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"Cristo deriso" in cucina, asta record per Cimabue

"Cristo deriso" in cucina, asta record per Cimabue

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

28 Ottobre 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • L’opera era una degli introvabili elementi di un dittico del 1280, otto pannelli in tutto, su cui erano rappresentate scene della Passione di Cristo. Ad oggi, ne sono noti solo altri due

  • Con il suo risultato, la piccola opera lignea conquista la vetta fra le opere prerinascimentali più costose mai vendute

Attenzione ai vecchi quadri lignei della nonna. Potrebbero nascondere record milionari, come è accaduto ad un Cimabue appeso per anni in una cucina qualsiasi a nord di Parigi

24 milioni e non sentirli. Così è stato per un’anziana signora di Compiegne, località a nord di Parigi. Nella sua cucina campeggiava il Cristo deriso di Cimabue, risalente al 1280 e fino ad oggi “dispersa”. Fortunatamente però, la stessa signora ha fatto valutare l’opera, pur ritenendola una comune icona religiosa.

Cimabue, un record inatteso

Si tratta di una tempera lignea a uovo su fondo d’oro, delle dimensioni di soli 25,8 x 20,3 cm. Era uno degli introvabili elementi di un dittico del 1280, otto pannelli in tutto, su cui erano rappresentate scene della Passione di Cristo. Ad oggi, degli otto pannelli, sono noti la Flagellazione di Cristo (Frick Collection di New York) e La Vergine e il Bambino con due angeli (National Gallery, Londra).

Il 27 ottobre 2019 però il quadro ha avuto ragione di tanta dimenticanza: a Senlis, in Francia, l’opera è stata protagonista di un’asta stellare, incassando 24,18 milioni di euro. La forchetta, prima dell’asta, era fissata a 4-6 milioni, con un prezzo base di 3 milioni. Si tratta di un record assoluto per un’opera prerinascimentale, a quanto è dato sapere, dice Dominique Le Coent di Acteon, casa che ha gestito l’asta. L’acquirente abiterebbe dalle parti di Chantilly. Erano decadi che non si aveva notizia di un Cimabue venduto all’asta.

“Si tratta del più alto prezzo mai pagato per un quadro prerinascimentale (primitif) il settimo in assoluto considerando opere primitive e antiche, in una graduatoria che include il Salvator Mundi attribuito a Leonardo, il Massacro degli Innocenti di Rubens, un Pontormo, un Rembrandt, un Raffaello e un Canaletto“.

Teresa Scarale
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