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Il mercato del vino è in salute, parola di Liv-ex

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Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani

04 Dicembre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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In questo 2020 il mercato del vino si è mostrato resiliente alle intemperie. Liquidità e varietà sono i segreti. Vini di borgogna, che alle aste fanno segnare cifre da capogiro, e vini italiani, in vorticosa ascesa, i protagonisti

Gli investitori in cerca di riparo in mezzo alle acque in tempesta dei mercati hanno trovato un porto sicuro non solo nell’oro. Guardando ai collectibles, il vino ha garantito a chi glielo ha chiesto serenità e profitto. Quanto rendimento effettivo genera l’investimento in vino? Quali sono i segreti che si celano dietro queste performance? A queste domande ha dato risposta Liv-ex, il principale marketplace per l’acquisto di vini pregiati e leader nell’elaborazione di indici di performance.

Anatomia di un mercato liquido e vario

Il primo ingrediente che ha reso il mercato del vino rifugio dai bollori dei mercati è stata la crescente liquidità. Quest’anno il turnover totale di Liv-ex è aumentato di 30 milioni rispetto all’anno scorso attestandosi a 81 milioni, guidato sia da un aumento dell’offerta sia da un aumento della domanda. L’indice domanda/offerta si è attestata a 0,6. Generalmente valori sopra lo 0,5 indicano un sentiment positivo sul mercato.

Altro elemento chiave è il tema della varietà nel mercato del vino, storicamente appannaggio dei Bordeaux, con vini da tutto il mondo che hanno attirato l’interesse degli investitori. La quota di mercato dei bordeaux quest’anno è arrivata al minimo storici del 40%, in forte contrazione dal 70% di dieci anni fa. A beneficiare di questo calo ci sono stati in particolar modo i vini di Borgogna, la cui quota è passata nello stesso arco temporale dallo 0,6% al 17,4%. Ascesa vorticosa anche per i vini americani passati dalla quota irrisoria dello 0,1% al 7%. Restringendo la visuale e guardando agli ultimi undici mesi i vini italiani sono stati i grandi vincitori, passando in un solo anno dal 8,8% al 15,3%. A guidare la categoria “resto del mondo” quest’anno hanno raccolto un buon interesse i vini australiani (1,8%), spagnoli (1,4%) e tedeschi (1%).

Il Liv-ex 100 a novembre

Dopo una prima metà dell’anno in difficoltà, a novembre il Liv-ex 100, l’indice di riferimento per valutare l’andamento del mercato, ha confermato la tendenza al rialzo raggiungendo il picco di 316,63, livello che non si vedeva dall’autunno 2011. Rispetto alla fine di ottobre l’indice ha preso 0,84 punti percentuali, guidati dalle performance estremamente molto buone dei vini italiani, con una crescita media di prezzo del 2% in un solo mese. Il Giacomo Conterno Barolo Riserva Monfortino 2010, su del 6,6%, è stato il migliore vino per performance del mese. A stretto giro seguono due Super Tuscan. Il Tiganello 2015 si apprezzato del 5,9%, il Solaia 2015 del 4,5%

Cifre record da Bolaffi, aspettando Baghera

Nel frattempo anche sul mondo delle aste si conferma la grande forza attrattiva dei vini più pregiati. Giusto appena una settimana fa è stata venduta ad un’asta di Bolaffi una doppia magnum di Romanée Conti Cru 1990 per la bellezza di 100.000 euro: si tratta della bottiglia di vino più cara mai venduta in Italia. Ma i record sono fatti per essere battuti e a stretto giro, il 6 dicembre, si terrà un’altra asta, questa volta organizzata dalla svizzera Baghera, con sempre protagoniste delle bottiglie di Drc. Si tratta di una collezione di 24 bottiglie, annata 1985, posseduta da Enoteca Pinchiorri, ristorante fiorentino a tre stelle michelin, che si stima possa essere aggiudicata per un valore complessivo di 2,1 milioni di dollari.

Lorenzo Magnani
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