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Edmond de Belamy: è già record per il quadro dipinto dall'AI

Edmond de Belamy: è già record per il quadro dipinto dall'AI

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

29 Ottobre 2018
Tempo di lettura: 3 min
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  • Un quadro “d’altri tempi”, nel vero senso della parola

  • Il colpaccio di Christie’s: come Picasso

Christie’s è stata la prima casa d’aste a vendere un’opera dipinta da un’Intelligenza Artificiale, per un incasso di 43 volte superiore alla stima iniziale. Niente male per questo ritratto, che almeno per il nome sta a metà fra Maupassant e Dumas

Il quadro dipinto da un'AI ideato dal collettivo francese Obvious. Courtesy: Christie's

Il principe della tre giorni Prints & Multiples di Christie’s, tenutasi a New York dal 23 al 25 ottobre 2018, è stato Edmond de Belamy. Chi è questo personaggio il cui nome è evocativo tanto di Maupassant e del suo Bel Ami che del Conte di Montecristo? Si tratta del protagonista di un quadro dipinto da un’Intelligenza Artificiale, un algoritmo elaborato dal collettivo francese Obvious, composto da Hugo Caselles-Dupré, Pierre Fautrel e Gauthier Vernier. Edmond de Belamy è membro dell’immaginaria Famille de Belamy. La tecnologia impiegata nella creazione dell’artista artificiale si chiama Gan, che sta per generative adversarial network (rete antagonista generativa) ed è stata ideata nel 2014 dallo studioso di deep machine learning Ian Goodfellow.

Il record di Edmond de Belamy

Stimato fra i sette e i diecimila dollari, l’opera ha stupito tutti per il suo prezzo di aggiudicazione: 43 volte l’estremo superiore della stima di base, ossia 432.000 dollari. La ragguardevole cifra è stata raggiunta dopo una lotta serrata fra un anonimo offerente telefonico, un partecipante francese online e un signore presente in sala. Ma si trattava di un lotto molto ambito, perché il ritmo delle offerte ha rallentato solo dai 200.000 dollari in poi.

Un quadro d’altri tempi

Il ritratto realizzato dagli Obvious – un po’ inquietante per la verità – sembra risalire a secoli fa. Questo dipinto dai contorni poco definiti ricorda infatti l’aspetto di un gentiluomo francese del XIX secolo e pare collocarsi nella ritrattistica tradizionale, d’altri tempi. I tempi “altri” però non sono quelli passati, ma quelli contemporanei e futuri.

L’opera appartiene a una serie di undici ritratti di una famiglia di fantasia, i Belamy. Il cognome vuole essere un omaggio all’inventore della tecnologia sottostante, Goodfellow appunto.

Il colpo di Christie’s

L’occhio lungo della casa d’aste in eterna rivalità con Sotheby’s ha saputo intercettare una tendenza nascente. Non è infatti la prima volta che un quadro dipinto da un robot viene messo in vendita. Nel febbraio 2018 uno di questa serie di ritratti, Le Comte de Belamy, è stato acquistato da un collezionista francese. Nessuno però aveva pensato di mettere un quadro del genere all’asta. E la scommessa Christie’s l’ha vinta, perché si è aggiudicata la novità, e con essa prezzo battuto pari al Picasso della stessa asta, come si può vedere qui sotto in foto.

 

Teresa Scarale
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