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Boom di operazioni di M&A, brillano gli hotel di lusso

Boom di operazioni di M&A, brillano gli hotel di lusso

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

23 Luglio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • L’Europa fa da apripista con 41 operazioni di Fashion & Luxury registrate nel 2018

  • Gli investitori sono positivi: nei prossimi tre anni i mercati asiatici e mediorientali guideranno l’onda positiva, con tassi di crescita potenzialmente superiori al 10% su base annua

Il 2018 è stato un anno particolarmente positivo per il mondo del lusso, che ha registrato 265 operazioni di M&A e un aumento di 47 deal rispetto all’anno precedente. Guidano la crescita a livello globale gli hotel di lusso. Europa ai vertici per deal conclusi

Boom di operazioni di M&A per gli hotel di lusso. In un contesto economico instabile, nel fermento dell’innovazione tecnologica, delle guerre commerciali e degli scontri politici che hanno dominato l’intero pianeta, il mondo del lusso non ha perso il suo sempreverde splendore, continuando a rappresentare terreno fertile per gli investitori. A evidenziarlo è il Global Fashion & Luxury Private Equity and Investors Survey 2019, il report di Deloitte che studia i trend di mercato e le attività M&A del settore del lusso.

I numeri da record lo confermano: nel 2018 sono state registrate 265 operazioni di M&A, con un incremento di 47 deal rispetto all’anno precedente. I principali driver a livello globale sono gli hotel di lusso che, lo scorso anno, hanno accumulato un totale di 75 operazioni, registrando l’aumento più decisivo rispetto al 2017 (+29). In generale, restano protagoniste indiscusse le aziende appartenenti al settore dei Personal Luxury Goods, in particolare quelle del Cosmetics & Fragrances, che ha registrato un totale di 44 operazioni nel 2018. Meno fortunato, invece, il settore Apparel & Accessories (abbigliamento e accessori) che ha sofferto di un calo di -4 operazioni rispetto all’anno precedente.

M&A deal monitor 2018 (Fonte: Global Fashion & Luxury Private Equity and Investors Survey 2019)

Tuttavia, come si evince dalle dichiarazioni di Elio Milantoni, partner di Deloitte Financial Advisory & Corporate Finance, il Cosmetics & Fragrances e l’Apparel & Accessories rappresentano i settori sui quali sono puntati più occhi, o meglio, più “intenzioni d’investimento” in vista del prossimo anno, specialmente dal mondo del private equity. “Gli investitori finanziari, che hanno effettuato cinque operazioni in più rispetto allo scorso anno, hanno rappresentato il 44% dei bidder, di cui la maggioranza è costituita da Private Equity e Venture Capital”, spiega Milantoni.

A guidare l’onda positiva è l’Europa, l’unica che ha potuto godere di un incremento significativo delle operazioni di Fashion & Luxury (+41 deal), mentre restano indietro il Giappone e l’Asia-Pacifico con due deal in più ciascuno rispetto al 2017. Ciononostante, secondo le previsioni degli investitori, se da un lato l’Europa, l’America Latina e il Giappone resteranno piuttosto stabili, dall’altro i paesi asiatici e mediorientali stimoleranno la crescita dell’industry nei prossimi tre anni, “con tassi di crescita che potrebbero superare il 10% su base annua”, come si evince dal report. Gli operatori del mercato dei beni di lusso personali, in particolare, si dichiarano positivi: entro il 2021 prevedono di raggiungere 1,1 volte il proprio indice di vendita del 2018. “Cosmetics & Fragrances, Forniture e Digital Luxury Goods potrebbero essere i settori a registrare le performance più elevate, con una crescita di oltre il 10%”, precisa Milantoni.

E gli hotel di lusso? Dopo il boom dell’ultimo anno, brilleranno un po’ meno forte, accontentandosi di una crescita lenta – seppur positiva – tra il 5 e il 10%.

Rita Annunziata
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