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Presentata Miart 2019: "Abbi cara ogni cosa"

22 Gennaio 2019 · Teresa Scarale · 3 min

  • 186 gallerie provenienti da 19 paesi esporranno opere di maestri moderni, artisti contemporanei affermati ed emergenti e designer storicizzati e sperimentali

  • Si consolida la presenza di influenti gallerie internazionali e di nuove prestigiose ce ne saranno

Miart 2019 si presenta come l’edizione del consolidamento, della consacrazione internazionale. E dopo anni di attenta organizzazione e selezione, Milano è diventata una delle piazze internazionali più importanti per l’arte contemporanea

Fonte Miart

L’apertura

“Miart è ormai giunta alla sua consacrazione internazionale”. Con queste parole l’assessore alla Cultura di Milano, Filippo Del Corno, ha aperto la odierna conferenza stampa di presentazione di Miart 2019, in una Sala Alessi di Palazzo Marino gremita di giornalisti. La fiera, ormai fiore all’occhiello della città, aprirà i battenti al pubblico dal 5 al 7 aprile 2019. Miart è organizzata come sempre da Fiera Milano e diretta da Alessandro Rabottini, con il sostegno di Intesa Sanpaolo in qualità di main partner per il secondo anno consecutivo.

Arte e mercato in armonia

Come da messaggio di Fabrizio Curci, ad di Fiera Milano, non presente alla conferenza, si tratta di una fiera in cui “la solidità degli aspetti di mercato si fonde con le componenti di ricerca e propone il dialogo tra arte moderna, contemporanea e design da collezione, con la presenza di opere che spaziano dai primi anni del Novecento fino alle più recenti esperienze internazionali”. Ed è proprio l’arco temporale offerto dalla fiera uno degli aspetti che ne aumenta il valore. Miart è la la fiera in Italia con la più ampia offerta cronologica.

“Abbi cara ogni cosa”

Questo è il verso della poesia di Gareth Evans scelto come richiamo per Miart 2019. E di “cose” a Miart 2019, ce ne saranno. All’interno del padiglione 3 di fieramilanocity, 186 gallerie provenienti da 19 paesi esporranno opere di maestri moderni, artisti contemporanei affermati ed emergenti e designer storicizzati e sperimentali.

Miart 2019, l’edizione del consolidamento

Con l’edizione 2019, Miart consolida il proprio percorso di crescita coniugando la solidità degli aspetti di mercato con l’attitudine alla ricerca, e ampliando il proprio formato in una piattaforma di osservazione della società e dei suoi cambiamenti.

La struttura dell’esposizione

Anche quest’anno saranno sette le sezioni che caratterizzeranno Miart:

  1. Established, la sezione principale che raccoglie 124 espositori divisi tra Contemporary e
  2. Master.
  3. Emergent, dedicata a 20 gallerie focalizzate sulla ricerca delle giovani generazioni.
  4. Generations, che presenta 8 coppie di gallerie invitate a creare un dialogo tra le opere di due artisti appartenenti a generazioni diverse.
  5. Decades, che propone un viaggio attraverso le decadi del XX secolo.
  6. On Demand, sezione trasversale in cui le gallerie espongono opere site-specific o interattive all’interno dei loro stand.
  7. Infine Object è la sezione dedicata a gallerie che promuovono design sperimentale e in edizione limitata, arti decorative e pezzi storici da collezione.

Le gallerie presenti per la prima volta

Per la prima volta calcheranno il palcoscenico della fiera milanese gallerie come Cabinet (Londra), Corvi-Mora (Londra), Marian Goodman Gallery (New York – Parigi – Londra), Hauser & Wirth (Hong Kong – Londra – Los
Angeles – New York – Somerset – St. Moritz – Gstdaad – Zurigo), Herald St (Londra), Galerie Thaddaeus Ropac (Parigi – Londra – Salisburgo) e Tucci Russo (Torre Pellice).

Le conferme (alcuni nomi)

L’edizione 2018 della rassegna vede in crescita la presenza di gallerie italiane e straniere: quelle estere saranno 75, il 41% del totale. E infatti sono numerose le potenti gallerie internazionali che consolidano il rapporto con Milano confermando la loro partecipazione dalle precedenti edizioni tra cui Arte Invernizzi (Milano), Alfonso Artiaco (Napoli), Bortolami (New York), Isabella Bortolozzi (Berlino), Campoli Presti (Londra – Parigi), Clearing (Bruxelles – New York – Brooklyn), Galleria Continua (San Gimignano – Pechino – Les Moulins – L’Avana).

E poi Raffaella Cortese (Milano), Thomas Dane Gallery (Londra – Napoli), Massimo De Carlo (Milano – Londra – Hong Kong), Dvir Gallery, Kalfayan Galleries (Atene – Salonicco), Gladstone (New York – Bruxelles), Kaufmann Repetto (Milano – New York), Peter Kilchmann (Zurigo), Andrew Kreps (New York), Lelong & Co (Parigi – New York), Magazzino (Roma), Mai 36 (Zurigo), Giò Marconi (Milano), Massimo Minini (Brescia), P420 (Bologna), Gregor Podnar (Berlino), Almine Rech (Parigi – Bruxelles – Londra), Lia Rumma (Milano – Napoli), Sprovieri (Londra) e Zero (Milano).

Ma l’elenco è ancora lungo. Per scoprirlo dal vivo, non resta che attendere il 5 aprile.

Lo sguardo dell’arte getta una luce di attenzione sulle cose e, così facendo, genera valori che la storia, il collezionismo e i musei decidono di custodire, con un gesto di cura
BY Alessandro Rabottini
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Teresa Scarale
Teresa Scarale
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