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Pensare al dopo: scenari, opportunità, ostacoli per l’arte

Pensare al dopo: scenari, opportunità, ostacoli per l’arte

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Andrea Concas
Andrea Concas

03 Aprile 2020
Tempo di lettura: 3 min
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È arrivato il momento di pensare agli scenari che attendono anche il mondo dell’arte nel post emergenza. Fra sfide, opportunità e ostacoli che esigono un cambiamento radicale nella fruizione, comunicazione, circolazione

Ormai è chiaro a tutti, quello a cui stiamo andando incontro sarà un futuro diverso, cambiato nei modi, nella sostanza e nelle dinamiche, anche per il mondo dell’arte. Sebbene non ci è dato di sapere come cambierà, in che termini e a quale prezzo, è possibile prevedere che comunque l’impatto del cambiamento sarà forte.

Possiamo già intuire che si modificherà il nostro approccio all’arte nella fruizione, comunicazione, acquisizione e circolazione, sarà certamente diverso se non altro per la grande “corsa all’oro digitale” che si osserva in queste settimane su scala internazionale.

La digitalizzazione ha fatto dunque il suo ingresso dirompente nel mondo dell’arte. Da questo dato è bene partire, consapevoli che sarà l’indiscussa protagonista del nostro futuro. Quello che era uno scenario solo cinese e poi italiano è diventato una pandemia.

Se anche l’Italia uscisse completamente dalla quarantena il 14 aprile 2020, diverse nazioni vi resterebbero ancora dentro, in un’asincronia globale. Questo tempo di pausa però può essere utilmente impiegato per ipotizzare gli scenari futuri nel mondo dell’arte. Per esempio, pensando a come adattare modelli di business, attività e competenze professionali, a come intercettare le dinamiche post emergenza.

Post emergenza, i possibili scenari per il mondo dell’arte

Gallerie, operatori di mercato, musei

Le gallerie potrebbero essere quelle maggiormente e più velocemente chiamate a modificare i propri modelli di business, per far fronte agli alti costi delle sedi fisiche, dei dipendenti, alla mancanza di clienti e di incassi. Mancheranno nell’immediato le fiere, i vernissage e finissage delle mostre. Si farà invece impellente l’esigenza di guardare al sistema “online” con maggiore attenzione e serietà. Il mercato in rete potrebbe essere un’occasione di promozione e vendita, oppure di internazionalizzazione con la ricerca di nuovi mercati e potenziali collezionisti.

Gli operatori del mercato come le case d’asta sono già pronti da diverso tempo con le loro piattaforme digitali di vendita. Inizieranno a saggiare il mercato con qualche asta accessibile a un pubblico più ampio, restando pronte in caso ulteriori rinvii a presentare, sempre online, aste con opere più costose.

I musei, principalmente quelli pubblici, riprenderanno un’attività regolare, ma più consapevoli del potere dell’online e del suo nuovo pubblico. Sarà per i musei l’occasione, non più rinviabile, per strutturarsi con una maggiore presenza e offerta digitale di fruizione, valorizzazione e gestione del patrimonio culturale. Sarà, non solo auspicabile, ma molto probabile che verranno riservati appositi finanziamenti, anche in ambito europeo.

Artisti e fiere

Gli artisti restano la parte debole del sistema. A loro spetta il compito di capire, prima degli altri, come e quale direzione prenderà la società post virus. Nell’attesa potrebbe essere utile ricercare nella presenza online l’occasione per cogliere i numerosi collezionisti e appassionati che, in queste ore, animano i social network quale possibile punto di ripartenza.

Le fiere sono quelle maggiormente penalizzate dalla inagibilità degli spazi fisici, e con loro tutti gli operatori specializzati che gravitano attorno alle manifestazioni. Certamente, mentre si assisterà ad una serie di rinvii per le fiere, prenderanno piede i test online, private e public preview che, per ora, piacciono ma non convincono del tutto.

Collezionisti e professionisti

Nell’Italia dell’arte i danni economici saranno inevitabilmente pesanti, scaricandosi su un settore che già mostrava le sue problematiche per situazioni pregresse.

È probabile che la crisi si farà sentire soprattutto per il mercato di fascia medio/bassa (opere dai 5.000 ai 100.000 euro). Qui, vi figurano fra gli altri imprenditori, appassionati e collezionisti occasionali. Viceversa, è ipotizzabile che per gli HNWIs (High Net Worth Individuals), una volta stabilizzate le borse e le proprie attività, potrebbe essere più veloce la ripartenza, anche per cogliere meglio le occasioni che si presenteranno.

I collezionisti verosimilmente saranno sempre presenti, seppure intimoriti per quanto accade anche per le loro attività personali e lavorative, ma resteranno sempre più presenti e attivi online per soddisfare la propria sete di sapere, conoscere, collezionare arte e scoprire nuovi artisti.

I professionisti del settore saranno chiamati a reinventarsi, a studiare l’utilizzo dell’online nelle loro attività, comprese quelle afferenti ad un vero e proprio processo di personal branding volto a soddisfare le nuove esigenze che si presenteranno.

Arte e scenari digitali: fra qualità e detox

Ci sarà da parte di tutti una corsa all’online. Alla possibile frenesia iniziale nell’acquisto di servizi, siti e “vetrine” promozionali di vario genere, sino a capire, sulla propria pelle, che anche questo tipo di presenza ha un suo costo non irrisorio.

I meno strutturati si renderanno conto che anche online è fondamentale la qualità. I contenuti dovranno essere sempre progettati, creati, gestiti e organizzati per il pubblico, che non è tutto uguale o immediatamente “performante”.

Parimenti si può ipotizzare, nell’immediatezza del post coronavirus, un calo della quantità dei contenuti prodotti e visionati dal pubblico. Motivo? Un naturale periodo di “detox” digitale a favore della fisicità ritrovata! Le opportunità saranno tantissime per chi le saprà cogliere. Anche i problemi però saranno tantissimi, per chi deciderà di non affrontarli con le giuste precauzioni, lungimiranza ed intraprendenza. Ora è arrivato il momento di pensarci concretamente ed iniziare a prevedere una risposta sul domani dell’arte.

Andrea Concas
Andrea Concas
"Fondatore e CEO della startup dell’arte Art Backers e di Art Rights, piattaforma per la gestione e certificazione delle opere d’arte e di ArtCollateral, primo escrow agent per l’Art Lending. Autore di libri, docente e speaker, ogni giorno parla e scrive di Arte & Innovazione come divulgatore e tramite ProfessioneARTE, la prima community online per i professionisti del mondo dell’arte".
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