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David Hockney: tra Bigger splash e Little splash

David Hockney: tra Bigger splash e Little splash

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Wanda Rotelli
Wanda Rotelli

24 Gennaio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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Nessun artista come David Hockney e i suoi “Splash” ha saputo mai tradurre in materia pittorica la carica ipnotica di una piscina…

I tre Splashes di David Hockney realizzati nella seconda metà degli anni Sessanta, rappresentano i soggetti più riconoscibili della produzione del grande pittore anglo-americano, David Hockney.

Il dipinto, THE SPLASH, quadrato, cm 72 x 72 (abbastanza ridotto di dimensione rispetto alla produzione dell’artista) di Hockney dell’asta di Londra di febbraio, ha tutti gli ingredienti iconici e più celebri della creazione del pittore: l’acqua, la piscina, l’astrazione modernista con le sue architetture e un tocco di pop-art.

In THE SPLASH, acrilico su tela del 1966, il personaggio c’è e non c’è (perché l’obiettivo del pittore è esattamente sul momento in cui il nuotatore  toccato e modifica, immergendosi, la superficie tesa dell’acqua) e l’atmosfera dell’opera si fa assai enigmatica e in qualche modo ipnotica.

Molti di noi hanno ammirato alla TATE di Londra BIGGER SPLASH, mentre il terzo, LITTLE SPLASH, è conservato segretamente in una collezione privata.

Dalla biografia dell’artista si sa che il pittore inglese si recò a Los Angeles nel 1964, ma risale a due anni più tardi, l’anno di creazione di THE SPLASH, anni nei quali l’amore e l’interesse di Hockney per la città degli angeli diviene vera e propria infatuazione. Infatti, ben presto l’artista si trasferisce a LA e tra l’estate del 1966 e quella del 1967 realizza THE SPLASH. 

Sempre risalendo alle note biografiche di Hockney pare che l’ispirazione per la tela in vendita,  sia nata da una fotografia che il pittore vide in un catalogo hollywoodiano di piscine.

Per l’artista dello Yorkshire, Los Angeles era tutto ciò che questi desiderava: una terra di opportunità, pregevole architettura moderna, ville piene di sole, grandi piscine blu, palme e splendidi giovani, uomini e donne.

Un mondo ben lontano dai panorami della sua terra inglese. Nella lista di opere con al centro la piscina, e con i prezzi più alti,  ricordiamo il bel papier-mâché del 1978 “Paper Pool 30che a New York nel 2018 toccò i 12.000.000 di dollari da Sotheby’s e il papier-mâché “gemello” venduto  da Christie’s l’anno dopo che è andato in collezione privata a 10.490.000 dollari.

L’occasione per scrivere di questi Splashes, è fornito dall’asta di Londra di Sotheby’s dell’11 febbraio 2020 dedicata all’Arte Contemporanea, nel corso della quale THE SPLASH sarà proposto in vendita con una stima di 20.000.000-30.000.000 milioni di sterline cifra assai più contenuta rispetto al  world record  per Hockney realizzato da Christie’s nel 2019 a New York per un grande acrilico su tela dei primi anni Settanta che è stato venduto ad oltre 90 milioni di dollari. Ma qui si trattava di Portrait of an artist- pool with two figures che raffiguravano l’artista ed un suo compagno.

Il dipinto,THE SPLASH, quadrato, cm 72 x 72 (abbastanza ridotto di dimensione rispetto alla produzione dell’artista) di Hockney dell’asta di Londra di febbraio, ha tutti gli ingredienti iconici e più celebri della creazione del pittore: l’acqua, la piscina, l’astrazione modernista con le sue architetture e un tocco di pop-art.

In THE SPLASH, acrilico su tela del 1966, il personaggio c’è e non c’è (perché l’obiettivo del pittore è esattamente sul momento in cui il nuotatore  toccato e modifica, immergendosi, la superficie tesa dell’acqua) e l’atmosfera dell’opera si fa assai enigmatica e in qualche modo ipnotica.

Molti di noi hanno ammirato alla TATE di Londra BIGGER SPLASH, mentre il terzo, LITTLE SPLASH, è conservato segretamente in una collezione privata.

David Hockney splash

Dalla biografia dell’artista si sa che il pittore inglese si recò a Los Angeles nel 1964, ma risale a due anni più tardi, l’anno di creazione di THE SPLASH, anni nei quali l’amore e l’interesse di Hockney per la città degli angeli diviene vera e propria infatuazione. Infatti, ben presto l’artista si trasferisce a LA e tra l’estate del 1966 e quella del 1967 realizza THE SPLASH. 

Sempre risalendo alle note biografiche di Hockney pare che l’ispirazione per la tela in vendita,  sia nata da una fotografia che il pittore vide in un catalogo hollywoodiano di piscine.

Per l’artista dello Yorkshire, Los Angeles era tutto ciò che questi desiderava: una terra di opportunità, pregevole architettura moderna, ville piene di sole, grandi piscine blu, palme e splendidi giovani, uomini e donne.

Un mondo ben lontano dai panorami della sua terra inglese. Nella lista di opere con al centro la piscina, e con i prezzi più alti,  ricordiamo il bel papier-mâché del 1978 “Paper Pool 30” che a New York nel 2018 toccò i 12.000.000 di dollari da Sotheby’s e il papier-mâché “gemello” venduto  da Christie’s l’anno dopo che è andato in collezione privata a 10.490.000 dollari.

L’occasione per scrivere di questi Splashes, è fornito dall’asta di Londra di Sotheby’s dell’11 febbraio 2020 dedicata all’Arte Contemporanea, nel corso della quale THE SPLASH sarà proposto in vendita con una stima di 20.000.000-30.000.000 milioni di sterline cifra assai più contenuta rispetto al  world record  per Hockney realizzato da Christie’s nel 2019 a New York per un grande acrilico su tela dei primi anni Settanta che è stato venduto ad oltre 90 milioni di dollari. Ma qui si trattava di Portrait of an artist- pool with two figures che raffiguravano l’artista ed un suo compagno.

Wanda Rotelli
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