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Patek Philippe 1518 acciaio, il Sacro Graal degli orologi

Patek Philippe 1518 acciaio, il Sacro Graal degli orologi

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Alfredo Paramico
Alfredo Paramico

31 Dicembre 2020
Tempo di lettura: 2 min
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Nell’asta di novembre 2016, l’ultima che ha visto protagonista il rarissimo modello – di cui esistono solo quattro esemplari – è stato battuto a 11 milioni di franchi. L’uniformità del “bianco” del metallo, delle sfere, degli indici fornisce all’orologio un’impronta davvero unica. Il racconto (e le emozioni) di chi l’ha posseduto

Non credo di poter trovare una definizione più calzante di Sacro Graal per parlare del Patek Philippe 1518 in acciaio. È uno degli orologi a me più cari, non solo per aver avuto l’onore di possederlo per tanti anni, ma perché rappresenta senza alcun dubbio il punto di arrivo per qualsiasi collezionista di orologi.

Peccato però che, almeno stando agli esemplari pubblicamente apparsi e conosciuti, solo quattro persone al mondo posso rag- giungere questo ambito traguardo. È un orologio mitologico, rappresenta un sogno, un’emozione anche solo poterlo aver visto una volta nella vita.

Pertanto averlo posseduto è un privilegio che mi piace raccontare: per farlo, devo tornare al 2007. Durante la sessione primaverile delle aste ginevrine, dopo anni di corteggiamento, riesco finalmente a convincere il collezionista che lo possedeva da tanti anni a cedermelo. Non potrò dimenticare mai la passeggiata notturna lungo il lago di Ginevra immaginando il giorno in cui lo avrei finalmente tenuto tra le mani.

Erano gli anni in cui i collezionisti erano più o meno tutti conosciuti e si trovavano principalmente in Europa (Italia in primis) e Stati Uniti. Ancora non si vedevano i ricchi e importanti collezionisti asiatici che ormai da anni dominano le scene internazionali non solo delle aste ma anche delle trattative private più rilevanti. Per poter descrivere il 1518 acciaio si dovrebbe avere la possibilità di confrontarlo con un esemplare in oro giallo e, perché no, anche con uno in oro rosa (non proprio un orologio molto comune). Immaginando la cassa in acciaio con il quadrante silver si potrebbe pensare a un orologio asettico, a un oggetto freddo, glaciale, cosa che non è.

Il calore che emana quell’orologio è fuori dal comune, anche se ammetto che le mie sensazioni possano essere enfatizzate dalla consapevolezza della sua incredibile rarità. La cassa in acciaio, pur mantenendo le medesime dimensioni di un esemplare in oro, in qualche modo rivoluziona il design del 1518. L’uniformità del “bianco” del metallo, delle sfere, degli indici fornisce all’orologio un’impronta davvero unica. Per non parlare poi della mitica “scritta lunga” Patek Philippe & Co., come si definisce in gergo la firma sul quadrante di tutti i Patek prodotti ante 1948.

I primi due esemplari in acciaio furono venduti entrambi lo stesso giorno, il 22 Febbraio 1944, in Ungheria, al prezzo di 1.450 franchi svizzeri.

Le casse di produzione Croisier, storico cassaio utilizzato da Patek in quegli anni, furono ordinate nel 1942 e consegnate alla Patek l’anno dopo al prezzo di 40 franchi svizzeri ognuna. Dovremmo essere tutti grati alla Phillips per aver dato l’opportunità al pubblico di vederlo dal vivo durante l’esibizione precedente l’asta di novembre del 2016. Dopo tanti anni (l’esperienza precedente risaliva a circa 12 anni prima a un’asta di Crott) la comunità internazionale orologiera ha avuto la possibilità di poter esaminarne un esemplare da vicino.

Quando fu venduto, l’orologio stabilì un vero e proprio record di offerta, con la cifra di 11 milioni di franchi.
C’è un solo aspetto che in qualche modo mi sorprende e mi rattrista al tempo stesso: un orologio del genere dovrebbe es- sere in esposizione permanente presso il Museo Patek Philippe a Ginevra.

Sono convinto che se non ci fosse stato l’avvicendamento al vertice dell’azienda, esclusivamente di carattere generazionale, tra Philippe e Thierry Stern, oggi l’orologio costituirebbe una parte rilevante della collezione da polso della mitica maison ginevrina.

Alfredo Paramico
Alfredo Paramico
Napoletano, master in econometria alla Bocconi, ha lavorato per 25 anni come investment banker, a Londra, prima di trasferirsi a Miami per dedicarsi alla sua passione, gli orologi da collezione. Oggi lavora come consulente e dealer attraverso la A. Watches Llc, società da lui fondata e diretta. Ha collezionato alcuni degli orologi più importanti della storia dell’orologeria con un’enfasi particolare sui Patek Philippe dagli anni ‘30 agli anni ’50.
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