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Brunello 2015, a Montalcino l’Italia riparte dal vino

Brunello 2015, a Montalcino l’Italia riparte dal vino

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

10 Marzo 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • 100/100 è la votazione che l’esperto internazionale James Suckling ha attribuito a 11 Brunello di Montalcino 2015

  • In generale gli enologi si dicono certi che l’annata 2015 non solo sarà in grado di affrontare l’invecchiamento, ma darà eccellenti risultati anche a distanza di decenni

  • Orazio Vagnozzi, direttore della guida vini di Passione Gourmet, ritiene che “la valutazione dell’annata 2015, soprattutto quando si parla di Brunello di Montalcino, richiede ancora un po’ di prudenza dal momento che le cose migliori, cioè le produzioni destinate alla “Riserva”, usciranno nel 2021

Ha da poco debuttato a Montalcino l’annata 2015 del Brunello. Quaranta enologi le hanno dato il benvenuto, giudicandola eccezionale. È davvero così? Di sicuro giunge provvidenziale in un momento difficile per il Paese

Il Brunello di Montalcino è un’eccellenza vinicola italiana che ama viaggiare, anche in tempo di coronavirus. Benvenuto Brunello 2020, la kermesse organizzata dal Consorzio del grande Rosso toscano conclusasi il 24/02/2020 e dedicata all’annata “cinque stelle” 2015, lo ha confermato. Per sorbire le 500 etichette in degustazione, sono accorsi nel piccolo borgo toscano 4000 visitatori, fra esperti del settore e celebrità (dati ufficiali del consorzio). Un debutto da vera e propria asset class per il Brunello 2015, parrebbe.

Ecco cosa dichiarava James Suckling, uno dei critici internazionali più famosi ed esperto di vini italiani lo scorso ottobre, dopo i suoi assaggi in anteprima.

Brunello 2015: “Una delle annate più interessanti da anni”

“La 2015 è un’annata storica per il Brunello di Montalcino, che nessuno dovrebbe perdersi. I vini mostrano una impressionante precisione, nei frutti vividi, nei tannini eleganti, nella freschezza, nell’acidità, nonostante una grande maturità e ricchezza, caratteristiche che ne fanno una delle annate più interessanti da anni”. Il suo entusiasmo si è manifestato nella votazione: Suckling ha infatti attribuito a 11 Brunello 2015 il voto di 100/100. C’è d’altra parte chi invita alla prudenza rispetto ad una valutazione generalizzata che potrebbe risultare affrettata visto che insieme a vini eccezionali, un certo numero di assaggi avrebbero evidenziato tannini un po’ asciutti e poco levigati.

Perché quella del 2015 è un’annata speciale?

I quaranta enologi degustatori accorsi a Montalcino a fine febbraio 2020 parlano di “un millesimo destinato a passare alla storia” grazie ai suoi “aromi intensi di frutta matura, con un ottimo rapporto tra struttura tannica e acidità e lunga persistenza aromatica sia al naso che al palato. Dal punto di vista organolettico colpiscono soprattutto la struttura tannica, morbida e in perfetto equilibrio con la freschezza, arricchita da sentori caratteristici di frutta rossa matura, sia all’olfatto che al gusto, chiusi da un finale lungo ed elegante”. La stagione 2015 fu particolarmente favorevole, con un inverno secco, una mezza stagione mite e precipitazioni generalmente contenute. Il che portò le piante ad avere “un ottimo equilibrio vegetativo” sfociato in una vendemmia di “raro ed elevato equilibrio qualitativo”, di grande eleganza aromatica.

Un asset pronto a invecchiare bene

Gli enologi si dicono certi che l’annata 2015 (10,5 milioni di bottiglie) non solo sarà in grado di affrontare l’invecchiamento, ma darà eccellenti risultati anche a distanza di decenni. Il Brunello di Montalcino è uno dei vini a più alto potenziale di invecchiamento. È una caratteristica emersa già alla fine dell’Ottocento, e confermatasi negli anni.

Orazio Vagnozzi, direttore della guida vini di Passione Gourmet, ritiene che “la valutazione dell’annata 2015, soprattutto quando si parla di Brunello di Montalcino, richiede ancora un po’ di prudenza dal momento che le cose migliori, cioè le produzioni destinate alla “Riserva”, usciranno nel 2021. E l’aspettativa è che molte aziende produrranno un Brunello Riserva 2015. Le premesse, peraltro, sono ottime, a cominciare dalla vendemmia perfetta e dai primi assaggi che, insieme a qualche vino di troppo con tannini un po’ asciutti e poco distesi, hanno mostrato vini veramente eccellenti.”

Brunello: esportazioni mirate

Durante la kermesse “Benvenuto Brunello 2020”, alcuni produttori hanno dichiarato di arrivare a esportare fino al 90%. In ogni caso, non meno del 60%. È quello che emerge dalle voci imprenditoriali presenti all’evento.

I mercati principali? All’unisono i produttori rispondono che sono Usa (California in particolare) e Canada, poi il Nord Europa (es. Danimarca), molto attento alla produzione biologica, e i nuovi (e vecchi) ricchi dell’estremo oriente (Cina, Taiwan, Sudest Asiatico – Hong Kong, Singapore, Giappone). Il Regno Unito invece è un mercato complesso, in fase di evoluzione. E che potrebbe dischiudere belle sorprese. Intanto, fanno capolino nuovi mercati, come l’Ucraina e la Russia, ad esempio.

Teresa Scarale
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