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Orologi di lusso al polso, uno scudo contro il furto

Orologi di lusso al polso, uno scudo contro il furto

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Simone Strummiello
Simone Strummiello

22 Gennaio 2021
Tempo di lettura: 2 min
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Complice il buon andamento del mercato del “secondo polso”, la forte domanda e la crescente tendenza all’acquisto in buona fede, questo tipo di refurtiva riesce molto spesso a garantire un consistente guadagno ai malviventi. Come attenuare (almeno) la rabbia e il dispiacere per una simile perdita?

Spesso dietro a suggestive definizioni quali “abbraccio’’, ‘’strappo’’, “trucco dello pneumatico” o “trucco dello specchietto’’ si cela lo stesso epilogo: la scomparsa dell’orologio dal vostro polso. Si tratta di fatto di rapine o scippi, che seppur distinti da lievi sfumature non cambiano la causa dell’esperienza subita, certamente sempre sgradevole e talvolta purtroppo anche caratterizzata da note più drammatiche. In Italia operano da anni bande organizzate e sempre più strutturate che si dedicano a questo tipo di attività.

Le statistiche e i dati rilevati a livello nazionale sono preoccupanti. Tale trend sconfortante è supportato dal proficuo ritorno di questo tipo di furti. Infatti, complice il buon andamento del mercato del “secondo polso”, la forte domanda e la crescente tendenza all’acquisto in buona fede, questo tipo di refurtiva riesce molto spesso a garantire un consistente guadagno ai malviventi. Quando mi trovo a supportare nell’iter risarcitorio un cliente assicurato vittima di questo tipo di rapine, quasi sempre emerge la sua incredulità e incapacità di comprendere come possa essere successo, diversamente da noi che, operando anche in questo particolare ambito assicurativo, abbiamo abbandonato da tempo lo stupore.

Infatti questo tipo di crimine ha in verità una genesi meno estemporanea e fortuita di quanto potrebbe apparire solo superficialmente. Dobbiamo pensare che queste bande sono riuscite a tessere delle fitte trame nel tessuto cittadino, spesso operano in sinergia con insospettabili ‘’vedette’’ che possono celarsi nel cameriere del ristorante preferito, il barista del caffè dove facciamo colazione al mattino, o nel tizio a bordo di uno scooter che scorrazza nel traffico della città in cerca di auto costose per provare a scorgere se chi sta guidando indossa orologi appetibili. Pertanto, questi strappi o rapine sono solo l’atto finale di un evento che è stato studiato e costruito anche per giorni.

Certamente può essere d’aiuto mantenere un profilo basso ed evitare un’eccessiva esposizione dei propri orologi quando indossati in occasioni sociali. Anche se nessun orologio indossato può essere del tutto al sicuro quando si trova al di fuori di una robusta cassaforte o della cassetta di sicurezza della banca. Proprio per questo una delle polizze assicurative più richieste è quella dedicata agli orologi o preziosi in generale.

Si tratta di una copertura All Risks che include una lunga serie di garanzie, tra cui quelle che ho menzionato e il caso di perdita accidentale. La polizza è efficace sia quando i beni sono riposti in una cassaforte installata presso l’abitazione o in banca, ma anche se lasciati temporaneamente nello svuotatasche in camera da letto mentre siamo andati a fare la nostra quotidiana sessione di corsa o palestra, e ovviamente quando li indossiamo, ovunque nel mondo e in qualsiasi circostanza.

L’obiettivo che si prefiggono questo tipo di coperture è quello di risarcire tali perdite con l’effettivo valore del bene al momento del sinistro, garantendo quindi il diritto al rimpiazzo in relazione al valore attualizzato. Certo la polizza non può evitare certi eventi sgradevoli, ma può fortemente stemperare il dispiacere e l’arrabbiatura per la rapina subita. La domanda che dovremmo porci è questa: siamo disposti a sacrificare ogni anno il costo di un banale cinturino in pelle per avere la consapevolezza che il nostro orologio svizzero del valore di oltre 10.000 euro può essere assicurato nel migliore dei modi?

La foto di apertura è stata gentilmente fornita da Alfredo Paramico
Rolex Daytona ref. 16568 EMRO. Courtesy Alfredo Paramico
Simone Strummiello
Simone Strummiello
Simone Strummiello, responsabile per l’Italia della Specialty Fine Arts, Jewellery & Private Clients di Aon, è membro degli Executive Committee di Fine Art e Private Client per l’area Emea. Entra a far parte di Aon S.p.A. Insurance and Reinsurance Brokers nel 2011, dopo un'esperienza manageriale di oltre 10 anni in diversi ambiti, tra i quali l’immobiliare di lusso e i beni culturali. È inoltre co-autore di importanti pubblicazioni di settore e relatore a prestigiose conferenze. A questo accompagna l’attività di docenza, sia presso università, che le più autorevoli Business School internazionali, come Bocconi, Cattolica, Luiss e Il Sole 24 Ore, in corsi e seminari per dirigenti. Nato a Milano, dove mantiene la sua base lavorativa, vive da molti anni a Roma. Dedica gran parte del suo tempo alla famiglia e alle altre sue passioni: il canottaggio, la barca a vela e la montagna.
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