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Nuove idee per un mondo dell’arte post Covid19: sostenere gli artisti giovani e l’arte locale

Nuove idee per un mondo dell’arte post Covid19: sostenere gli artisti giovani e l’arte locale

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Sharon Hecker
Sharon Hecker

16 Maggio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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Come sarà il mondo dell’arte post Covid19 e avrò un posto in quel mondo quando la vita pubblica riaprirà?

Il pensiero di come sarà il mondo dell’arte post-lockdown sta generando paure e ansie in tutti ma in particolare nella generazione più giovane di artisti, curatori e operatori del mercato le cui speranze di poter partecipare a questo affascinante mondo sono state improvvisamente e seriamente infrante. Tutti si sentono professionalmente bloccati e stagnanti: le fiere sono state cancellate, le mostre nei musei sono state rinviate, i viaggi sono stati sospesi, i finanziamenti sono in discussione. Ci si chiede: “Come sarà il mondo dell’arte post Covid19 e avrò un posto in quel mondo quando la vita pubblica riaprirà?

Le cose torneranno come erano prima o ci saranno dei cambiamenti? Quali nuove idee potranno emergere quando il mondo dell’arte comincerà a pensare in modo creativo e ad adattarsi alla nuova situazione che stiamo affrontando? Dato che i viaggi saranno ancora poco sicuri e le tariffe aeree diventeranno probabilmente più costose, almeno nell’immediato futuro, una possibilità sembra essere spostare l’attenzione su ciò che ci è vicino piuttosto che su ciò che è lontano.

Una nuova idea per quelli che sono in una posizione più forte e potente è di creare una sorta di sistema di supporto per chi è più fragile. Importanti galleristi potranno fare da apripista, offrendo opportunità agli artisti emergenti e alle loro gallerie, che rischiano, più di altre, di essere annientate da questa crisi e dalle sue conseguenze economiche. In prima linea in questo pensiero innovativo c’è il gallerista Thaddaeus Ropac, che ha recentemente annunciato che utilizzerà la sua più grande galleria di Parigi a Pantin per allestire una mostra di giovani artisti, al fine di offrire il suo sostegno alla scena artistica emergente locale. Lanciando una vera e propria àncora di salvezza a un gruppo in difficoltà, la mostra si svolgerà dal 12 al 26 settembre 2020.

Le risorse che una galleria prestigiosa come quella di Ropac può offrire sono non solo la disponibilità dei belli e suggestivi grandi spazi espositivi perché l’infrastruttura delle sue gallerie comprende team di venditori altamente esperti e preparati e una rete di rapporti con collezionisti sofisticati, e tutto questo sarà messo a disposizione degli artisti.

Ropac si è detto allarmato per la minaccia che COVID19 rappresenta per la scena artistica europea emergente. In un gesto di generosità lungimirante, ha deciso di ospitare 60 giovani artisti, nel tentativo di far arrivare soldi a loro e alle loro gallerie. Questa può essere considerata una forma di “trasfusione” vitale, poiché, come in molti altri paesi, l’isolamento della Francia ha avuto un impatto devastante sulle sue piccole imprese e sui giovani artisti. Secondo uno studio del Comité Professionel des Galeries d’Art, un’organizzazione commerciale francese che ha raccolto dati da 168 delle 279 gallerie associate, un terzo delle gallerie francesi potrebbe essere costretto a chiudere la propria attività alla fine della crisi, mettendo a rischio gli artisti che vi fanno affidamento per le mostre e le vendite.

Questo ha fatto scattare un campanello d’allarme nella mente di Ropac: “Sono rimasto scioccato dalla notizia del numero di giovani gallerie che rischierebbero di non riaprire in autunno… non potevo crederci”. Questo lo ha portato a pensare in modo creativo: “Come potremmo creare qualcosa che aiuti veramente i colleghi più giovani in questo periodo?” Jeune Création, l’associazione di artisti emergenti, ha selezionato gli artisti e tutti i proventi della vendita andranno direttamente agli artisti e alle loro gallerie. Fondata nel 1949, Jeune Création sostiene i giovani artisti emergenti da oltre 70 anni e non è la prima volta che Ropac collabora con questo gruppo.

L’iniziativa di Ropac non è l’unica a sostenere le gallerie locali a Parigi: il mercante Emmanuel Perrotin cederà uno dei suoi spazi parigini a 26 gallerie locali dopo la riapertura. Ma Ropac ha aggiunto una misura di sicurezza in più per gli artisti espositori: egli acquisterà delle opere dalla mostra, inviando un segnale forte ai suoi collezionisti: è possibile vedere questo momento di catastrofe come un’opportunità per aiutare la prossima generazione di artisti e di galleristi. Forse l’innovativo modello di rete di sicurezza di Ropac potrebbe essere ripreso e riprodotto anche in altri paesi, anche qui in Italia, e potrebbe contribuire a stimolare l’interesse per le opere degli artisti giovani in futuro?

Galerie Thaddaeus Ropac, ph. Robert Holden. Courtesy Galerie Thaddaeus Ropac, come la copertina
Sharon Hecker
Sharon Hecker
Sharon Hecker, nata a Los Angeles e cresciuta a Tel Aviv, è storica dell’arte, curatrice, e autrice, specializzata in arte italiana moderna e contemporanea. Dopo collaborazioni con istituzioni museali come la Peggy Guggenheim Collection di Venezia e la Galleria Christian Stein, oggi fornisce consulenze sulla due diligence per l’arte a collezionisti privati, art lawyers, wealth managers, family offices, case d’aste e fiere.
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