PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Jamie Oliver, creditori a bocca asciutta

Jamie Oliver, creditori a bocca asciutta

Salva
Salva
Condividi
Livia Caivano
Livia Caivano

07 Gennaio 2020
Tempo di lettura: 2 min
Tempo di lettura: 2 min
Salva
  • La catena di ristoranti del celebre chef lo scorso anno è stata salvata dalla bancarotta grazie a un investimento di circa 26 milioni di sterline

  • Nel complesso sono stati tagliati circa mille posti di lavoro

Secondo un report Kpmg, i creditori della fallita catena di ristoranti italiani dello chef star Jamie Oliver, difficilmente rivedranno gli 83 milioni di sterline che sono loro dovuti. Il gruppo che controlla i locali e la pubblicazione dei libri di ricette è entrata in amministrazione controllata meno di un anno fa

I creditori non garantiti della catena di ristoranti italiani di Jamie Oliver non recupereranno il loro denaro. Secondo un report Kpmg, oltre ai piccoli investitori ci sarebbero anche Hsbc e la holding di Oliver, che possedevano 57,7 milioni di sterline del debito garantito del gruppo, e che subiranno ora un “significativo deficit”.

Tra i creditori non garantiti ci sono gli azionisti della catena – di cui Oliver deteneva comunque la quota maggiore con il 47% – e 288 creditori commerciali. Tra questi anche alcuni consigli comunali, ai quali il gruppo deve nel complesso circa un milione di sterline.

La catena di ristornati italiani di Jamie Oliver è stato lanciata nel 2008, poco prima del boom del settore food nel mondo del private equity. Negli ultimi conti pubblicati nel 2017, la catena mostrava una perdita di 31,1 milioni di sterline (al lordo delle imposte) e tra le cause era riportato il “marcato deterioramento della fiducia dei consumatori nel Regno Unito” e “l’inasprirsi della concorrenza da parte dei nuovi attori del mercato”.

La catena è quindi entrata in amministrazione controllata a maggio 2019, nonostante i ripetuti tentativi di salvataggio perpetuati dal suo fondatore Oliver, che ha personalmente provveduto ad un’iniezione di denaro per 26 milioni di sterline e la proposta di un accordo con Aurelius Group, una società di investimento tedesca. La Jamie Oliver Holdings – la società che sovrintende agli spettacoli televisivi e ai libri di cucina di Oliver – ha pagato 1,1 milioni di sterline nel tentativo di coprire gli stipendi non pagati. Sono comunque circa mille i posti di lavoro che sono stati tagliati quando gli amministratori sono stati nominati e quasi tutti i ristoranti sono stati chiusi.

Nel suo rapporto, Kpmg scrive: “I creditori garantiti subiranno probabilmente una significativa carenza. Sulla base delle stime attuali, prevediamo che verrà effettuata una distribuzione ai creditori non garantiti. Tuttavia, non siamo ancora in grado di confermare il quanto o il tempismo”.

 

 

Livia Caivano
Livia Caivano
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU: Pleasure assets