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Collezioni d’arte: 5 buoni propositi per un 2020 sicuro

Collezioni d’arte: 5 buoni propositi per un 2020 sicuro

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Annapaola Negri Clementi
Annapaola Negri Clementi, Giorgia Ligasacchi, Massimo Vecchia

01 Gennaio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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Arte e buoni propositi: come valorizzare e gestire al meglio la propria collezione per un 2020 più sicuro? Ecco il prezioso vademecum dello studio legale Negri-Clementi

2020, i buoni propositi per l’arte: ecco i segreti di Negri-Clementi

Iscriversi in palestra, mangiare sano, imparare una nuova lingua, viaggiare di più, conoscere nuove persone, svegliarsi presto la mattina, salvare il pianeta. Il nuovo anno è ormai alle porte e, come da tradizione, è giunto il momento di bilanci e, soprattutto, di buoni propositi.

La lista di Negri-Clementi si rivolge al collezionista, neofita o più navigato, suggerendogli 5 importanti accorgimenti per conservare, tutelare, valorizzare e gestire al meglio la propria collezione d’arte per un 2020 più sicuro.

La schedatura descrittiva dell’opera d’arte

È il primo, ma fondamentale, passo per il collezionista consapevole, che permette di conoscere approfonditamente ogni singola opera d’arte. Esistono oggi diversi template per la schedatura, ma le informazioni che non devono assolutamente mancare sono le seguenti. La tipologia di opera (dipinto, scultura, fotografia, gioiello…), l’autore, il titolo o il soggetto rappresentato, la data di esecuzione, la tecnica o il supporto, le dimensioni, la presenza di una firma e dove, il numero di edizione (se si tratta di un multiplo) e la provenienza; nonché l’ottenimento di documenti attestanti l’autenticità dell’opera direttamente dall’artista (se ancora in vita) o dalla galleria che lo rappresenta, o per il tramite dell’archivio o fondazione, degli eredi o di esperti universalmente riconosciuti.

È buona prassi, inoltre, conoscere la storia espositiva di ciascuna opera appartenente alla raccolta e la bibliografia delle stesse. Questi accorgimenti non solo costituiscono le fondamenta di una corretta gestione della collezione – anche in vista di eventuali future alienazioni – ma incarnano il rapporto di cura e attenzione che, come un padre amorevole, il collezionista riserva alla sua collezione.

La redazione di un condition report aggiornato

In secondo luogo, è opportuno aver premura di far redigere da uno studio di restauro professionale il cd. condition report, ovvero un documento atto a definire lo stato di conservazione dell’opera d’arte. Perché è così importante? Perché essere consapevoli dello stato di conservazione delle opere della propria collezione apre a diverse possibili implicazioni tra cui la manutenzione dell’opera, la sua esposizione, gli accorgimenti da adottare durante le sue movimentazioni, e così via. L’eventuale attestazione di uno stato di conservazione compromesso farà sorgere, nel collezionista scrupoloso, la volontà di effettuare un intervento di restauro conservativo (intervento diretto) o preventivo (intervento indiretto). In quest’ultimo caso si andranno a individuare quegli elementi esterni come agenti atmosferici, fisici e chimici che possono essere causa di deperimento della materia, cercando di limitarne gli effetti sull’opera.

La corretta conservazione

Una volta ottenuto il condition report, il collezionista cauto e previdente che vuole godere nel quotidiano della propria opera d’arte, dovrà poi garantire la corretta conservazione della stessa da particolari agenti esterni pregiudizievoli quali temperatura e umidità della stanza (che deve rimanere il più possibile costante e intorno ai 21°C con un tasso di umidità non oltre il 50%), direzione delle fonti di luce (da evitare la luce diretta sulle opere d’arte specialmente se fotografie analogiche), sia artificiale che naturale, e da preferire l’uso di luci che non emettano calore, come i LED, così come l’inquinamento atmosferico.

Una collezione d’arte è per sua natura cagionevole e vulnerabile, pertanto un buon proposito per un 2020 più sicuro è certamente completare e arricchire il “pedigree” dell’opera con una serie di accorgimenti pratici volti al suo mantenimento: ad esempio, fissandola a supporti idonei a reggerne il peso, maneggiandola con guanti protettivi in modo da evitare di lasciare residui di sporco o grasso, adornandola con cornici che ne valorizzino la qualità artistica e che ne assicurino la protezione. Si potrà, quindi, sostituire il passpartout o il tipo di cornice anche per una valorizzazione estetica, così come il vetro protettivo, scegliendo tra vetri plastici, semplici, antiriflesso o anti raggi UV, i cd. vetri museali, da preferire sempre laddove possibile.

La copertura assicurativa

Prendersi cura di un’opera d’arte significa porre attenzione specialmente alla sua salute fisica: per questa ragione, al quarto posto dei buoni propositi 2020, si suggerisce l’attivazione di una copertura assicurativa della singola opera o dell’intera collezione. Le compagnie assicurative specializzate in ambito fine art propongono ai collezionisti diverse tipologie di polizze, tra cui la all risk (la più comune oggigiorno, che consente di assicurare il bene contro ogni rischio tranne quelli espressamente esclusi, tra cui: logorio, ruggine, umidità, siccità, guerra civile etc.) e quella a rischi nominati (il cui contratto menziona espressamente i rischi per i quali il collezionista è assicurato, cui solitamente vanno aggiunte garanzie, come quelle conseguenti ai danni di eventi catastrofici o naturali).

Fate attenzione, poi, se la polizza che state stipulando comprenda la copertura del bene contro i rischi di deprezzamento e che garantisca il risarcimento in caso di danno parziale o totale all’opera d’arte. Estensione della polizza all risks è la cd. nail to nail, ovvero la polizza “chiodo a chiodo”, che è sicuramente lo strumento assicurativo più idoneo in caso di movimentazione di una o più opera d’arte.

Il continuo aggiornamento del valore economico di mercato

Poiché il collezionista non acquista esclusivamente per passione o per urgenza di appagamento estetico ma anche perché l’opera d’arte rappresenta un oculato investimento – e ce lo conferma l’Art&Finance Report 2019 promosso da Deloitte & ArtTactic[1] -, l’ultimo consiglio per un 2020 più sicuro e consapevole è quello di avvalersi dell’expertise di specialisti del settore per mantenere aggiornato, ad intervalli regolari, il valore economico di mercato delle opere in collezione.

Il collezionista ha facoltà di procedere autonomamente nella valutazione, confrontando il costo di acquisto con l’attuale valore medio di mercato dell’opera (determinato dall’andamento in asta di opere simili del medesimo artista), tuttavia è consigliabile affidarsi ad art advisors specialmente in caso di alienazioni, successioni testamentarie o contratti assicurativi.

In un panorama collezionistico così complesso, in cui la sicurezza degli art lovers più appassionati è messa a repentaglio da continue insidie, desideriamo porre questi 5 buoni propositi come linee guida per una direzione più consapevole e illuminata delle collezioni d’arte nell’anno venturo. Con questo buon auspicio, non ci resta che augurarvi buon anno e una buona gestione!

[1] Alla domanda Perché compri arte? le risposte dei collezionisti confermano per lo più i dati dello scorso Art&Finance Report del 2017: il 65% degli intervistati dichiara di acquistare arte per passione seppur mantenendo un occhio all’investimento, il 33% per passione e amore per l’arte, mentre solo il 2% si dimostra un investitore puro, percentuale in diminuzione rispetto agli scorsi anni.

Annapaola Negri Clementi
Annapaola Negri Clementi , Giorgia Ligasacchi, Massimo Vecchia
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