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Arte contemporanea 2019, positivi i primi indici di mercato

Arte contemporanea 2019, positivi i primi indici di mercato

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

01 Aprile 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Nella tre giorni del 5-6-7 marzo 2019 Sotheby’s e Christie’s hanno realizzato in totale vendite per 285 milioni di dollari, senza tener conto del canale online

  • Continua la scia luminosa di David Hockney: 49, 3 milioni di dollari da Christie’s per “Henry Geldzahler and Christopher Scott” del 1969. Secondo risultato migliore di sempre per Hockney dopo la vendita che l’anno scorso lo ha incoronato artista vivente più pagato

Il 2019 arride all’arte contemporanea, che nelle sole vendite di marzo a Londra ha visto raddoppiare il loro turnover totale per l’intero 2018. A dispetto di qualche lotto eccellente venduto al di sotto delle stime iniziali

David Hockney, Henry Geldzahler and Christopher Scott (1969), vendita record per l'arte contemporanea daChristie's nella prima settimana di marzo 2019
David Hockney, Henry Geldzahler and Christopher Scott, 1969. Venduto da Christie's per 49,3 milioni di dollari. Nel 1992, fu battuto da Sotheby's per 1,1 milioni di dollari

Arte contemporanea 2019 già al raddoppio

Le prime vendite 2019 di post-war e arte contemporanea hanno incassato la soddisfazione (e non solo) delle due eterne rivali Christie’s e Sotheby’s. La prima ha venduto lotti per 140 milioni di dollari, la seconda per 145 per un totale di 285 milioni di dollari, risultato che praticamente raddoppia il totale di 143 milioni avutosi lo scorso marzo 2018 per le vendite di entrambe le case d’asta.

I risultati migliori

Ancora un record per David Hockney che, con il suo Henry Geldzahler and Christopher Scott del 1969 ottiene 49,3 milioni di dollari. Nel 1992 il dipinto era stato venduto a 1,1 milioni di dollari da Sotheby’s New York. È il secondo record di sempre dopo quello raggiunto lo scorso anno da Portrait of an artist (Pool with two figures) del 1972, opera che ha incoronato Hockney artista vivente più pagato. Anche Nicolas de Staël, Cecily Brown, la superstar Gerhard Richter, Jenny Saville e Lucian Freud hanno ottenuto ottimi risultati. Armed and Fearless (2014) della britannica Cecily Brown (1969) in particolare ha raddoppiato la sua stima iniziale ottenendo 2,3 milioni di euro nell’asta di Phillips. Molto richiesti anche Kerry James Marshall (Alabama, 1955) e Adrian Ghenie (Romania, 1977). Il primo ha trionfato il 1 marzo da Sotheby’s con Untitled (Painter) (2008). stimato fra 1,8 e 2,5 millioni di dollari, ha raggiunto quota 7,3 million. E il secondo ha totalizzato 9 milioni di dollari per due sue dipinti, ben oltre le stime. In ambito post-war le sorpresa è stata per Nicolas de Staël, 13 milioni di dollari per tre tele ad olio.

Qualche delusione

Nonostante il pur brillante risultato (100% sold), l’asta George Michael Collection di Christie’s ha suscitato qualche delusione perché ci si aspettava che la fama della star infiammasse di più le offerte. The Incomplete Truth di Damien Hirst ad esempio, ha incassato 1,2 milioni di dollari, meno dei due preventivati, così come un’altra sua opera, venduta a meno della stima iniziale. E’ andata meglio invece alla tela Hurricane di Tracey Emin, venduta a 572.000 dollari, più del doppio della stima iniziale. In totale, la vendita “George Michael” ha ottenuto comunque 14 milioni e 600 mila dollari, somma devoluta alle attività filantropiche del cantante.

Cecily Brown, Armed and Fearless (2014). Courtesy Phillips

Puntare sulla diaspora africana

Una nuova generazione di artisti africani (oltre che afroamericani, come dimostra Kerry James Marshall) si sta facendo largo nel mercato dell’arte contemporanea. La figura di spicco è la nigeriana Njideka Akunyili Crosby (1983). Vi sono poi Toyin Ojih Odutola (1985), il cui lavoro su carta Selective histories (2016) è stato battuto da Sotheby’s per 291.000 dollari, raddoppiando la stima iniziale. ancora, Jordan Castel (1989), che con i suoi 394.000 dollari pagati per il doppio ritratto di Patrick and Omari (2015) è stato l’under 40 più pagato finora nel 2019. Infine, è molto richiesto il giovanissimo congolese Eddy Ilunga Kamuanga (1991), scoperto dalla Saatchi Gallery in 2015. Parola di Artprice.

In copertina: Armin Boehm, The Open Eyes of the Death, 2017, olio e tessuto su tela, 210×235 cm, credito fotografico Lepkowski Studios, Berlino. Courtesy Francesca Minini Gallery per Miart
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