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Patek Philippe 1526 acciaio, il campione solitario

Patek Philippe 1526 acciaio, il campione solitario

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Alfredo Paramico
Alfredo Paramico

20 Novembre 2020
Tempo di lettura: 5 min
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Fu battuto da Christie’s nel 2008, per oltre 3 milioni di franchi svizzeri. È un pezzo unico in acciaio, su cassa Calatrava, realizzato su commissione per Briggs Swift Cunningham II, celeberrimo skipper e pilota americano. Ha riscritto la storia dell’orologeria

Il 12 Maggio del 2008, a Ginevra, era un lunedì soleggiato e dal cielo terso, quando, sotto l’egida di Aurel Bacs, la Christie’s mise all’incanto un orologio destinato a riscrivere la storia non solo del collezionismo, ma dell’orologeria in generale. Parliamo del celeberrimo Patek Philippe 1526 in acciaio.

Per comprendere appieno l’importanza di quel fatidico lotto 87, si dovrebbe descrivere in generale la referenza 1526 e il suo legame stretto con la più conosciuta referenza 1518.

La referenza 1526 è un calendario perpetuo su cassa tipica Calatrava, orologio estremamente elegante, dalle dimensioni corrette per l’epoca in cui fu prodotto. La Patek Philippe ne realizzò nel periodo che va dal 1941 al 1952 solo 210 esemplari, la maggior parte in oro giallo, alcuni in oro rosa e un unico esemplare in acciaio, appunto il lotto 87. La referenza 1526 si differenzia dalla referenza 1518 per l’aggiunta, in quest’ultima, del movimento cronografico.

Questa dicotomia ha rappresentato un leitmotiv costante della produzione Patek Philippe, come si evince dalla referenza 2497 (e poi 2438-1) con il solo calendario perpetuo e dalla referenza 2499 a cui è stata aggiunta la complicazione del cronografo; e infine con il 3448 e le successive serie del 2499. In realtà il lotto 87 ha in comune con la canonica referenza 96 solo il movimento e ciò spiega l’unicità dell’orologio, che fu forse prodotto esclusivamente per un cliente particolare.

Secondo alcune ricerche l’orologio fu commissionato per uno dei personaggi americani più fortemente legato alle competizioni sportive automobilistiche, Briggs Swift Cunningham II. Ricordato per aver vinto da skipper la prestigiosa America’s Cup nel 1958 con il Columbia, ma forse ancor di più per aver partecipato svariate volte alla 24 ore di Le Mans con una macchina da lui stesso concepita e realizzata, Briggs Cunningham, basandosi sulle potenti 8 cilindri Cadillac o Chrysler, costruì, seguito da un team di eccellenti professionisti, la Cunnigham C-4R con la quale appunto corse come pilota la 24 ore di Le Mans.

L’impatto altamente sportivo di un orologio elegante come il 1526, dato in primis dalla cassa in acciaio – impensabile al tempo – e dal quadrante dotato di una maggiore leggibilità, si sposa perfettamente con il carattere imprenditoriale sportivo di quel gentiluomo che fu Briggs Swift Cunnigham II.

Il lotto 87 si caratterizza per avere una cassa di una dimensione maggiore, uno spessore più elevato e anche una forma molto diversa della lunetta e della larghezza delle anse.
Ma la differenza più importante, a mio avviso, la si ravvisa nel quadrante. Ad oggi è l’unico 1526 che si conosce con la presenza non solo di tutti gli indici arabi (contrapposto all’alternanza dell’indice con numero arabo e indice con “pallino” tipico dei 1526), ma anche con l’aggiunta di smalto nero per rendere forse ancora più leggibile il quadrante. Completa la meravigliosa opera cromatica la presenza di sfere in acciaio brunito blu.

Quanto alla rarità, non c’è confronto: uno degli orologi più rari mai prodotti, il 1518 in acciaio (del quale We Wealth si occuperà in un articolo successivo) a oggi è conosciuto in almeno quattro esemplari, mentre il 1526 acciaio è un pezzo assolutamente unico. Avete voglia di vederlo? Un collezionista italiano tentò con tutte le sue forze (risorse) di comprarlo, ma una meraviglia tale non poteva non finire laddove fu concepito e nacque, vale a dire al museo Patek Philippe.

Non fu pagato poco, 4.137 milioni di franchi svizzeri, circa 12 anni fa, ma il prezzo è giusto. Chiunque ami gli orologi dovrebbe poter avere l’opportunità di ammirarlo.

Alfredo Paramico
Alfredo Paramico
Napoletano, master in econometria alla Bocconi, ha lavorato per 25 anni come investment banker, a Londra, prima di trasferirsi a Miami per dedicarsi alla sua passione, gli orologi da collezione. Oggi lavora come consulente e dealer attraverso la A. Watches Llc, società da lui fondata e diretta. Ha collezionato alcuni degli orologi più importanti della storia dell’orologeria con un’enfasi particolare sui Patek Philippe dagli anni ‘30 agli anni ’50.
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