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Opere d’arte in prestito a una mostra, quali insidie

Opere d’arte in prestito a una mostra, quali insidie

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Simone Strummiello
Simone Strummiello

06 Novembre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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Una delle vostre opere d’arte è stata richiesta in prestito per prendere parte ad una mostra. Ė una buona occasione o dobbiamo temere insidie dietro l’angolo?

Iniziamo col dire che non esiste una risposta univoca, ma c’è un ‘metodo’ per ridurre al minimo le possibilità di fare delle scelte che potrebbero rivelarsi piuttosto avventate quando ormai è troppo tardi.

Prestare un’opera d’arte è senza dubbio un’ottima occasione per vedere enfatizzato il suo valore, aumentata la sua riconoscibilità presso il pubblico e consolidato il suo “curriculum”. Potremmo insomma trovare molte analogie con quanto ci si aspetta dall’investimento sostenuto per una figlia neo-laureata per farle intraprendere un blasonato master post laurea. In effetti, come per i master e gli atenei, anche le mostre e gli organizzatori non sono tutti uguali, troviamo la stessa e identica eterogeneità.

Il primo passo è quindi quello teso alla valutazione della qualità del progetto di cui farà pare il vostro prestito d’arte, ma non solo, dovrete anche verificare le credenziali così come le referenze dell’organizzatore. Qualora queste prime indagini trovassero i migliori e più confortanti riscontri, potrete passare allo step successivo.

Dove si terrà la mostra e come verrà esposta l’opera? Sarà opportunamente protetta negli orari di chiusura così come durante l’esposizione al pubblico? Possiamo trovare le risposte a queste domande all’interno di due documenti che rispondono al nome di Facility Report e Piano di Sicurezza (cosiddetto P.S.E.M.), che normalmente vengono rilasciati al prestatore dell’opera per sua rassicurazione e conforto. Il venir meno di questi documenti deve suonare come un campanello d’allarme. Potrebbero essere la conferma che la location e le tutele all’opera d’arte non sono qualitativamente sufficienti per ospitarla in sicurezza, con una sottostima dei rischi ai quali potrebbe incorrere.

Se le prime due fasi sono state superate a pieni voti, possiamo passare all’ultima. L’esperienza in questo settore da parte del trasportatore incaricato al ritiro, all’allestimento, al disallestimento e alla riconsegna dell’opera è un punto cruciale. Ad oggi in Italia sono davvero pochi gli operatori che possono essere definiti specializzati, e non potete prescindere dal coinvolgimento di uno di essi se la serenità e sicurezza è tra le vostre priorità. Non minor attenzione deve essere posta nella scelta dell’intermediario della compagnia di assicurazioni. L’organizzatore della mostra proverà a farvi affidare alla sua copertura, quella che ha in essere per tutto il resto della mostra.

Tale scelta non è necessariamente sbagliata, ma implicherebbe un’attenta analisi della copertura, verifica della validità amministrativa della stessa, controllo del rating di solidità finanziaria della compagnia, ecc. Di norma chi presta l’opera sceglie standard e termini normativi in quanto proprietario del bene e beneficiario in caso di sinistro; pertanto, la migliore soluzione in genere è indicare all’organizzatore della mostra i riferimenti del vostro broker o agente per definire nel vostro interesse la copertura che vi tuteli di più.  Ogni costo sarà ovviamente in capo all’organizzatore della mostra/evento.

Simone Strummiello
Simone Strummiello
Simone Strummiello, responsabile per l’Italia della Specialty Fine Arts, Jewellery & Private Clients di Aon, è membro degli Executive Committee di Fine Art e Private Client per l’area Emea. Entra a far parte di Aon S.p.A. Insurance and Reinsurance Brokers nel 2011, dopo un'esperienza manageriale di oltre 10 anni in diversi ambiti, tra i quali l’immobiliare di lusso e i beni culturali. È inoltre co-autore di importanti pubblicazioni di settore e relatore a prestigiose conferenze. A questo accompagna l’attività di docenza, sia presso università, che le più autorevoli Business School internazionali, come Bocconi, Cattolica, Luiss e Il Sole 24 Ore, in corsi e seminari per dirigenti. Nato a Milano, dove mantiene la sua base lavorativa, vive da molti anni a Roma. Dedica gran parte del suo tempo alla famiglia e alle altre sue passioni: il canottaggio, la barca a vela e la montagna.
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