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Il caso Fontana

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Giuseppe Calabi
Giuseppe Calabi

03 Aprile 2018
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La complessa trama della circolazione internazionale dell’arte: come districarsi tra soglie di valore e soglie temporali

Storicamente lordinamento italiano non ha mai considerato che il valore economico di unopera darte possa costituire un criterio discriminante al fine dellapplicazione delle norme di tutela (tra cui quelle relative al controllo sullesportazione), prevedendo invece una esenzione da tali norme per le opere di artisti viventi e per quelle di artisti non più viventi realizzate da meno di 50 anni.

La situazione è cambiata con la L. 4 agosto 2017, n. 124 (Legge Concorrenza), la quale ha modificato il Codice dei Beni Culturali stabilendo che le norme di tutela non si applichino alle opere che abbiano oltre settantanni realizzate da artisti non più viventi con un valore inferiore ad euro 13.500. La Legge Concorrenza ha inoltre innalzato da 50 a 70 anni la soglia temporale sopra indicata. Parallelamente, il Regolamento UE 116/2009 (direttamente applicabile negli Stati membri) prevede diverse soglie di valore (per i dipinti, la soglia rilevante è euro 150.000) sotto le quali opere di artisti non più viventi ma realizzate da oltre 50 anni richiedono una licenza di esportazione per lasciare definitivamente il territorio doganale europeo. In questa complesse trama di norme nazionali è comunitarie, è interessante esaminare un recente caso riguardante unopera di Lucio Fontana. Il 19 ottobre 2017, alla frontiera di Gaillard tra Francia e Svizzera, la polizia doganale francese ha bloccato unopera darte che era in procinto di essere esportata in Svizzera in quanto mancante della necessaria licenza di esportazione extraeuropea prevista dal Regolamento UE 116/2009.

L’opera, un “Concetto Spaziale- Teatrino” di Lucio Fontana, datata 1966 ed esportata con un valore dichiarato di USD 320.000, così come indicato nella documentazione di trasporto che la accompagnava, proveniva dall’Italia, ed era diretta in Svizzera, domicilio dell’acquirente, nota galleria d’arte di Ginevra.

Poichéin base alla Legge Concorrenza la soglia temporale rilevante per richiedere o meno unautorizzazione allesportazione è passata da 50 a 70 anni (e lopera in esame ne aveva solo 51), lesportatore ha ritenuto sufficiente procurarsi unautocertificazione attestante che la stessa ha meno settantanni.

Tuttavia, poichéil trasportatore era transitato dalla Francia, la polizia doganale francese, trovandosi di fronte unopera che ricadeva nellapplicabilitàdel Regolamento Europeo sulla licenza di esportazione, avendo essa più di cinquantanni ed un valore pari ad oltre il doppio della soglia massima prevista dal Regolamento, ha ritenuto che lautocertificazione non fosse sufficiente e fosse invece necessaria anche una licenza comunitaria.

La polizia doganale ha pertanto sequestrato lopera, ritenendo che lesportazione costituisse una infrazione punita dagli articoli 38-1, 428 e 414 del codice delle dogane francese.

La condotta dellesportatore, tuttavia, non era contraria alla normativa interna italiana, la quale, in forza della riforma introdotta dalla Legge Concorrenza, non richiede più un permesso per esportare unopera avente meno di settantanni di autore non più vivente, bastando al riguardo una autocertificazione.

D’altra parte, il Regolamento 116/2009, in quanto direttamente applicabile, stabilisce regole che sono automaticamente recepite nel nostro ordinamento, tra cui le soglie di valore (150.000 euro per i dipinti) e di età(50 anni), al di sopra delle quali lesportazione di unopera darte di un artista non più vivente richiede una licenza di esportazione rilasciata dallorgano nazionale competente (in Italia, gli Uffici Esportazione).

Il problema della differenza tra legge interna e comunitaria

La situazione è complessa: come si può risolvere lapparente conflitto tra norma interna (per una volta più “liberale) e norma comunitaria? Linterpretazione fornita dallorgano centrale del Ministero è che la licenza di esportazione, in caso di opere di artista defunto che siano state realizzate da meno di settantanni ma da più di cinquanta (e che quindi rientrino nellapplicabilitàdel Regolamento, ma non del Codice), debba essere rilasciata automaticamente dallUfficio Esportazione contestualmente allautocertificazione del privato.

L’opera è stata recentemente dissequestrata a seguito dellintervento del Ministero, che ha correttamente rilasciato ex post la licenza comunitaria, in forza della quale lopera ha potuto finalmente raggiungere la sua destinazione in Svizzera.

Giuseppe Calabi
Giuseppe Calabi
Senior partner dello studio legale CBM & Partners, è esperto di diritto dell’Arte ed ha partecipato ai lavori di riforma del Codice dei Beni Culturali. È consulente legale di Consorzio Netcomm. È inoltre membro della commissione sul diritto d’autore dell’Associazione Italiana Editori (AIE) e del comitato per lo sviluppo e la tutela dell’offerta legale di opere digitali costituito dall’Agcom.
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