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La consulenza d’arte 4.0 sposa la realtà aumentata

La consulenza d’arte 4.0 sposa la realtà aumentata

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

15 Gennaio 2021
Tempo di lettura: 2 min
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Il 2020 è finito ma l’esplosione tecnologica che ha portato con sé è destinata a continuare, anche nell’arte. Lo racconta a We Wealth Vera Canevazzi, che per prima ha introdotto l’evoluzione della realtà aumentata nell’art advisory

Il 2021 sarà l’anno della consulenza artistica evoluta. Grazie alla realtà aumentata sarà possibile collocare realisticamente nella propria abitazione l’opera d’arte dei sogni, spostarla, vedere dove sta meglio, sapere quanto costa e, nel caso… Acquistarla.

«Sono partita da una riflessione», esordisce Vera Canevazzi, giovane e lanciata art advisor, nel presentare i suoi nuovi servizi. Nel 2020, a causa della pandemia «l’utilizzo della tecnologia da parte del settore artistico ha conosciuto una notevole velocizzazione», soprattutto nell’ambito del mercato dell’arte. Gallerie, fiere e case d’asta sono ricorse all’utilizzo di gallerie virtuali, viewing room, sezioni del loro sito con approfondimenti sulle opere. Questa accelerazione della fruizione digitale ha indubbiamente avvicinato al settore nuovi collezionisti e appassionati Tuttavia, personalmente «ho trovato poco soddisfacenti queste soluzioni, per quanti sforzi siano stati fatti». Del resto, come l’esperta già osservava su We Wealth, alcune relazioniche caratterizzano la fruizione reale sono difficilmente ricostituibili con il digitale. Si pensi al rapporto tra arte e ambiente e allo scambio interpersonale. «Si è persa la percezione della consistenza matericadelle opere, della loro fisicità, del loro essere parte integrante di un luogo».

Per contravvenire a queste mancanze, Vera ha deciso di sfruttare al meglio la tecnologia esistente. La realtà aumentata permette di vedere l’opera rapportata a sé e allo spazio. Non solo quello di una galleria o di una mostra, ma anche casa propria. «Musei come il MoMa, il Guggenheim, già da qualche anno si sono attrezzati con opere 3D da scaricare sul proprio device, così come la Serpentine Gallery di Londra». Nella consulenza d’arte invece «non esisteva ancora nulla del genere», prosegue la professionista. «Si tratta di una competenza utile anche per aiutare le gallerie ad aprire sezioni dedicate alle opere in realtà aumentata». Per l’utilizzo di questa tecnologia non occorre nessuna app. «Dal mio sito è possibile scaricare il modello 3D semplicemente cliccando un’icona».

Tre i servizi: Augmented Reality Gallery, Augmented Reality Advisory e Augmented Reality Exhibition. Opere di artisti emergenti, consolidati e storici, mostre curate, monografiche o collettive, potranno essere fruibili nelle abitazioni di ciascun utente.

Screenshot dal video “Art Consulting goes digital”. Video di Francesco Clerici, 2021, opere di Velasco Vitali

Il finire dello stato di emergenza non farà tramontare l’uso della realtà aumentata nella consulenza d’arte. «Non si tratta di un servizio sostitutivo, ma complementare», osserva Vera Canevazzi. Per esempio, può servire «anche per far vedere ai clienti mostre che sono dall’altra parte del mondo. Per non parlare di tutte le prospettive che si aprono nel mondo dell’interior design». Perché, è inutile negarlo, «quando ci innamoriamo di un’opera d’arte la prima cosa che pensiamo è ‘chissà come starebbe a casa mia’».

A corredo del nuovo servizio, Vera Canevazzi Art Consulting inaugura la prima mostra in realtà aumentata: le opere non si trovano in una galleria reale o virtuale, ma sono accolte nelle case degli utenti che potranno vederle e anche acquistarle direttamente nella gallery in realtà aumentata. La prima esposizione, Cromoblock, è dedicata all’artista torinese Riccardo Ten
Teresa Scarale
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caporedattore
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