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Generali punta alla leadership per l’arte in Europa

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

21 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 2 min
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La mappa strategica di Arte Generali abbraccia l’intera Europa. Adesso è il turno della Francia, ma a breve sono previste nuove aperture. Con la visione strategica che gli è propria, il Leone di Trieste ritiene l’arte una delle attività più profittevoli

In un 2019 che sembra lontanissimo, nasceva Arte Generali, l’unità del gruppo Generali dedicata ai collezionisti d’arte. L’iniziativa partiva dalla Germania, secondo mercato mondiale (10% del totale, pari a 365 miliardi secondo le stime della compagnia) per le opere d’arte dopo gli Usa. Oggi, quella divisione diventa più forte in Francia, puntando a raggiungere il pareggio di bilancio al massimo entro il 2023, coerentemente con il piano industriale di gruppo.

La compagnia vuole premere l’acceleratore sul settore dell’arte, riconoscendolo come uno dei più profittevoli. L’obiettivo di Arte Generali è quello di raggiungere una raccolta premi superiore ai 50 milioni un in tre anni. Non è tutto: la divisione vuole aggiudicarsi il terzo posto in Europa nel comparto dell’assicurazione per l’arte, per poi puntare alla leadership nel medio termine. Il piano di espansione internazionale è ampio.

Lo spettro di Arte Generali in Europa

Fin dall’ideazione dal ceo di Generali Deutschland, Giovanni Liverani con Gazançon, ceo di Arte Generali, la strategia di espansione internazionale è stata forte. Quasi immediata fu infatti l’apertura di una filiale negli Emirati Arabi Uniti. Adesso tocca alla Francia. Non è invece ancora il turno dell’Italia. Il debutto nel Belpaese sarebbe atteso entro fine anno, ma vi sono anche altri mercati di interesse. Si tratta di Spagna, Portogallo, Austria, Belgio, Olanda, Lussemburgo, oltre alla Scandinavia. In ogni caso, resta forte il legame con la Germania. Nel paese teutonico il gruppo di Philippe Donnet ha infatti istituito nel 2020 la Digital Leaders in Art Awards, al fine di premiare non solo artisti, ma anche gallerie e musei.

“Gli obiettivi del break even e di raggiungere premi per 50 milioni in tre anni tengono in considerazione solamente del business organico in Europa, ovvero non tengono conto di eventuali acquisizioni di portafogli esterni e dell’eventuale sviluppo negli Stati Uniti e in Asia”, spiega la società. Inoltre, “eventuali acquisizioni possono rappresentare un’opportunità per accrescere il portafoglio in modo profittevole. Ma non sono attualmente in vista e saranno in qualsiasi caso valutate con un approccio opportunistico”.

Teresa Scarale
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caporedattore
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