzini e orate istriane. Nel menù sono presenti anche influenze di altre regioni italiane. È un locale accogliente con un servizio eccellente e professionale. Dotato di un numero limitato di coperti, occorre quasi sempre prenotare con largo anticipo.

 

UNA CENA NEL SOLCO DELLA TRADIZIONE – ANTICA TRATTORIA SUBAN
Una vincita al lotto del signor Giovanni Suban, sarto alla corte di Massimiliano d’Asburgo, diede origine nel 1865 a questo fortunato ristorante. Situato nel rione San Giovanni, distante dal clima più prettamente cittadino, Suban è un autentico focolare della cucina triestina e degli antichi sapori austroungarici. Vi si possono gustare la jota (la tradizionale minestra di fagioli, crauti e patate), il prosciutto in crosta di pane, il gulash e le palacinke, sorta di crespelle, sia dolci che salate. Grande importanza vi rivestono le carni, sia alla griglia che bollite, e notevole è la scelta dei vini, sia italiani che sloveni. D’estate è particolarmente apprezzato il giardino esterno, avvolto nel silenzio.

 

UN LOCALE À LA SPEAKEASY PER INCONTRI INFORMALI – LA CANTINA DEL VESCOVO
Segnalo infine un luogo che mi è caro anche per motivi familiari. La vocazione internazionale di Trieste trova spazio in questo ristorante aperto nel 2014 da Francesco Minucci. Si tratta di un doppio locale à la speakeasy. La prima parte è dedicata al bere. Attraverso una porticina si accede ad un ambiente più sofisticato, dedicato alla ristorazione. Qui, protagonista è l’eccellenza delle carni mondiali, da quelle spagnole a quelle italiane, uruguayane, australiane, brasiliane, argentine, fino ad approdare all’angus irlandese e al wagyu giapponese. Tutte acquistate direttamente dal produttore. Nel menu fa capolino anche il pesce. Una curiosità: la cultura delle acqueviti friulane ha spinto Francesco a creare la prima vodka “di qualità premium” prodotta completamente in Italia. Blue lie, la vodka che ti inganna per la sua morbidezza!

 

I NEGOZI DA CONOSCERE
PASTICCERIA PENSO
Una delle sole cinque al mondo che possa vantare di possedere la vera ricetta della mitica torta Sacher.
GELATERIA ZAMPOLLI
Un vero gelato val bene una fila. Del resto, è la preferita dai triestini. Ottimi e artigianali, nei pressi della stazione ferroviaria
GELATERIA JAZZIN
Pieno centro per questa gelateria molto amata, dietro piazza Unità d’Italia.

 

IL CASTELLO DI MIRAMARE
Chi viene a Trieste, anche per lavoro, deve fare (almeno) una puntata al castello di Miramare. A picco sul mare, il castello voluto da Massimiliano d’Asburgo, fratello cadetto di Francesco Giuseppe, è il simbolo della città, la vera casa di tutti i triestini. Le sue stanze eleganti, Il suo parco di 22 ettari e il suo panorama mozzafiato offrono senza dubbio un momento di refrigerio e riflessione.

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Contributor , Aldo Minucci
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