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Thinking Italian: il successo dell'arte italiana contemporanea

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

20 Agosto 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Thinking Italian affonda le sue radici nell’anno 2000, quando prendeva il nome di “The Italian Sale”. L’asta evento della settimana londinese di Frieze nasce per dare un palcoscenico internazionale di mercato (anche) all’arte italiana del XX secolo

  • Nel corso delle varie stagioni i collezionisti si sono concentrati su artisti come Burri e Boetti, cresciuti negli ultimi quindici anni esponenzialmente

  • Una grande riscoperta di Thinking Italian è stata Maria Lai. La quale ha stabilito proprio nell’ultima asta Thinking Italian il suo nuovo record mondiale

Elena Zaccarelli, specialist, Modern and Contemporary Art, Christie’s, racconta la genesi del successo di Thinking Italian, l’asta che ha fatto il tutto esaurito. Nel segno di Fontana, Burri, Lai. Perché “pensare italiano” avvince

Thinking Italian, il successo di “pensare italiano”

L’intervista ad Elena Zaccarelli, specialist, Modern and Contemporary Art, Christie’s

Che cosa ha portato al successo guanti bianchi di Thinking Italian? Qual è in breve la storia di questa asta tematica?

Thinking italian è l’erede dell’asta The Italian Sale, creata nell’autunno del 2000 per offrire una panoramica sull’arte italiana del XX secolo all’interno di uno scenario internazionale come quello delle aste di Post War and Contemporary Art di Londra. Fin dall’inizio, questa vendita si è presentata come un’antologia dell’arte italiana, che partendo dalle grandi Avanguardie del Primo Novecento, passando per la rivoluzione artistica degli anni Cinquanta e Sessanta attraverso i grandi nomi dell’Arte Povera, arrivasse fino agli artisti contemporanei e ai giovani talenti dell’arte italiana.

La scelta di organizzare quest’asta a Londra durante il mese di ottobre è fortemente strategica. All’interno della stessa settimana inaugura la fiera d’arte Frieze, primo grande appunamento con l’arte dopo lo stop estivo. I maggiori collezionisti del mondo confluiscono in città per visitare la fiera e seguire le varie inaugurazioni (molte di mostre e di gallerie di arte italiana), e ne approfittano per partecipare anche alle vendite delle principali case d’asta.

Fin da subito sono stati registrati risultati molto importanti dal punto di vista del seguito, e oggi c’è grande attesa per le nostre Thinking Italian, che rimangono l’unico appuntamento annuale con l’arte italiana a livello mondiale. Se molti artisti erano già presenti nelle aste serali di arte contemporanea di Christie’s, l’Italian Sale ha davvero saputo rendere internazionali artisti che erano ancora fenomeni nazionali. Carattere fondamentale dell’Italian Sale è infatti l’altissimo livello qualitativo delle opere selezionate nell’ambito della produzione dei migliori artisti italiani del Novecento.

Una sorpresa positiva è stata invece la progressiva crescita del pubblico delle Italian Sale. All’inizio i compratori erano svizzeri, italiani, europei, americani. Oggi invece partecipa tutto il mondo, con una importante apertura anche verso i mercati orientali ed i nuovi compratori.

Avete osservato un cambiamento nella domanda di opere d’arte di artisti storicizzati italiani negli ultimi anni? Quali sono, dal vostro punto di vista, gli artisti italiani midcareer ed emergenti su cui puntare?

Durante i quasi vent’anni di vita dell’Italian Sale l’offerta degli artisti si è costantemente modificata in linea con i trend di mercato. Se in un primo momento l’arte moderna rappresentava al meglio i gusti dei collezionisti, nel corso delle varie stagioni gli stessi hanno poi concentrato le attenzioni su artisti come Burri e Boetti, cresciuti negli ultimi quindici anni in maniera esponenziale. Questo, anche grazie ad importanti retrospettive monografiche che sono state loro dedicate da musei internazionali.

È sempre difficile, per noi attori del mercato secondario, prevedere i trend futuri. Questo perchè le case d’asta si occupano di artisti già consolidati sul mercato primario (ossia quel segmento di mercato dove le opere e gli artisti vengono proposte per la prima volta). I già citati Paola Pivi e Maurizio Cattelan, ad esempio, hanno ottenuto buoni risultati nelle scorse edizioni. Ultima grande riscoperta, Maria Lai, artista sarda che è stata recentemente rilanciata sul mercato stabilendo proprio nell’ultima asta Thinking Italian il nuovo record mondiale con una cifra di 150,000 £ (partendo da 20,000 £).

Quanto (e se) la ribrandizzazione dell’asta tematica ha influito sul risultato?

Dal 2017 si è deciso di ribrandizzare la storica The Italian Sale e di creare un nuovo appuntamento, denominato Thinking Italian. Il quale, da un lato sottolinea l’ulteriore innalzamento di livello qualitativo delle opere che dovevano appunto rappresentare lo spirito creativo italiano. Dall’altro, ha permesso di ampliare il concetto di gusto italiano. Allargandolo, ad esempio, al design (lo scorso anno a Londra abbiamo organizzato l’asta Thinking Italian Design, dedicata ai grandi nome del design italiano – Ponti, Venini..). E dal 2019 anche l’asta di arte italiana a Milano (già presente dal 2015) è stata trasformata in Thinking Italian Milan, per creare un pendant ai collezionisti che decidono di vendere o acquistare arte italiana nel primo semestre.

L’appuntamento milanese, che si tiene nella stessa settimana di Miart, la fiera d’arte di Milano, ha a sua volta ottenuto un grande risultato, realizzando sempre percentuali di vendita superiori al 90% con una asta serale white glove lo scorso aprile.

Lucio Fontana, La Silla Barroca. Gesso, 120 x 65 x 80cm. Realizzata nel 1946. Stima: £ 400,000 – 600,000. Asta: Thinking Italian, Christie’s Londra, 4 ottobre 2019. ©Christie’s Limited Images 2019
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