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Vini italiani più costosi e pregiati

30 Marzo 2018 · Teresa Scarale · 3 min

  • Gli ultimi dati danno il vino al secondo posto fra gli asset pleasure, sia ad uno che a 10 anni. Il Domaine de la Romanée Conti si conferma il più pregiato

  • Guardando all’italia, quali sono le bottiglie su cui vale la pena di investire

Il vino contende ai soli motori e alle opere d’arte il primato di pleasure asset più redditizio, sia nel breve che nel medio periodo. E il trend è in crescita.

Nel solo 2017, il vino della cantina più prestigiosa del mondo, la Domaine de la Romanée Conti, si è rivalutato del 30%. Difficile raggiungere lo stesso risultato in così breve tempo anche per il miglior strumento di investimento. I collezionisti fanno a gara per accaparrarsi qualcuna delle bottiglie di questo irraggiungibile vino. Gli otto vigneti della Domaine infatti ne producono solo mille casse ciascuna. E la domanda continua a salire. Bacco raggiunge così beffardo il secondo posto in classifica fra i pleasure asset più redditizi. A dieci anni, è secondo solo ai motori; ad uno, cede il posto solo all’arte, e quest’ultima deve ringraziare le recenti vendite di Leonardo e Basquiat, altrimenti, chissà.

Bacco, Caravaggio, Galleria degli Uffizi per i vini Sella

Volendo investire nel vino italiano, varie sono le possibilità che si presentano al collezionista. Quello che segue è un elenco di massima, estremamente limitato. Il primo sguardo va a un fiore all’occhiello delle eccellenze agroalimentari italiane: il Brunello di Montalcino. In particolare, il Soldera Riserva Case Basse e il Riserva Biondi Santi. Il primo assurse agli onori della cronaca a causa di un “attentato” ad opera di un ex dipendente, che nel 2012 ne distrusse ben sei annate. In seguito all’atto criminoso però le quotazioni di questo vino sono salite alle stelle, arrivando a costare fino a 1.300 dollari la bottiglia. Ma il prezzo è destinato ad aumentare. Oggi il Soldera Riserva Case Basse è infatti pressoché introvabile, e la prossima annata disponibile sarà quella del 2019. Vi è poi il Masseto Tenuta dell’Ornellaia, merlot ultra esclusivo che rivaleggia col Romanée Conti. Compagno del Masseto, il merlot Redigaffi Tua Rita viene prodotto in sole 10.000 bottiglie ed è ricercatissimo dagli intenditori. Passando al Barolo, fra le migliori bottiglie da investimento sono da considerare il Brunate Roberto Voerzio, il Monfortino Riserva di Giacomo Conterno e il Le Rocche del Falletto Bruno Giacosa. Passando alla Valpolicella, il vino da non perdere è l’Amarone Vigneto di Monte Lodoletta Romano Dal Forno. Per chiudere in bellezza, un ottimo colpo potrebbe essere fatto mettendo in cassaforte il Primitivo di Manduria ES di Gianfranco Fino. Di questo vino pugliese pluripremiato a livello internazionale ne vengono prodotte poche bottiglie all’anno, e la domanda preme.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
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