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Secret Places: Torino 2

Secret Places: Torino 2

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Contributor, Vincenza Belfiore

24 Aprile 2019
Tempo di lettura: 5 min
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Una colazione con un cliente, una cena gourmet, oppure un luogo dove lavorare tranquillamente. Ecco un nuovo appuntamento con le migliori location di Torino

Foto in bianco e nero di Vincenza BelfioreVincenza Belfiore
Director – project manager international business development di Azimut Wealth Management

Ha conseguito un executive master in wealth management alla SDA Bocconi. Si occupa di consulenza finanziaria dal 1995 e ha sviluppato un’ampia esperienza attraverso diverse realtà, come Intesa Sanpaolo, Citibank, Bsi Italia, Banca Generali private banking e Azimut wealth management. È certificata Efpa. Nel 2017 è stata nominata Top Women Financial Advisors del Barron ranking.

 

Un’ora prima del prossimo appuntamento – ALLEGROITALIA GOLDEN PALACE
Se avete un’ora libera e volete utilizzarla per lavorare, nel cuore di Torino, a soli 10 minuti a piedi dal Museo Egizio, da Piazza San Carlo e dalla stazione ferroviaria di Porta Nuova, c’è un posto che fa per voi. Si tratta dell’hotel 5 stelle Allegroitalia Golden Palace, un luogo fantastico per lavorare sorseggiando ottimi drink ma anche perfetto per stuzzicare qualcosa in un raffinato ristorante: il tutto in un ambiente lussuoso e in una luminosa “orangerie”, con connessione WiFi gratuita.

 

Un lunch relax – SAN TOMMASO 10 LAVAZZA
La storia di Lavazza inizia proprio qui: in Via San Tommaso 10, dov’è nata la drogheria di Luigi Lavazza nel 1895. Cent’anni dopo, nel 1995, Lavazza ha riaperto la drogheria dando vita al San Tommaso 10: coffee corner, ma non solo… un ristorante d’eccellenza con piatti innovativi creati in collaborazione con grandi chef italiani e interazioni con lo spagnolo Ferran Adrià. E il personale è a dir poco delizioso: professionalità, gentilezza e attenzione mi fanno entrare in questo locale quasi tutti i giorni.

 

Una cena per incuriosire – IL CAMBIO
Ogni volta che entro in questo ristorante, rimango stupita. In un turbinio di tradizione e novità, il Cambio rappresenta al meglio lo spirito piemontese, dove il futuro si mescola col passato. Riconosciuto come l’emblema della cultura torinese, dai suoi saloni – negli anni tra il 1821 e il 1861 – sono passati gli uomini e le donne che hanno fatto la storia d’Italia, come Casanova, Puccini, Balzac, Nietzsche, Verdi, Marinetti e… Cavour, un vero habitué, tanto che il suo tavolo è sempre lì, pronto per essere apparecchiato.

 

Un lunch con un cliente formale – IL CIRCOLO DEI LETTORI
Il circolo dei lettori è un “veritable hub” e “melting pot” culturale dinamico e innovativo che nasconde sale storiche, attentamente arredate, e una galleria di ritratti di artisti locali, con dipinti giocosi. La sensazione è quella di mangiare in un luogo fermo nel tempo, nella sabaudia reale. Il ristorante – guidato dallo chef Stefano Fanti – reinterpreta, in maniera leggera e in concordanza con la stagionalità, le specialità della tradizione piemontese.

 

Un aperitivo di lavoro – GRATTACIELO SAN PAOLO
Un aperitivo che combina innovazione e piacere nel grattacielo più alto d’Italia, in una location unica, a 150 metri di altezza. Drink ideati dal bartender Mirko Turconi e finger food preparato appositamente dal ristorante Piano35 della torre, più una vista mozzafiato della città abbracciata dalle Alpi. Se avete l’occasione, passeggiate nel giardino ad alta quota: una serra bioclimatica, dove sono stati riprodotti i profumi e i colori di un giardino mediterraneo, nei 15.000 metri cubi dello spazio.

 

Un pranzo vegetale-integrale – CHIODI LATINI NEW FOOD
Se avete voglia di un nuovo approccio al cibo e di materie prime di origine vegetale, con una cucina fatta di stagioni, il ristorante Chiodi Latini New Food può rendervi felici. L’ambiente è gradevole, piccolo e curato, nella forma e nel pensiero. La cucina non è stata scelta per moda, ma per profonda convinzione. Alla base c’è la filosofia vegetale-integrale, la semplicità del ritorno alla materia prima nella sua forma più integrale. Il mio piatto preferito? “La rossa francese”, un tortello di rapa ripieno di patate vitelotte.

 

Un’osteria piemontese – BUTA SPUTA
Se cercate un’osteria tipicamente piemontese, ai piedi della Mole Antonelliana, il locale Buta Stupa – che in dialetto piemontese significa “la bottiglia stappata” – può fare al caso vostro. Il detto nasce perché, una volta stappata, la bottiglia è vostra e, se non la finite, la potete portare via e finirla quando più vi aggrada. Più di 300 etichette accompagnate da piatti tipici piemontesi, in un locale semplice ma con l’Opera d’arte in muratura più alta d’Europa praticamente sotto i piedi.

 

Un drink dopocena – LA RESERVE COCKTAIL CLUB
Un posto davvero autentico, che nasce dall’idea di alcuni amici di ricreare il culto torinese dell’aperitivo e dar vita a un salotto dove accomodarsi nel dopocena e concludere in bellezza le serate. Si beve benissimo e l’ambiente è delizioso, ricco di charme ed eleganza. Il personale è molto preparato ed estremamente gentile, e la carta dei cocktail è pensata per sollecitare le vostre emozioni. Lo trovo un perfetto locale per sorseggiare drink lasciandovi trasportare da un’esperienza emozionale e sensoriale unica.

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Contributor , Vincenza Belfiore
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