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Arte e tecnologia: Gallerie d’Italia e Intesa Sanpaolo Innovation Center insieme per l’innovazione

Arte e tecnologia: Gallerie d’Italia e Intesa Sanpaolo Innovation Center insieme per l’innovazione

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

03 Aprile 2018
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  • Le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo e Intesa Sanpaolo Innovation Center proseguono con successo la loro collaborazione fra arte e tecnologia.

  • Le analisi sulle esperienze emotive di un campione di visitatori davanti a quattro opere della mostra L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri fungono da linee guida per i curatori.

  • L’intesa prosegue con il Lab Arte e Innovazione, centro di riferimento del Gruppo Intesa Sanpaolo per l’impiego delle nuove tecnologie nella valorizzazione e nella fruizione delle opere d’arte.

  • E’ già attiva la app MuseOn di iThalia, startup selezionata da Intesa.

La mostra milanese L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri è stata l’occasione per aprire nuove frontiere nel mondo della tecnologia applicata all’arte. Con alcuni suggerimenti di innovazione curatoriale.

Alberto Burri, Rosso Plastica opera d'arte
Alberto Burri, Rosso Plastica, 1963 © Fondazione Burri

La mostra L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri (in corso fino all’8 aprile a Milano) è stata anche un’occasione di studio e innovazione tecnologica. La società TSW infatti, specializzata in neuromarketing, ha analizzato alcune risposte psicofisiologiche dell’essere umano di fronte alla visione di opere d’arte.

Per questa ragione sono state effettuate una serie di rilevazioni su un campione di trenta volontari mentre osservavano le tre tele dedicate al Martirio di Sant’Orsola di Caravaggio, Bernardo Strozzi e Giulio Cesare Procaccini, più l’imponente Ultima cena di quest’ultimo. Gli impatti emotivi per ognuna delle quattro tele sono stati come prevedibile diversi. E lo si è potuto constatare grazie all’utilizzo di occhiali eye-tracking, di un misuratore dell’attività elettrica cerebrale per l’identificazione delle risposte emotive e di un braccialetto per la rilevazione della micro-sudorazione periferica. Il Martirio di Sant’Orsola di Caravaggio e l’Ultima cena di Procaccini sono risultate le opere di maggiore impatto per l’intensità emotiva provata dal campione di visitatori. Il Martirio di Sant’Orsola di Caravaggio ha inoltre generato la più elevata sensazione di piacevolezza. L’Ultima cena di Procaccini infine ha attratto e trattenuto maggiormente l’attenzione, registrando il più alto grado di engagement. L’esperimento suggerirebbe ai curatori alcune politiche di innovazione dei percorsi espositivi, laddove non già in atto. Le opere ad alto impatto emotivo e di maggiore engagement andrebbero nella parte iniziale – il cosiddetto effetto primacy e in quella finale effetto recency delle mostre.

Martirio di sant'Orsola di Caravaggio
Caravaggio, Martirio di Sant’Orsola.

L’analisi del comportamento oculare consiglia poi di creare audioguide o testi che mettano in risalto le parti dell’opera che destano meno attenzione, ma che possono essere rivelatrici di aspetti importanti e motivare il visitatore a proseguire la visita con maggiore coinvolgimento.

 

Il nuovo Lab Arte e Innovazione

I risultati dell’esperimento sono stati tanto interessanti da motivare i due enti a creare il nuovo Lab Arte e Innovazione.Un laboratorio nel quale proseguire in modo stabile il percorso intrapreso, con l’ambizione di divenire punto di riferimento per l’impiego della tecnologia nella valorizzazione e nella fruizione delle opere d’arte. La collaborazione ha già portato all’attivazione dell’applicativo MuseOn di iThalia, start-up dell’innovazione selezionata da Intesa Sanpaolo Innovation Center per due importanti progetti: Palazzo Zevallos Stigliano, sede napoletana delle Gallerie d’Italia, e per la mostra Restituzioni 2018 alla Reggia di Venaria Reale. MuseOn può essere scaricata gratuitamente dai visitatori, e permette di accedere anche in assenza di connessione ai contenuti storico-artistici sulla collezione.

Il fronte collaborativo per l’innovazione fra Gallerie d’Italia e Intesa Sanpaolo Innovation Center non finisce qui. Grazie al loro sostegno è stato infatti condotto un lavoro di ricerca sull’utilizzo delle nanotecnologie per il restauro e la conservazione di libri e documenti antichi. Lo studio, condotto dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata con la Fondazione Universitaria Inuit e l’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario del Mibact, ha raggiunto livelli qualitativi molto elevati a livello internazionale.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
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