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Valori e capolavori: ciò che rimane in tempi di crisi

Valori e capolavori: ciò che rimane in tempi di crisi

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Sharon Hecker
Sharon Hecker

17 Aprile 2020
Tempo di lettura: 3 min
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Cosa ne è, dei capolavori, durante una crisi? Resistono e brillano più forti di prima o la loro luce diventa più fioca?

In un’intervista del 2013, Guillaume Cerutti, l’allora amministratore delegato di Sotheby’s France, ha osservato che i “capolavori” non perdono di valore in tempi di crisi, mentre le opere di “minor valore sul mercato” ne soffrono, perché sono opere forse interessanti ma di minore importanza.

Potrebbe essere importante per i collezionisti d’arte, come primo passo, iniziare a chiedersi cosa si intende esattamente con la parola capolavoro? Quando e da chi viene conferito questo titolo a un’opera d’arte? Secondo quali criteri? Come si ottiene oggi lo status di capolavoro?

Tempo e status

Storicamente, un capolavoro era un’opera d’arte di altissimo livello creata per ottenere l’ammissione presso una società o un’accademia in vari campi delle arti visive o dell’artigianato. Questo perché, come molti altri beni di lusso ancora oggi, come un vino prezioso o un abito di alta moda, molto tempo fa esisteva uno standard concordato di artigianalità per gli oggetti artistici e un ente ufficiale che certificava questo standard.

Con il tempo, la definizione di capolavoro si è spostata. È rimasta un’opera di eccezionale abilità nella lavorazione, eseguita secondo un elevato standard di qualità dei materiali e di abilità artigianale, ma non più definita da un’organizzazione che ne controllava lo standard.

In seguito, con l’affermarsi della nozione romantica dell’artista come genio, la caduta del potere dei Saloni e delle Accademie, e la concomitante nascita della figura del critico d’arte, il significato si è nuovamente spostato. Un capolavoro è diventato un’opera che riceveva molti elogi e il consenso dei critici, del pubblico e, soprattutto (ma questo da sempre) da altri artisti.

Oggi la parola ha fatto un ulteriore passo. Spesso si definisce capolavoro un’opera che ha avuto un grande successo di mercato, ad esempio in un’asta. Ma questo criterio, come quello del critico, può anche prestarsi alla manipolazione.

Alcuni esempi di “valori e capolavori”

Con maggiore precisione come si può definire oggi un’opera d’arte capolavoro? La definizione è vasta e complessa. A volte un’opera rappresenta un sentimento collettivo e diventa simbolo di un’epoca storica, come Guernica di Picasso. Molte volte un’opera diventa un capolavoro a posteriori: la Notte stellata di Van Gogh, per esempio. A volte certe opere definite capolavori spariscono e tornano, come La Nascita di Venererinascimentale di Botticelli, la cui importanza venne riscoperta solo nell’Ottocento dai Preraffaelliti. E a volte un capolavoro segna una rottura o un’inversione dei criteri stessi del capolavoro: l’orinatoio di Duchamp, la Merda d’artista di Manzoni

Il valore dato ad un’opera considerata, a suo tempo, un capolavoro può anche cambiare nel tempo. La grande popolarità e il successo di alcuni artisti nei Saloni francesi dell’Ottocento le cui opere, oggi, non interessano più. Flaming Jane, il capolavoro pittorico di Frederick Leighton, del 1895, interessava pochi quando fu messo in vendita nel 1960. Oppure può essere un’opera dimenticata: ad esempio l’arte creata dalle artiste donne in vari periodi, di cui è stata riconosciuta la qualità e il valore solo in questi ultimi anni; questo tema apre la questione della patente di capolavoro che per molti secoli è stata dominio degli artisti maschi.

Nel contemporaneo

Oggi tutto può essere considerato un capolavoro, senza criteri prestabiliti. Nell’attuale situazione di massima democrazia dell’arte, dopo la nascita dell’arte concettuale, e in assenza di standard di qualità, anche qualcosa messo sui social media può ottenere questo status – anche se solo per un momento. Eppure, anche oggi, ci sono opere che resistono alla prova del tempo, che per consenso storico-artistico costituiscono punti di riferimento per come ci orientiamo nel tempo, nello spazio e nella storia dell’arte. E chi non vorrebbe possedere la Giocondain questo periodo di crisi?

Si potrebbe quindi dire che i capolavori sono opere che durano oltre il loro tempo, che possono parlarci anche dopo il momento della loro creazione, al di là del loro periodo storico. E se è così, dobbiamo cercare il valore di un capolavoro in questo senso del tempo/non tempo. Ci viene quindi naturale chiederci quale sarà il capolavoro del momento COVID 19?

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Sharon Hecker
Sharon Hecker
Sharon Hecker, nata a Los Angeles e cresciuta a Tel Aviv, è storica dell’arte, curatrice, e autrice, specializzata in arte italiana moderna e contemporanea. Dopo collaborazioni con istituzioni museali come la Peggy Guggenheim Collection di Venezia e la Galleria Christian Stein, oggi fornisce consulenze sulla due diligence per l’arte a collezionisti privati, art lawyers, wealth managers, family offices, case d’aste e fiere.
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