PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Fontana per Natale, un taglio al cuore

Fontana per Natale, un taglio al cuore

Salva
Salva
Condividi
Chiara Massimello
Chiara Massimello

20 Dicembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
Tempo di lettura: 3 min
Salva

Il Natale può essere un sogno bianco, come un taglio di Lucio Fontana. Gesto rivoluzionario che ha spalancato una nuova dimensione nella pittura, un invito a lasciarsi trasportare nell’infinito

Un artista che ha creato una netta frattura tra ciò che c’era prima e ciò che è stato dopo. La pittura convenzionale non era più sufficiente a raccontare lo spirito del tempo

Caro Babbo Natale,

vorrei che mio nonno avesse comprato un’opera di Lucio Fontana.

Un taglio bianco, o forse quattro tagli rossi, come quelli da poco venduti in asta da Christie’s a Parigi per più di due milioni e mezzo di euro.

Aver scelto una sua opera a metà degli anni Sessanta sarebbe stato un gesto coraggioso, un segno di rottura verso le mode dell’epoca, in contrapposizione con il pensiero e il gusto del tempo. 

...la capacità di creare un linguaggio universale e unico, immediatamente riconoscibile ed inimitabile

Lucio Fontana è stato uno dei grandi protagonisti dell’arte del Novecento. Un artista che ha creato una netta frattura tra ciò che c’era prima e ciò che è stato dopo. La pittura convenzionale non era più sufficiente a raccontare lo spirito del tempo, così lo spazio e la luce sono entrati fisicamente e concettualmente a far parte dell’opera.

Il “taglio” di Fontana: un atto geniale e rivoluzionario

Gli artisti sono grandi quando sono “anticipatori”, quando riescono ad attuare una rottura con il proprio tempo e a spianare la strada alle generazioni che seguono, quando sono capaci di creare un nuovo modo di vedere il mondo e di raccontarlo. Altro elemento determinante è la capacità di creare un linguaggio universale e unico, immediatamente riconoscibile ed inimitabile. Tutto questo è Lucio Fontana, un artista consapevole dell’innovazione della sua opera, che attraverso un atto creativo rivoluzionario, un’intuizione geniale, ha perforato prima e tagliato poi la tela. Un’incisione netta che interpreta la paura dell’ignoto e allo stesso tempo il desiderio di portare lo sguardo più in là, oltre la bidimensionalità della tela.

Alcuni ancora oggi si stupiscono delle quotazioni del mercato
Tornabuoni Art_Lucio Fontana_Concetto spaziale, Attese
Lucio Fontana, Concetto spaziale, Attese

Nonostante il Manifesto Blanco e l’inizio dello spazialismo risalgano al 1946 e che dagli anni Cinquanta compaiano prima “i buchi e poco dopo i tagli nelle opere di Fontana, alcuni vedono ancora oggi nei Concetti Spaziali” una semplice incisione in una tela a fondo monocromo e si stupiscono delle quotazioni del mercato. Tuttavia, quel gesto ha spalancato una nuova dimensione nella pittura, un invito a lasciarsi trasportare nell’infinito.

Il mercato del tempo era dominato dalla pittura figurativa, nessuno poteva prevedere l’ondata dirompente che stava arrivando. Chi comprava allora le opere di Fontana lo faceva con visione lucida e determinata, con passione e forse in contrapposizione con tutto quello che era stato rappresentato prima in pittura. Le opere avevano già ai tempi un valore piuttosto elevato, paragonabile forse al costo di un’automobile di media cilindrata, oggi si piazzano piuttosto nel segmento supercar/aereo personale, superando quasi sempre i record di milioni di euro.

Passione genuina, intuito, un po’ di follia

Si potrebbe calcolare l’inflazione dalla fine degli anni Sessanta ad oggi, per capire l’aumento del valore dei lavori di Lucio Fontana negli anni, probabilmente circa cento volte, ma la verità è che le opere d’arte non rientrano in nessun paniere di consumo. Chi ha comprato “I Tagli” alla fine degli anni Sessanta non pensava assolutamente all’incremento del loro valore (il record in asta per un “Concetto Spaziale, Attese” del 1965 è di Christie’s, New York, 2015, per 6,405,000 dollari), né immaginava che nel nuovo secolo i grandi collezionisti europei, americani ed asiatici avrebbero amato e desiderato queste opere. Erano la passione genuina, l’intuito, lo sguardo attento e forse un po’ di follia a guidare la scelta dei collezionisti del tempo. Il loro coraggio anticipatore è stato ampiamente premiato.

Mio nonno avrebbe fatto certamente meglio a comprare un “taglio” piuttosto che la Fiat 850. Sarebbe stato ancora appeso nella nostra casa e negli anni avrei potuto crescere con lui.

La pillola” di Natale per chi vuole collezionare: non c’è fortuna senza audacia, quantunque non sempre l’audacia sia fortunata. Guardare oltre le mode, vedere molto, non accontentarsi mai. Nessun effetto collaterale.

 

Chiara Massimello
Chiara Massimello
L’arte è un elemento fondante della mia personalità, del mio lavoro, delle mie giornate. Sono storica dell’arte e dal 2013 lavoro come consulente per Christie’s. Ho curato e curo mostre e progetti editoriali e da anni seguo come advisor clienti privati con cui condivido il piacere per un bel dipinto, una bella mostra, o l’acquisto di un’opera importante per la loro collezione. Vivo tra Torino e Londra e viaggio molto per il mio lavoro.
Il presente articolo costituisce e riflette un’opinione e una valutazione personale esclusiva del suo Autore; esso non sostituisce e non si può ritenere equiparabile in alcun modo a una consulenza professionale sul tema oggetto dell'articolo.

WeWealth esercita sugli articoli presenti sul Sito un controllo esclusivamente formale; pertanto, WeWealth non garantisce in alcun modo la loro veridicità e/o accuratezza, e non potrà in alcun modo essere ritenuta responsabile delle opinioni e/o dei contenuti espressi negli articoli dagli Autori e/o delle conseguenze che potrebbero derivare dall’osservare le indicazioni ivi rappresentate.
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU: Opere d’Arte Christie’s Consulenti Italia
Se non vuoi mancare aggiornamenti importanti per te, registrati e segui gli argomenti che ti interessano.
ALTRI ARTICOLI SU "Opere d’Arte"
ALTRI ARTICOLI SU "Christie’s"
ALTRI ARTICOLI SU "Consulenti"