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Top 10: le artiste donne più care al mondo

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Giorgia Ligasacchi
Giorgia Ligasacchi

06 Marzo 2020
Tempo di lettura: 5 min
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Qual è la top 10 delle artiste mondiali più costose? Ecco la classifica definitiva aggiornata che considera il valore totale di mercato di queste figure geniali

Non solo top 10, puntare sulle artiste

Milano|Cultura promuove, a partire dal 2014, una rassegna annuale di mostre, letture, seminari, proiezioni cinematografiche e spettacoli teatrali dedicati a uno specifico soggetto. Il 2020 è l’anno de I talenti delle Donne, tema scelto per approfondire la creatività di figure esemplari del passato e delle testimoni di oggi, protagoniste nel mondo dell’arte, della cultura, dell’imprenditoria, della politica, dello sport, della medicina e della scienza.

Il tributo offerto dalla città di Milano non è isolato, si può notare, infatti, un crescente interesse per opere di artiste donne, anche osservando i risultati del Mercato dell’Arte.

Quali, allora, le prime donne del mercato dell’arte e le più desiderate e ricercate dai collezionisti di tutto il mondo?

Le artiste al top nel mercato dell’arte

La pittrice polacca Tamara De Lempicka è attualmente[1] al quarto posto nella graduatoria degli artisti più quotati del 2020 (fonte: Artprice) preceduta solamente da René Magritte, da David Hockney e da Pablo Picasso, anche grazie al suo personale record d’asta. Un risultato certamente positivo ma parziale, in attesa dei prossimi appuntamenti con le aste 2020.

Per avere una fotografia completa del fenomeno, bisogna consultare la classifica per risultati di vendita in asta 2019 stilata da Artprice che evidenzia come nelle prime 150 posizioni, solo 10 siano donne di cui 4 viventi. Scopriamo chi sono.

Yayoi Kusama (Matsumoto, 1929): $ 97,988,245 con 704 lotti (22ª in classifica)

La ultra novantenne giapponese Yayoi Kusama si conferma per il quinto anno consecutivo al vertice della classifica delle donne più amate dal mercato. Famosa per i suoi grossi pois colorati, di cui costella le sue opere, che rappresentano una riflessione esteriore del suo personale mondo fantastico e surreale. Dal vissuto intenso, l’artista ha speso quasi quarant’anni della sua vita in un ospedale psichiatrico. I colori accesi e sgargianti giocano un ruolo fondamentale per superare i traumi vissuti durante l’infanzia e quelli dovuti al mancato riconoscimento del suo lavoro una volta rientrata in Giappone, dopo anni passati negli Stati Uniti dove raggiunse il successo.

Il suo top lot è Interminable Net #4 (1959), venduto da Sotheby’s Hong Kong il 1° aprile 2019 per $ 6.751.564. Appartiene alla sua produzione più radicale, metamorfica e compiuta; con piccoli movimenti di polso Kusama realizza una griglia bianca in apparenza perfetta, ma che ad un’attenta ispezione si rivela profondamente irregolare con pennellate che si incontrano, si diffondono e si sovrappongono. Una celebrazione delle imperfezioni sottili che divulgano la natura simultaneamente ossessiva e meditativa della resistenza e della dedizione dell’artista.

Yayoi Kusama, Interminable Net #4 (1959)

Joan Mitchell (Chicago, 1926 – Neuilly-sur-Seine, 1992): $ 62,585,859 con 54 lotti (37ª in classifica)

La pittrice statunitense è stata esponente della seconda generazione dell’espressionismo astratto americano e successivamente del movimento Action Painting. Il lavoro di Mitchell viene ricordato principalmente per le sue grandi tele (spesso superiori ai 4 metri) che richiamano paesaggi reali trasformati in immagini interiori stilizzate grazie all’uso di pennellate colorate e molto veloci sulla tela. Di grande impatto è la monumentale tela Blueberry (1969), record dell’artista, andato all’incanto da Christie’s New York il 17 maggio 2018 per $ 14.500.000.

Fra le artiste top ten, Joan Mitchell. Courtesy Christie's

Louise Bourgeois (Parigi, 1911 – New York, 2010): $ 47,376,879 con 50 lotti (48ª in classifica)

La prima scultrice in classifica è conosciuta per le sue grandi opere facenti capo al movimento dell’Astrazione Eccentrica, lavori di influenza surrealista che indagano i temi della solitudine, del danno e della riparazione. Celebri e iconici i suoi spaventosi ragni giganti come quello di Bilbao situato davanti al Guggenheim Museum dal titolo Maman, “un’ode a mia madre”, afferma la stessa artista:

“come un ragno, mia madre era una tessitrice. La mia famiglia era nel settore del restauro di arazzi e mia madre si occupava del laboratorio. Come i ragni, mia madre era molto brava. I ragni sono presenze amichevoli che mangiano le zanzare. Sappiamo che le zanzare diffondono malattie e per questo sono indesiderati. Così, i ragni sono protettivi e pronti, proprio come mia madre.”

Proprio grazie a Spider (1997), scultura in bronzo con gambe sottili lunghe oltre 7 metri venduta per $ 28 milioni (il 15 maggio 2019, Christie’s New York), Bourgeois detiene il record di artista donna più cara.

Al vertice della top 10 delle artiste più care al mondo c'è Louise Bourgeois. Courtesy Christie's

Cecily Brown (Londra, 1969), $ 22,509,753 con 25 lotti (90ª in classifica)

Le opere della pittrice inglese trattano soggetti reali rappresentati con stile astratto e sono molto apprezzate sia dalla critica sia dal mercato. Si pensi che in soli otto anni il suo lavoro Suddenly Last Summer (1999), 254 x 280 cm, ha moltiplicato il proprio valore di ben sei volte diventando così top lot dell’artista (Sotheby’s New York nel 2018, $ 5,8 milioni). La grande tela propone uno dei primi esperimenti della Brown di rappresentare la figura umana, ispirandosi ai grandi movimenti artistici della Storia. Si possono così notare molteplici influenze dal classicismo barocco all’impressionismo, dal proto-cubismo fino all’espressionismo astratto da cui emerge la sua predilezione per i grandi maestri Rubens, Manet e Cézanne.

Joan Mitchell. Courtesy Christie's

Tamara De Lempicka (Varsavia, 1898 – Cuernavaca, 1980): $ 22,126,448 con 30 lotti (93ª in classifica)

Tamara, appartenente alla corrente Art Déco, fa sognare collezionisti americani ed europei con i suoi ritratti colorati e volumetrici, vera incarnazione dei Ruggenti Anni ‘20. All’infuori delle performance registrate nel 2019, il suo record d’artista, 5 febbraio 2020 presso Christie’s Londra, Portrait de Marjorie Ferry (1932) suggella il biennio straordinario per De Lempicka.

In un’ambientazione immaginaria, quasi fosse stata progettata e costruita in uno studio cinematografico, appare una giovane donna bionda, dalle seducenti labbra e unghie rosse (appunto Marjorie Ferry, cantante di cabaret di origini britanniche che si esibiva a Parigi), avvolta da un lenzuolo di raso bianco che le nasconde le nudità. L’artista attraverso l’architettura in pietra levigata della balaustra curva e le quattro colonne ascendenti che racchiudono il soggetto in un’altezza olimpica, ci suggerisce un rimando all’antichità classica, forse ad Atena, dea della saggezza e protettrice delle arti.

Nella top 10 delle artiste da record figura anche Tamara De Lempicka

Lee Krasner (Brooklyn, 1908 – New York, 1984): $ 21,443,096 con 13 lotti (97ª in classifica)

La pittrice statunitense è stata una figura di spicco del movimento espressionista astratto americano del XX secolo e moglie di Jackson Pollock che conobbe durante una mostra organizzata con il gruppo American Abstract Artists. I due divennero subito critici e sostenitori vitali l’uno dell’altra. L’opera più cara mai venduta in asta della Krasner è The eye is the first circle (1960), monumentale tela passata di mano per $ 10 milioni da Sotheby’s lo scorso maggio.

Dipinta negli anni successivi alla morte improvvisa e tragica del marito esprime con ferocia e intensità gestuale tutta l’energia irrefrenabile del tumulto emotivo vissuto in quel periodo. Una straordinaria composizione tra le più avvincenti e psicologicamente evocative della carriera dell’artista.

Lee Krasner, The eye is the first circle (1960)

Helen Frankenthaler (New York, 1928 – Darien, 2011): $ 21,094,151 con 119 lotti (100ª in classifica) 

Esponente del movimento Colour field, Frankenthaler è oggi riconosciuta come una delle più grandi artiste americane del Novecento. Concepisce la tela come se fosse un campo formalizzato e allo stesso tempo un’arena per il suo disegno gestuale, da qui il nome della corrente artistica. Il suo top lot risale al 2018 è Blue Reach (1978), battuto da Sotheby’s per oltre $ 2,5 milioni.

Claude Lalanne (Parigi, 1925 – Ury, 2019): $ 18,481,298 con 144 lotti (112ª in classifica)

L’artista, scomparsa lo scorso aprile 2019 all’età di 95 anni, è celebre per le sue sculture in metallo; posate, sedie, tavoli, specchi e anche gioielli espressivi e ‘capricciosi’. Per anni Claude collaborò con il marito Francois-Xavier, conosciuto in una galleria d’arte nel 1952, e per questo la coppia fu soprannominata simpaticamente “Les Lalanne“.

Sono molte e diverse le opere disegnate da Claude per il marchio di moda Yves Saint Laurent, presentate poi in occasione della vendita in asta della sua collezione tenuta da Christie’s Paris & Pierre Bergé nel 2009. Tra queste Miroirs aux branchages, un gruppo di specchi con motivi vegetali in bronzo, realizzati tra il ‘74 e il ’85, che registrano il suo record personale passando di mano per $ 2.052.320.

Jenny Saville (Cambridge, 1970): $ 15,583,554 con 5 lotti (132ª in classifica)

Detiene il record di artista donna vivente più cara, esponente degli Young British Artists, è famosa per le sue donne provocatorie e corpulente che non temono di mostrare la loro nudità voluminosa e stilizzata. Saville si inserisce nella tradizione del nudo femminile, distorcendo e invertendo questa convenzione implacabilmente maschile. Sua miglior performance in asta si deve a Propped (1992) che ha realizzato $ 10.804.719 il 5 ottobre 2018 da Sotheby’s Londra. L’opera raffigura una donna che guarda il suo riflesso in uno specchio appannato dove spuntano delle scritte invertite e illeggibili. È una citazione di un saggio della femminista francese Luce Irigaray, che interroga il modo in cui uomini e donne interagiscono.

Propped di Jenny Saville la proietta di diritto nella top 10 delle artiste globali più costose

Julie Mehretu (Addis Abeba, 1970): $ 14,104,475 con 14 lotti (150ª in classifica)

La produzione pittorica dell’etiope Mehretu si compone principalmente di grandi tele sulle quali applica diversi strati di acrilico. L’artista descrive i suoi lavori come “mappe narrative di luoghi che non sono”. Ovvero, rappresentazioni di realtà immaginarie nelle quali riconosciamo i tratti di paesaggi urbani contemporanei e topografie metropolitane in cui gli spazi si comprimono e i ritmi accelerano. Il top lot appartiene alla sua produzione più riconosciuta e acclamata dalla critica. Si tratta di Black Ground (Deep Light) (2006) aggiudicata da Sotheby’s Hong Kong per oltre $ 4.713.356 il 1º aprile scorso.

Se si parla delle 10 artiste top, non si può trascurare Artemisia Gentileschi

Al 261° gradino nella classifica dei 500 artisti più amati e richiesti dal mercato delle aste nel 2019, con un fatturato complessivo di $ 6.611.729 generato da soli 4 lotti, si posiziona l’artista romana di scuola caravaggesca Artemisia Gentileschi (Roma, 1593 – Napoli, 1654). Si tratta dell’unica donna a rappresentare il Bel Paese.

Artemisia amava dipingere sé stessa non solo da un punto di vista formale ma spesso simbolico. Ne è un esempio l’opera Lucrèce (o Lucrezia), – stimata $ 660.000 – $ 880.000 e venduta alla cifra record di $ 4.400.196 lo scorso novembre da Artcurial (Francia) – che illustra un momento ben specifico della sua vita. Se Lucrezia nel 509 a.C. decide di togliersi la vita rifiutando di vivere nel disonore dello sdegno fisico subito da Sesto Tarquinio, così Artemisia nel 1611 subisce violenza da parte dell’artista Agostino Tassi frequentatore della bottega del padre.

A differenza di Lucrezia, Artemisia denuncia l’uomo alla giustizia condannandolo all’esilio. A confermare il successo internazionale dell’artista sono le numerose mostre dedicatele, tra cui “Artemisia” che si terrà dal 4 aprile al 26 luglio 2020 presso la National Gallery di Londra, la più grande mai realizzata nel Regno Unito.

Artiste top 10, i numeri dei report di mercato

 La rappresentanza delle donne in asta mostra una grande disparità di genere, incidendo per un misero 7% (10 su 150) e allo stesso modo osservando gli altri comparti di mercato la situazione non cambia. L’Art Basel & UBS Global Art Market Report 2019 rivela come il 10% delle oltre 3.000 gallerie analizzate non possiede artiste donne nella propria rosa. Solo l’8% invece investe più nelle donne che nei colleghi uomini e circa la metà (48%) rappresenta artiste donne in una percentuale minore o uguale al 25%. Per quanto riguarda le fiere, invece, i dati estratti da 82 manifestazioni fieristiche internazionali mostrano che solo il 24% dei 27.000 artisti esposti nel 2018 sono donne.

“Ho sempre sentito di dover fare un grande sforzo per farmi perdonare il fatto di essere femmina”, affermava Louise Bourgeois, e l’augurio che ci facciamo è che, negli anni a venire, nessuna donna sia più costretta a pensare questo di sé nel mondo dell’arte così come in tutti gli altri settori.

[1] Dati aggiornati al 29 febbraio 2020. Fonte: Artprice

Giorgia Ligasacchi
Giorgia Ligasacchi
Giorgia Ligasacchi, nata e vissuta a Milano, è specializzata in mercato dell’arte e art advisory. Dopo collaborazioni con istituzioni museali e compagnie assicurative, oggi fornisce alla clientela di Negri-Clementi Studio Legale servizi di consulenza e assistenza specialistica nel settore fine art, orientandoli nei mercati dell’arte antica, moderna e contemporanea e offrendo soluzioni ad hoc per la creazione, la gestione, la valorizzazione, la protezione e il mantenimento del patrimonio artistico.
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