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Leonardo, il Salvator Mundi è un falso? Forse si

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

03 Giugno 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Battuta nel maggio 2017 da Christie’s, l’opera è la più costosa di tutta la storia dell’arte: 450 milioni di dollari pagati da un fondo di Abu Dhabi. Il precedente record apparteneva ai 179,4 milioni di dollari di Donne d’Algeri di Picasso

  • Secondo l’esperta, Leonardo si limitò ad alcune pennellate finali, e affida il suo ponderoso studio a quattro volumi editi dalla Yale University Press. Da Christie’s però non ci stanno

Quattro tomi e una verità: il Salvator Mundi attribuito a Leonardo è falso. Questo il verdetto dell’immenso studio di Carmen Bambach del Metropolitan di New York. L’esperta, una delle più grandi al mondo, ritiene che l’autore sarebbe stato un assistente del Maestro

Giovanni Antonio Boltraffio. Sarebbe lui il vero autore del Salvator Mundi attribuito a Leonardo e venduto per 450 milioni di dollari nel maggio 2017 da Christie’s. A dirlo è Carmen C. Bambach, una delle massime esperte mondiali del Maestro nato ad Anchiano (Vinci) nel 1452 e di cui ricorrono quest’anno i 500 anni dalla morte.

Si può dire che il Salvator Mundi è un falso?

La Bambach è la responsabile dei disegni rinascimentali al Metropolitan Museum di New York. Il suo saggio, in uscita il 25 giugno 2019, è mastodontico. Si compone infatti di quattro volumi e vuole essere una risposta a quanti, come la National Gallery di Londra, vorrebbero includere il suo nome fra gli “avallatori” dell’autenticità del dipinto. Questo, in virtù di una visione condivisa del dipinto da parte della Bambach e di altri luminari nel lontano 2008.

Secondo la curatrice del Met infatti, il dipinto più caro della storia dell’arte da Leonardo da Vinci ebbe solo qualche pennellata finale. Di vero c’è che il dipinto ad oggi non è mai stato mostrato in pubblico, a dispetto di ogni anticipazione che lo avrebbe voluto esposto al Louvre di Abu Dhabi. L’acquirente infatti è un fondo sovrano dell’emirato, dietro cui secondo molti si celerebbe il principe saudita Mohammed bin Salman.

Da Christie’s intanto fanno sapere che la vicenda è “pura speculazione”, perché le analisi che attribuirono il dipinto a Leonardo risalgono al 2007, quindi a “dieci anni prima della vendita”.

Teresa Scarale
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