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Pastelli a cera e resine: Sotheby's Milano oltre i confini nazionali

Pastelli a cera e resine: Sotheby's Milano oltre i confini nazionali

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

22 Novembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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L’asta prossima di Sotheby’s a Milano andrà oltre le partizioni nazionali dell’arte, mettendo in dialogo nomi come Twombly e Fontana, Albers e Boetti. Perché il genio umano non ha bandiere

La prossima vendita (26/11/2019) di Sotheby’s Milano, andrà oltre la separazione arte italiana / arte internazionale. Proporrà infatti un gruppo di opere di artisti internazionali. Nomi quali Twombly, Noland, Albers, Max Bill (con lavoro del 1970, già in mostra a Ginevra al Musée d’Art et d’Histoire), Hartung, Indiana, Opie, Condo, Robert Rauschenberg (incluso con l’opera Indian (Hoarfrost) del 1974, effaçage su tessuti, già da Sperone e Leo Castelli, New York, stimata 40.000-60.000 euro).

Kenneth Noland RAFT WAY, 1969 - 180.000 - 250.000 euro

Sotheby’s Milano: il respiro internazionale dei collezionisti italiani

La vendita milanese si propone anche come una sorta di focus sulla presenza di nomi internazionali nelle collezioni italiane. Le opere infatti sono tutte provenienti da raccolte di collezionisti italiani. Come ad esempio Untitled di Cy Twombly, matita pastelli a cera, pittura per interni e biro su carta, 1964 (stima 1.200.000-1.800.000 euro). L’opera era nella collezione Giorgio Franchetti di Roma, poi acquistato dagli attuali propietari.

Sempre da una collezione privata italiana proviene Raft Way, di Kenneth Noland, un grande acrilico su tela del 1969 già in mostra alla Biennale di Venezia del 1978. Il 1969 è un anno d’oro per l’artista statunitense che espone da Rubin a New York e da Ziegler a Zurigo nonché al Met di New York. Oggi i lavori di Noland sono nei più importanti musei del mondo, tra i quali il Pompidou di Parigi, il Whitney di New York e la Tate Gallery di Londra. Il nostro acrilico su tela ha una stima di 180.000-250.000 Euro.

Un collezionista bolognese propone in asta a novembre un Hartung del 1962, analogo seppur più piccolo a quello venduto ad oltre 600.000 euro ad aprile a Milano. La valutazione dell’acrilico su tela “T1962k17” è di 170.000-200.000 euro.

HANS HARTUNG -T1962K17,1962. 170.000-200.000 euro

Il lirismo delle fasce di tela di Scarpitta

Dopo il recente record di Londra con Housing Developed aggiudicato per quasi 3 milioni di euro, la sede milanese propone lo ScarpittaUntitled” datato 1958, monocromo, fasce di tela, olio e resina, opera lirica nella sua semplicità e potenza. Questo Bandage di Scarpitta, già proveniente dalla celebre Galleria dell’Ariete di Milano, è stimato 600.000-800.000 euro.

Fausto Melotti, Ceramiche

Le palme e la vittoria sul Sole

Degli anni Sessanta, si segnalano due lavori di Mario Schifano, entrambi datati 1966. Dopo i record registrati a Milano, per i Monocromi dell’artista, nell’appuntamento di novembre, Schifano è presente con opere a tecnica diversa. Vi è infatti anche il Perspex che definisce Vittoria sul Sole per Kasimir Malevic, dittico, smalto su tela e perspex, già visto a Milano nello stesso 1966 allo studio Marconi. L’opera ha una stima di 280.000-350.000 euro. Segue, dello stesso artista, già nella collezione Franchetti di Roma, Particolare di deserto, smalto su tela e Perspex, una delle prime e più convincenti Palme (1966-1967), della produzione dell’artista pop italiano (val. 250.000-350.000 euro).

Ancora degli anni Sessanta, la tela di Gastone Novelli datata maggio 1967, già esposta al Ristorante all’Angelo di Venezia, luogo mitico di ritrovo di Peggy Guggenheim e degli artisti veneziani e internazionali. Allunga il passo amico mio è il titolo e la stima è di 100.000-150.000 euro. Di Alberto Burri il “Bianco Cretto” datato 1973, stimato 550.000-750.000 Euro, illustrato a colori sul catalogo generale a cura di Bruno Corà.

Mario Schifano, Particolare di deserto, 1966, stima 250.000-350.000 euro

Sotheby’s Milano all star: Boetti, De Chirico, Morandi, Melotti

Alighiero Boetti presente in asta anche con tre opere provenienti già da Lucio Amelio e oggi da una collezione privata tedesca. Si tratta di Legno Ferro (Pavimento) della limitatissima serie dei Pavimenti realizzati nel 1967. L’opera che proviene da una collezione toscana, è stimata 80.000-120.000 euro. In questa selezione sono presenti tele di Giorgio De Chirico, al quale Palazzo Reale a Milano dedica una mostra ben curata. Le tele in questione sono gli Archeologi del 1929 (valutata 220.000-280.000 euro) e il Trovatore del 1965, stimato 200.000-300.000 euro.

Giorgio Morandi conta in catalogo tre nature morte, tra le quali Natura Morta del 1957, già in mostra a Londra alla Royal Academy of Arts nel 1970-71 e valutato tra i 600.000 e gli 800.000 euro.

In asta, il 27 novembre 2019, una bella collezione privata milanese di ceramiche di Fausto Melotti degli anni Cinquanta e Sessanta. Della raccolta si segnala il Vaso firmato con sette punti sotto la base, in ceramica smaltata policroma e vetro stimato 20.000-30.000 euro e quello del 1956 in mostra al Mart nel 2001, valutato 26.000-30.000 euro.

Infine, opere di Lucio Fontana (con una magnifica terracotta smaltata buchi e graffito, est .200.000-300.000 euro e un “classico” due tagli verde Concetto Spaziale, Attese dello stesso anno della ceramica, già proveniente dallo Studio Marconi (est. 500.000-700.000 euro).

Teresa Scarale
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