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Art Influencer, il mondo dell’arte è pronto?

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Andrea Concas
Andrea Concas

17 Gennaio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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Nascono, anche per il mondo dell’arte, Art Influencer, Sharer, Content Creator, Blogger e You Tuber. Si tratta di nuove opportunità, professioni e modalità per comunicare, promuovere e vendere l’arte online. Ma il mondo dell’Arte è pronto a cogliere questa occasione e nuova visione?
Il mondo dell’arte conosce già da tempo le figure di Opinion Leader e Gate Keepers in grado di condizionare il mercato e dare avvio a nuovi scenari per artisti e movimenti, eppure oggi vediamo apparire sempre piú nuove figure come Art Influencer, Sharer, Content Creator, Blogger e You Tuber che, sui propri social e a suon di follower, creano nuovi canali di diffusione dell’arte.
Ma partiamo dall’inizio, da quando i Social Network e le piattaforme di Streaming hanno dato spazio e visibilità a personaggi, con competenze o meno, nei più disparati settori e ambiti, raccogliendo l’interesse di un certo pubblico.
In breve tempo si sono formate una miriade di community di tipo “verticale”, più o meno grandi, spesso partecipate quotidianamente.
Nasce in questo modo la figura dell’Influencer, che grazie alla visibilità derivata dai propri canali social o di stampa riesce, per l’appunto, ad “influenzare” la propria community coinvolgendoli o convogliandoli verso alcuni visioni, valori comuni, oppure più semplicemente verso all’acquisto di prodotti o servizi.
I brand commerciali non tardano a capire il potenziale di queste nuove figure del web e vedono in loro degli ottimi ambassador, o addirittura dei veri e propri canali media con i quali veicolare le proprie pubblicità potendo contare su un pubblico fedele e targettizzato. Il messaggio, in questo modo, diventa “veritiero” e quasi “sincero”, lontano comunque dal “freddo” messaggio commerciale di uno spot televisivo o una pagina stampata.
Abbagliati dai grandi numeri che alcuni influencer hanno vantato, è partita dalle agenzie la “corsa all’oro” per accaparrarsi un post, un video o una stories per qualche centinaia, migliaia o addirittura centinaia di migliaia di euro per star del calibro di Cristiano Ronaldo, Chiara Ferragni o Beyonce.
Ma non è oro tutto ciò che luccica, sotto i grandi nomi emergono dei nuovi pseudo-influencer con un seguito di migliaia o milioni di follower che spesso peró risultano essere acquistati, e quindi falsi, o completamente disinteressati a quanto proposto a fini commerciali e con bassissime conversioni (numero di persone che eseguono una determinata azione proposta) e risultati inesistenti.
In risposta a questi insuccessi nasce un concetto di engagement, di micro-influencer o micro-community, dove si valorizza e si premia il concetto di una community solida e fidelizzata, seppure, con numeri inferiori ma con la possibilità di raggiungere target verticali e puntuali con alti tassi di conversione.
Arriviamo dunque al mondo dell’arte, dove oggi artisti, collezionisti e professionisti del settore crescono con le coro community, giorno dopo giorno, creando nuove opportunità di racconto, valorizzazione e vendita dell’arte rivolto ad un pubblico settorializzato e verso i nuovi appassionati d’arte.
Nascono, in questo modo, nuovi “personaggi pubblici” che portano con loro un pubblico di potenziali clienti quasi “sconosciuto” al mondo ed al sistema dell’arte, più vicino a quello dei grandi musei e mostre, dove però l’opzione “acquisto”, quanto meno per l’affordable art (fino a 5.000 euro), può essere contemplata.
Cambiano le dinamiche e nascono nuove opportunità da cogliere, sia per le istituzioni, sempre alla ricerca di nuovi visitatori per le loro mostre, che per le gallerie e i professionisti del settore alla ricerca di nuovi “clienti”, mentre si affacciano innovative professioni come quello degli art influencercontent creator e divulgatori.
Siamo davanti ad una sfida “epocale”, così come già accaduto per altri settori come la moda, il food o il beauty care, queste nuove figure potrebbero scuotere persino le dinamiche di promozione, comunicazione e vendita dell’arte e con esse le radicate abitudini e regole non scritte del settore.
Tuttavia, a mio avviso è cruciale evidenziare come l’Arte abbia bisogno di diversi accorgimenti nella sua divulgazione, promozione e vendita, compreso l’utilizzo di nuove strategie, leve e matrici di comunicazione che devono obbligatoriamente rispettare i valori fondamentali della cultura, della storia e dei suoi protagonisti senza scadere in una mercificazione priva di basi e competenze.
Contemporaneamente sarebbe opportuno iniziare a dare il giusto valore alle iniziative promozionali mosse da questi nuovi protagonisti che utilizzano i social, è necessario intuire e analizzare meglio il potenziale derivante dal coinvolgimento del pubblico con questi nuovi strumenti. Visibilità, conversione e distribuzione del messaggio promozionale vanno “soppesati”, come già avviene in altri settori, cercando così la giusta quadra per i risultati e il compenso per questi servizi.
Si pone quindi il quesito se il mondo dell’arte ed i suoi player siano oggi pronti a coinvolgere queste nuove figure, intravedendo i potenziali risultati a dispetto dei canali classici di comunicazione e soprattutto dandogli i giusti valori, di qualità ed economici.
L’arte, citando una mia frase sul libro “ProfessioneARTE” edito da Mondadori Electa in uscita il 28 Gennaio 2020: “è ancora come una prateria, un far west, una landa desolata non digitalizzata, indietro di almeno cinque anni rispetto altri settori”.
Anche per questo nascono e si creano grandi e nuove opportunità di crescita e cambiamento.
Ora puoi andare su Instagram a cercare il tuo Art Influencer preferito, ovviamente dopo aver messo un like ad @arteconcas!
Andrea Concas
Andrea Concas
"Fondatore e CEO della startup dell’arte Art Backers e di Art Rights, piattaforma per la gestione e certificazione delle opere d’arte e di ArtCollateral, primo escrow agent per l’Art Lending. Autore di libri, docente e speaker, ogni giorno parla e scrive di Arte & Innovazione come divulgatore e tramite ProfessioneARTE, la prima community online per i professionisti del mondo dell’arte".
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