PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Arte in cantina: quando il vino incontra l'artista

Arte in cantina: quando il vino incontra l'artista

Salva
Salva
Condividi
Alice Trioschi
Alice Trioschi, Alice Trioschi

24 Gennaio 2020
Tempo di lettura: 3 min
Tempo di lettura: 3 min
Salva

Quello fra vino e arte è un connubio fecondo…

4 aziende vinicole italiane da esplorare

Nel 2018, a Sotheby’s New York è stato stabilito il nuovo record per il vino più caro al mondo: $558.000 per una bottiglia del 1945 della tenuta in Borgogna di Romanée Conti. Il risultato dimostra l’interesse del mercato dei collezionisti per l’enologia e l’entrata a pieno titolo del vino nei pleasure assets.

I produttori, però, si dimostrano interessati non solo a vendere le proprie bottiglie, ma anche a valorizzare il nome della propria cantina tramite l’arte. Diffuse sono le degustazioni offerte insieme alla scoperta di una collezione artistica. Grandi esempi a livello internazionale sono Château La Coste in Francia, Bodega Colomé in Argentina (con annesso museo di James Turrel), o la Donum Estate in California con la sua collezione di sculture.

E in Italia? Trovate qui una breve lista per esplorare cantine con ottimi vini e interessanti collezioni d’arte.

Ceretto, Alba (CN)

La Casa Vinicola Ceretto nasce ad Alba nei primi anni del ‘900 da un’idea di Riccardo Ceretto, crescendo poi con i figli Bruno e Marcello che acquistano vigneti nelle Langhe e nel Roero per vinificare Barolo e Barbaresco D.O.C.G. Dagli anni ’90, la terza generazione rinnova l’azienda utilizzando altre materie prime delle Langhe (Nocciola Piemonte I.G.P.) e aprendo due ristoranti in centro ad Alba. Nel 1999 la svolta: il primo investimento in arte contemporanea della famiglia, la ristrutturazione della Cappella del Barolo nel vigneto Brunate di La Morra. L’edificio, costruito nel 1914 e mai consacrato, viene restaurato dagli artisti Sol LeWitt e David Tremlett dando vita al progetto familiare Art & Co.

La collezione si è estesa nel tempo, includendo gli affreschi di Francesco Clemente e Kiki Smith nei ristoranti Piazza Duomo e La Piola, oltre che alla scultura di Valerio Berruti Ovunque Proteggimi (2012), che delimita, come un cancello, i terreni di Bricco Rocche. La famiglia ha costruito la Casa dell’Artista (2010), in cui vengono ospitati artisti che realizzano opere poi esposte ad Alba. Esempi, nati dalla collaborazione con il curatore Bill Katz, sono le mostre di Anselm Kiefer (Der Rhein, 2014), Kiki Smith (Sculptures, 2015), Francesco Clemente (After Omeros, 2017), Marina Abramović (Holding the Milk, 2017), Lynn Davis & Patty Smith (Cospiracy of Word and Image, 2018), Sol LeWitt & David Tremlett (Keeping Time, 2019).

Sol LeWitt & David Tremlett, Cappella del Barolo (1999)

Marchesi Antinori, San Casciano in Val di Pesa (FI)

Dal 1385, anno in cui Giovanni di Piero Antinori divenne parte dell’Arte Fiorentina dei Vinattieri, la famiglia Antinori è una dei più importanti produttori di vini italiani a livello internazionale. Ormai alla 26esima generazione, alle 8 tenute storiche in Toscana e Umbria, produttrici di Chianti Classico e Superiore D.O.C.G., Brunello di Montalcino D.O.C.G. e Bolgheri D.O.C., se ne sono aggiunte altre sparse sul territorio nazionale (Piemonte, Puglia) e nel mondo (Cile e Stati Uniti). La famiglia, però, ha sempre avuto una seconda grande passione: l’arte.

Nel ‘500, i Marchesi Antinori erano mecenati di importanti artisti e collezionavano dipinti e manoscritti nella loro dimora fiorentina. Dal 2012, la collezione di famiglia è stata spostata nella nuova cantina di produzione del Chianti Classico, dove è stato inaugurato l’Antinori Art Project, volto a sponsorizzare l’arte contemporanea. Tra i progetti già realizzati e le opere acquisite, si contano Sun Clock di Rosa Barba (2012), Biosphere 06, cluster of 3 di Tomàs Saraceno (2014), Clessidra di Giorgio Andreotta Calò (2015), Portal del Angel di Jorge Peris (2016), Altorilievo di Stefano Arienti (2017), Untitled (Antinori) di Sam Falls (2019).

Sam Falls, Untitled (Antinori), 2019

Cà del Bosco, Erbusco (BS)

Nel cuore della Franciacorta, Cà del Bosco copre circa 20.000 metri quadri di terreno acquistati a partire dagli anni ’70 da Annamaria Clementi Zanella, innamorata della zona e dei suoi fitti boschi di castagno. Il figlio Maurizio, di ritorno da un viaggio nello Champagne, trasformò la cantina in una delle più moderne del territorio, specializzata nella produzione di Franciacorta D.O.C.G. e Curtefranca D.O.C. Sin dai suoi albori, Cà del Bosco è stata pensata come un luogo di incontro tra vino, arte e natura dove il visitatore venga colpito da sculture che si ergono nel mezzo dei vigneti.

La famiglia Zanella ha collezionato opere scultoree e fotografiche con l’intento di avvicinare il mondo dell’enologia a quello della creazione artistica.  Tra le opere esposte nella cantina ricordiamo il Cancello Solare di Arnaldo Pomodoro (1987), Eroi di Luce di Igor Mitoraj (1991), il rinoceronte Il Peso del Tempo Sospeso di Stefano Bombardieri (2003), Blue Guardians di Cracking Art (2010), Egg Concept di Spirito Costa (2014), Gravity and Untitled Column di Rado Kirov (2014), Water in Dripping di Zheng Lu (2016), Testimone di Mimmo Paladino (2017) le fotografie di Helmut Newton, Mimmo Jodice e Don McCullin.

Stefano Bombardieri, Il Peso del Tempo Sospeso, 2003

Castello di Ama, Gaiole in Chianti (SI)

Nei dintorni di Siena, il Castello di Ama e i suoi 75 ettari di vigneti producono Chianti Classico D.O.C.G. Dagli anni ’70, un gruppo di amici imprenditori innamorati del luogo, ha acquistato le terre del Borgo di Ama e riqualificato il territorio, costruendo una nuova cantina per la vinificazione del Chianti, un ristorante e un piccolo bed & breakfast per i propri ospiti.

Nel 1999 è partito il progetto d’arte del Castello di Ama in collaborazione con Lorenzo Fiaschi e Galleria Continua. L’idea è di far vivere ad artisti internazionali gli antichi luoghi di Ama e scoprire il gusto del Chianti, stimolando la loro creatività. Da qui, sono nate opere uniche: la “pittura paesaggio” di Daniel Buren, che, con Sulle vigne: punti di vista (2001), crea uno scorcio insolito sui vigneti; L’albero di Ama (2000) di Michelangelo Pistoletto o la vasca in costante mutamento di Cristina Iglesias (Towards the ground, 2008). La collezione comprende anche altre opere di pregio, tra cui quelle di Lee Ufan, Anish Kapoor, Louise Bourgeois, Ilya & Emilia Kabakov, Roni Horn e Miroslaw Balka.

Daniel Buren, Sulle vigne: punti di vista, 2001
Alice Trioschi
Alice Trioschi , Alice Trioschi
Esperta d'arte e del suo mercato, Alice ha lavorato nell'ufficio stampa di Christie's a Londra, occupandosi della relazioni interne ed esterne con i giornalisti. Oggi collabora con Camera Arbitrale per il business development di ADR Arte, risolvendo i conflitti nel mondo dei beni culturali
Il presente articolo costituisce e riflette un’opinione e una valutazione personale esclusiva del suo Autore; esso non sostituisce e non si può ritenere equiparabile in alcun modo a una consulenza professionale sul tema oggetto dell'articolo.

WeWealth esercita sugli articoli presenti sul Sito un controllo esclusivamente formale; pertanto, WeWealth non garantisce in alcun modo la loro veridicità e/o accuratezza, e non potrà in alcun modo essere ritenuta responsabile delle opinioni e/o dei contenuti espressi negli articoli dagli Autori e/o delle conseguenze che potrebbero derivare dall’osservare le indicazioni ivi rappresentate.
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU: Vino Italia