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Giorgio Morandi, un artista dai solidi fondamentali

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Matteo Lampertico
Matteo Lampertico

16 Maggio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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Ancora oggi, comprare un Giorgio Morandi vuol dire fare un investimento non volubile, affidabile. Di quelli che durano per tutta la vita e da cui non ci si separa

Chi conosce i mercati finanziari sa bene che esistono diversi tipi di azioni: ci sono quelle ad alto potenziale, che però possono subire oscillazioni improvvise, e ce ne sono altre che hanno un andamento più regolare, con incrementi più contenuti ma constanti. Nel mercato dell’arte succede qualcosa di non molto diverso: l’arte contemporanea, chiamata anche “emergente”, vive su tempi brevissimi: alcuni artisti vedono le loro quotazioni schizzare all’improvviso verso l’alto, con il rischio però di sgonfiarsi in poco tempo, mentre altri hanno variazioni di prezzo più contenute e resistono all’avvicendarsi delle mode.

Giorgio Morandi appartiene certamente alla seconda categoria. Da quando mi occupo di mercato dell’arte – e sono quasi trent’anni oramai – le  sue quotazioni hanno avuto sempre un incremento costante. C’è stato un momento in cui hanno avuto una battuta di arresto, nei primi anni novanta, ma da allora sono sempre salite. Ricordo di aver venduto nel 1995  un quadro a 300 milioni di lire. Un paio di anni fa lo stesso quadro è stato rivenduto intorno ad 900.000 euro. Per chi ha competenze matematiche superiori alle mie (molti fra i lettori di questa rivista), non sarà difficile calcolare incremento di prezzo su base annua aggiustato all’inflazione. Per me il compito è proibitivo. Mi sembra comunque che sia stato un buon investimento.

Non è difficile capire quali siano i fattori che abbiano causato questa tendenza di mercato. Innanzitutto si tratta di artista oramai storicizzato, presente in alcune delle principali collezioni pubbliche e private, con una platea di acquirenti internazionale, cosa che si può dire solo per pochi artisti italiani. Inoltre c’è un catalogo ragionato ineccepibile, costruito da Lamberto Vitali quando l’artista era ancora vivente, ed un numero assai contenuto di quadri:  meno di 1500, davvero pochi ( circa 2 al mese), per quasi 50 anni di attività. Inoltre sono opere di facile lettura, anche se il significato profondo della pittura di Morandi è tutt’altro che scontato.

Come sa chiunque segua il mercato, le nature morte sono molto più ricercate dei paesaggi. E’ un po’ come per i tagli di Fontana, che il mercato predilige rispetto ai buchi. Inoltre, – e questo è un fattore da non trascurare – la poetica di Morandi incontra il gusto non solo degli europei, ma anche degli americani e degli asiatici, soprattutto dei cinesi. Tempo fa ho venduto insieme ad un collega una bellissima natura morta (in foto qui sotto) di Morandi ad un cliente cinese.

Giorgio Morandi Natura morta, 1954 Olio su tela, 28 x 44 cm Firmato in basso al centro. Autentica dell'artista archiviata il 2 febbraio 1963 con il n. 671. Provenienza: Collezione privata, Milano; Galleria Levi, Milano; Galleria Medea, Milano.

Era stata ammirata a Basilea da Zeng Fanzhi, uno degli artisti cinesi più famosi, appartenente alla scuderia di Gagosian, e da lui consigliata ad un suo compatriota.  Ho rivisto il dipinto l’anno scorso ad Hong Kong in una mostra dedicata a Morandi, Cézanne e Sanyu curata dallo stesso Feng Fanzhi presso la Galleria Gagosian. Era esposta insieme ad una decina di opere dell’artista bolognese, tutte di collezioni private locali.  È una testimonianza significativa dell’apprezzamento di Morandi in Cina. C’è un altro aspetto interessante. Il collezionismo di Morandi è estremamente solido: ci sono alcuni appassionati (ad esempio Franz Armin Morat, Achille Maramotti e Luigi Magnani) che hanno accumulato nella loro vita un numero davvero significativo di opere. Chi compra Morandi difficilmente lo fa in modo episodico.

Tutte queste considerazioni portano a pensare che Morandi sia ancor oggi un ottimo investimento. Il problema è che è molto difficile trovare una bella Natura morta a meno di un milione di euro. Forse questo cambierà nei prossimi mesi, quando anche il mercato dell’arte inizierà a risentire di una crisi economica generalizzata. Come ben sanno tutti gli operatori del settore, sarà il momento giusto per comprare, e chi punta su Morandi certo non commette un errore.

Giorgio Morandi Natura morta, 1955 Olio su tela, 30 x 45 cm Firmato in basso a sinistra: Morandi Provenienza: Collezione privata, Milano; Galleria del Milione, Milano; L. Alloni, Torino. Esposizioni: Milano, 1971, n. 75, ill. p. 71.
Matteo Lampertico
Matteo Lampertico
Laureato in storia dell’arte, Matteo Lampertico ha lavorato per oltre dieci anni nella case d’asta, prima a Finarte e poi a Christie’s, come esperto di arte moderna e contemporanea. Nel 2007 ha aperto una galleria a Milano e nel 2015 uno spazio a Londra in Old Bond Street., con le quali ha partecipato ad alcune delle più importanti fiere del settore, sia in Italia che all’estero. Ha collaborato a lungo con il Giornale dell’arte , per il quale ha tenuto una rubrica specializzata sul mercato.
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