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Il nuovo universo di Fondazione Prada è digitale

Il nuovo universo di Fondazione Prada è digitale

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

23 Marzo 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • L’iconica istituzione artistica milanese ripensa la sua presenza digitale, intensificandola

  • Il digitale di Prada si articola su più livelli. Da quello che sostituisce le visite alle mostre in corso ai podcast, passando per la musica elettronica di “K”. Fino ad arrivare alle origini del progetto, al lontano 1993

“Facciamolo digitale” è il mantra dell’arte all’epoca della Covid, anche per Fondazione Prada. Che, come d’abitudine, fa le cose in grande

Un’istituzione si dimostra solida quando trasforma una crisi in opportunità. E’ il caso di Fondazione Prada. L’istituzione artistica milanese ripensa infatti la sua presenza digitale, intensificandola. Come noto del resto, la serrata da coronavirus non risparmia gli spazi espositivi italiani (Milano, Venezia) della fondazione.

La mancanza di fisicità porta quindi Fondazione Prada alla sperimentazione di nuovi linguaggi. Il sito web (fondazioneprada.org) e i canali social della fondazione (Instagram, Facebook, Twitter, Vimeo e Youtube) diventano così un laboratorio di idee. Una “piattaforma agile in cui testare nuovi formati e codici che possono trovare un ulteriore sviluppo in futuro, oltre l’attuale emergenza”.

Il gruppo di musica elettronica Tangerine Dream. Courtesy Fondazione Prada

“Glossary”, alle origini di Fondazione Prada

Il progetto digitale di Fondazione Prada comincia dall’esplorazione del proprio archivio. Un viaggio critico che parte dall’elenco di alcuni concetti chiave e arriva alla costruzione di un possibile “glossario” della fondazione, per analizzarne identità e storia. Ogni voce raduna più progetti fra quelli realizzati dal 1993 a oggi. Gli ambiti sono quelli di arte, cinema, danza, musica, architettura e filosofia.

“Inner Views”

Questa parte  del progetto digitale sostituisce la visita fisica alle mostre che sarebbero attualmente in corso, ossia “The Porcelain Room”, “Storytelling” e “K”. La raccolta di immagini e video, interviste, testi inediti, estratti dai cataloghi e commenti della stampa, aiuta il visitatore a creare propri percorsi tematici. E non solo. L’architettura di questi materiali consente infatti di mettere idealmente in dialogo le varie esposizioni.

Il granchio beffardo di “The Porcelain Room - Chinese Export Porcelain”, la mostra che esplora il contesto storico, la finalità e l’impatto delle porcellane cinesi da esportazione. Curatori: Jorge Welsh e Luísa Vinhais. Courtesy Fondazione Prada
"Storytelling", personale dell’artista cinese Liu Ye a cura di Udo Kittleman. Inaugurata a Milano il 31 gennaio 2020. Courtesy Fondazione Prada

“Outer views”

Con “Outer Views” invece è possibile scoprire qual è il contributo scientifico ed espositivo delle opere della collezione Prada attualmente in prestito. In particolare ci si riferisce a opere prestate le retrospettive di Donald Judd, Richard Artschwager e Bruce Nauman.

"K", inaugurata il 19/2/2020, è il progetto espositivo che Udo Kittelmann ha concepito come una trilogia. “K” rimanda ai tre romanzi incompiuti di Franz Kafka (1883-1924). Ossia Amerika (America), Der Prozess (Il processo) e Das Schloss (Il castello), tutti pubblicati postumi tra il 1925 e il 1927. La natura incompleta di questi libri consente letture multiple e aperte, che hanno indotto l’artista Martin Kippenberger, il regista Orson Welles e la band di musica elettronica Tangerine Dream a riadattarli, esplorandone i soggetti e le atmosfere attraverso allusioni e interpretazioni soggettive. Courtesy Fondazione Prada

Perfect Failures, la rassegna in collaborazione con Mubi

Nella selva delle piattaforme digitali, Mubi (nato nel 2007) è la “Netflix” del cinema d’autore. Dalla collaborazione con questo sito nasce “Perfect Failures”. Si tratta di una rassegna che sarà disponibile dal 5 aprile sulla piattaforma. Il sito di Fondazione Prada accoglierà quindi in una sezione informazioni e chicche su questi film.

L’accademia dei bambini

Lo spazio della fondazione dedicato ai più piccoli nasce nel 2015 grazie alla neuropediatra Giannetta Ottilia Latis. Oggi è curato dal pediatra neonatologo Gabriele Ferraris. Nell’apertura digitale di Fondazione Prada, “Accademia aperta” è un progetto video con cui l’Accademia dei bambini ripercorre tematicamente tutti i laboratori degli ultimi 5 anni.

“Readings”, gli audiolibri

L’arte non va solo osservata, ma anche ascoltata.“Readings” è la nuova sezione da cui saranno scaricabili podcast gratuiti di testi estratti dai libri pubblicati dalla fondazione dal 2012 ad oggi. Al momento, sono più di 50 i saggi critici e i testi di narrativa disponibili. Fra gli autori figurano Nicolas Bourriaud, Benjamin H.D. Buchloh, Massimo Cacciari, Simon Castets, Germano Celant, Christoph Cox, Charles Esche, Emilio Gentile, Alison Gingeras. E ancora, Jonathan Griffin, Boris Groys, Udo Kittelmann, Rachel Kuschner, Roxana Marcoci, Glenn Phillips, Salvatore Settis, Ali Smith e molti altri.

Courtesy Fondazione Prada
Teresa Scarale
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