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Arte: dal deserto al sovraffollamento. È ora di riflettere

Arte: dal deserto al sovraffollamento. È ora di riflettere

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Chiara Massimello
Chiara Massimello

03 Aprile 2020
Tempo di lettura: 3 min
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L’annullamento primaverile della girandola di fiere ed eventi d’arte sta creando un potenziale sovraffollamento per il prossimo autunno. Crea però anche uno spunto di riflessione: che cosa conta veramente per un collezionista?

Collezionisti e appassionati d’arte hanno date precise e irrinunciabili che scandiscono l’anno. Un po’ come accade per gli sportivi, chiunque ami il tennis aspetta Wimbledon in luglio e gli Australian Open in gennaio, così chi ama l’arte sa che all’inizio di giugno ci sarà Art Basel, la fiera d’arte moderna e contemporanea più importante al mondo, così imponente da aver creato due edizioni anche a Miami e ad Hong Kong.

Gli hotel si prenotano un anno per l’altro e gruppi di amici organizzano il viaggio come una sorta di pellegrinaggio. Quasi 100.000 visitatori in 4 giorni, ma quello che conta è avere l’invito alla preview, o meglio ancora alla preview della preview. L’aeroporto di Basilea si riempie di aerei privati da tutto il mondo, la città si anima di eventi e mostre collaterali, i collezionisti fanno a gara a chi è entrato prima, ha visto prima ed è riuscito a comprare la nuova promessa del mercato che certamente quadruplicherà il suo valore nel giro di pochi anni.

Le gallerie che espongono a Basilea sono le più importanti e le più potenti del mondo, circa 300 da 34 differenti nazioni. Sono presenti opere di più di 4000 artisti e gli spazi hanno costi a sei cifre. I grandi dealer sono nei loro stand e chiacchierano allegramente con i clienti, i corridoi sono affollati di artisti, signore eleganti, direttori di musei e importanti istituzioni, industriali e guru della finanza, collezionisti e addetti ai lavori. Larry Gagosian sulla panchina di fronte al suo stand si gode lo spettacolo e può capitare di incontrare Brad Pitt tra gli stand in jeans e maglietta.

Siccome Basilea è in Svizzera e la Svizzera nel nostro immaginario è simbolo di precisione, continuità e solidità, sotto sotto gli amanti dell’arte pensavano che una soluzione per realizzare la fiera si sarebbe trovata. Invece, la settimana scorsa anche Art Basel ha dovuto capitolare al coronavirus, posticipando l’apertura a settembre, dal 17 al 20.

Arte dalla primavera all’autunno, un problema di sovraffollamento

Il problema che si pone ora però è che tutti gli appuntamenti si stanno spostando in autunno, sempre sperando che a settembre si possa ritrovare un vago senso di normalità. I musei e le gallerie posticipano le loro mostre, le fiere si riposizionano, le aste si riprogrammano. Peccato che l’autunno sia da sempre un periodo denso di eventi di ogni tipo e molto impegnativo per il rientro al lavoro.

Parlo per gli amanti dell’arte e i collezionisti. Sperando di stare tutti bene, a Milano in settembre ci sarà la settimana dell’arte con Miart e Mia, Art Basel a Basilea, a cui seguirà Frieze a Londra, Fiac a Parigi, Artissima a Torino, Paris Photo e la Berlin Art Week. Senza contare le aste italiane ed internazionali e chissà quante altre inaugurazioni o mostre.

Sarebbe bello poterci immaginare allegramente per l’Europa a parlare di arte per tutto l’autunno, ma temo invece si possa creare un overdose di appuntamenti culturali che alla fine rischia di produrre l’effetto contrario. Troppe sollecitazioni per i collezionisti e troppi impegni per gli addetti ai lavori. Quella che è e dovrebbe essere una passione rischia di trasformarsi in un eccesso di stimoli con conseguente perdita di interesse e qualità nella selezione dei lavori.

Tutto ciò senza considerare il fattore economico che indubbiamente potrebbe influenzare la capacità di acquisto e i prezzi del mercato.

Forse questo potrebbe essere il momento per una seria riflessione su cosa per ciascuno di noi significhi un’opera d’arte, su quali siano – al di là delle offerte di tante fiere – gli artisti che veramente hanno un “valore” e le opere che sono capaci di portarci lontano, dimenticandoci tutto quello che ci succede attorno.

Tuttavia, non perdiamo l’entusiasmo e il desiderio di ripartire, la capacità di immaginare l’arte come stimolo e riscatto, il piacere del bello e l’entusiasmo di incontrarsi di nuovo.

Facciamoci trovare pronti ad affrontare l’autunno pieno di eventi che arriverà.

La pillola del giorno è ripensiamo le priorità e l’importanza della qualità nelle nostre scelte, scegliamo con attenzione…e speriamo che tutto questo passi veloce. Keep safe.

Chiara Massimello
Chiara Massimello
L’arte è un elemento fondante della mia personalità, del mio lavoro, delle mie giornate. Sono storica dell’arte e dal 2013 lavoro come consulente per Christie’s. Ho curato e curo mostre e progetti editoriali e da anni seguo come advisor clienti privati con cui condivido il piacere per un bel dipinto, una bella mostra, o l’acquisto di un’opera importante per la loro collezione. Vivo tra Torino e Londra e viaggio molto per il mio lavoro.
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