PREVIOUS ARTICLENEXT ARTICLE

I soldi (fisici e virtuali) ai tempi del coronavirus

I soldi (fisici e virtuali) ai tempi del coronavirus

Salva
Salva
Condividi
Alex Ricchebuono
Alex Ricchebuono

25 Aprile 2020
Tempo di lettura: 10 min
Tempo di lettura: 10 min
Salva

Il coronavirus ci ricorda che quasi sempre si finisce per parlare di soldi quando vengono a mancare. Il nostro rapporto coi soldi è quanto meno ambiguo. Ma la sua invenzione può con ogni probabilità considerarsi la più grande innovazione di tutti i tempi

Il denaro non potrà mai essere uno strumento affidabile in una società costituita da persone che ne ignorano la sua vera natura
BY Norman Angel, premio Nobel per la pace 1933

Fateci caso. Quasi sempre si finisce per parlare di soldi quando vengono a mancare. Un argomento spinoso e quanto mai attuale. Soldi, denaro, monete sono tra le cose più intime e personali che ci riguardano.

Arriviamo addirittura a disprezzarli ed irridere chi li ostenta, quasi fossero un tabù, o forse è solo un tentativo di dissacrarli nella malcelata speranza un giorno, di poterne possedere altrettanti. Ma questa pudicizia o presunta tale nasconde spesso una profonda ignoranza sull’argomento. Sì perché nel nostro paese, pur essendoci uno dei più elevati livelli di risparmio privato al mondo, questa materia non si studia nemmeno a scuola. Chi di voi sa dove e quando fu coniata la prima moneta della storia? Oppure in che città fu inaugurata la prima banca commerciale al mondo.

O ancora quando è stata fondata la Banca d’Italia o emessa la prima carta di credito? E da quando esiste il Bitcoin? Sembrebbero domande banali, ma non lo sono affatto dato che quasi nessuno sa rispondervi, a meno di correre a sbirciare su google. Insomma il nostro rapporto coi soldi è quanto meno ambiguo, ci poniamo poche domande dando moltissime cose per scontate, quasi che esistessero da sempre e non ci fosse bisogno di doverci interrogare. Eppure sono davvero moltissime le storie che riguardano il denaro che andrebbero raccontate.

Proviamo quindi a fare una riflessione sul significato dei soldi nella civiltà moderna e sul ruolo del denaro digitale e dematerializzato ai tempi della più potente epidemia degli ultimi anni. La sua invenzione può con ogni probabilità considerarsi la più grande innovazione di tutti i tempi poiché da essa hanno tratto linfa vitale quasi tutte le attività di ricerca e sviluppo alla base dell’innovazione tecnologica. Denaro quindi come energia costruttiva e generatrice di nuova ricchezza se ben amministrato oppure fonte di ogni nefandezza nel caso opposto.

Ancora oggi infatti, una certa opinione pubblica addita il denaro quale causa della gran parte dei problemi economici e sociali esistenti, sostenendo che questi si risolverebbero semplicemente con un diverso meccanismo di emissione e controllo su di esso. Ma il denaro è neutrale, è solo uno strumento per il funzionamento dell’economia e non l’elisir di tutti i mali in grado di risolvere i problemi legati all’egoismo, all’avarizia alla sopraffazione di pochi nei confronti dei molti. Diventa una forza del male solo per il suo abuso, legato alla sua cattiva amministrazione e non per qualcosa che incorpora in sé. Senza denaro il mondo moderno subirebbe un tracollo inarrestabile dalle proporzioni bibliche.

soldi e coronavirus
Per una riflessione su soldi e coronavirus 1

Dunque è giunto il tempo di riflettere compiutamente non solo sulla sua origine ed evoluzione, ma soprattutto sul suo futuro. Perchè come disse Norman Angel, Premio Nobel per la Pace nel 1933: ” Il denaro non potrà mai essere uno strumento affidabile in una società costituita da persone che ne ignorano la sua vera natura.” Se volessimo idealmente tracciare una linea temporale per far coincidere le principali tappe dello sviluppo del mondo finanziario, con delle date, dei personaggi e degli eventi che ne hanno segnato la storia, potremmo seguire lo schema qui sotto riportato. Come tutte le semplificazioni è impossibile essere esaustivi, ma per lo meno delinea l’insieme delle principali innovazioni finanziarie degli ultimi 4500 anni con un occhio di riguardo al nostro paese che ne è stato in molti casi il centro principale di originazione.

Come si può notare a volte è impossibile identificare un giorno preciso per la genesi di alcune tra esse, in altri casi invece sappiamo con certezza, non solo le date esatte, ma anche i nomi dei protagonisti di queste importantissime innovazioni. E’ vero però che per poterne parlare compiutamente, è indispensabile partire dalla sua definizione. Qualunque oggetto utilizzato come denaro, deve rispondere contemporaneamente a queste tre definizioni: Mezzo di scambio, Strumento di Pagamento e Riserva di Valore.

Ma ci sono ben altre funzioni che riguardano i soldi: Riconoscibilità, Portabilità, Fungibilità, Scarsità, Divisibilità e Persistenza. II denaro apre una finestra sulla storia consentendo di vedere ed imparare la cultura, il gusto ed il pensiero di ogni epoca. La carta moneta emessa da un mercante olandese del XVIII secolo e il gettone di bronzo di un maniscalco medievale di Orvieto figurano nel medesimo panorama in cui compaiono le monete d’oro con le effigi dei più celebri conquistatori della storia come Alessandro Magno, Giulio Cesare, Napoleone o Vittorio Emanuele II. In questo momento è come se fossimo a cavallo tra due epoche. Non siamo ancora in un mondo in cui è possibile fare a meno dei contanti e soprattutto delle banche che garantiscono il sistema stesso, ma ci stiamo lentamente avvicinando.

Allo stesso tempo, il Bitcoin ha ormai più di 10 anni e come la prima autovettura, pur lenta e difficile da manovrare ha cambiato la storia e c’è da attendersi che ben presto le cose evolveranno rapidamente. Il denaro digitale e quello contante emessi dalle Banche Centrali, come il cavallo e la carrozza, per ora assolvono ancor alla loro funzione, e l’intera economia mondiale si basa su di essi. Ma non appena le nuove tecnologie prenderanno piede, un po’ come accadde con l’introduzione del motore a scoppio, quelle vecchie saranno spazzate via. Stiamo per entrare in una nuova era di denaro digitale. L’innovazione richiede tempo e compromessi, e Internet ci ha dato un sacco di opportunità che in molti casi migliorano già la qualità delle nostre vite.

tabella
Per una riflessione su soldi e coronavirus 2

E che ci piaccia o meno, oppure che lo si consideri giusto o sbagliato, questo è un trend che non si potrà più arrestare. È chiaro che il vero nodo cruciale sta nell’uso che se ne farà e soprattutto di quale è il ruolo dell’uomo rispetto ai computer. La nuova economia eliminerà alcuni lavori ma ne creerà di nuovi e più flessibili, che meglio si adatteranno ai pagamenti digitali. Ma badate bene, con l’avvento di tecnologie sofisticate come la blockchain, un sistema completamente dematerializzato e globalizzato potrebbe essere avviato già oggi stesso. Non è un segreto che la Banca Centrale Cinese abbia recentemente adottato misure per la disinfezione delle banconote ritirandole per giorni dalla circolazione nell’ambito del contrasto all’epidemia di Coronavirus e incentivando se non addirittura obbligando, all’utilizzo di sistemi di pagamento totalmente contactless su cellulari e smart watches.

Sistemi che da un lato assicurano il contenimento del contagio, dall’altro però aprono dubbi circa il controllo degli spostamenti, dei gusti di acquisto e del rispetto della privacy dei cittadini. E’ evidente che gli interrogativi ancora aperti siano molti soprattutto all’interno delle democrazie occidentali, ed aggiungo per fortuna. E’ indubbio però che i vantaggi sarebbero enormi, riducendo il rischio di transazioni errate o fraudolente, favorendo commercianti e clienti e accelerando la circolazione del denaro. Un simile sistema creerebbe una rivoluzione finanziaria pari solo a quella determinata dall’introduzione della lettera di cambio e della carta moneta. Ogni qual volta nella storia si è trovato un meccanismo più facile per la trasmissione e la custodia del denaro, il mercato nel suo complesso ne ha beneficiato. Un tale assetto monetario che storicamente ha sempre avuto come epicentro lo Stato, oggi con la blockchain, potrebbe addirittura farne a meno.

Sono forse utopie, ed è vero che le differenze tra XIX e XXI secolo sono profonde, eppure ci sono molti punti di contatto tra la situazione del novecento e quella di oggi. I bisogni, le speranze, le paure legati alle innovazioni tecnologiche di allora sono molto simili a quelli dell’umanità odierna. La cosiddetta quarta rivoluzione industriale ha riportato sull’agenda dei politici il malcontento, il nazionalismo, la paura del domani. Questi sono gli stessi problemi che influenzarono gli eventi più importanti del ‘900 con la sola e fondamentale differenza che la guerra non è più un’opzione perseguibile da nessuna tra le superpotenze. La comodità e facilità di accesso saranno invece il vero fattore determinante  per la diffusione di questi sistemi innovativi, insieme alla possibilità di maggior controllo sulle proprie spese, che potranno essere sempre tracciate.

Quindi una nuova e profonda riflessione etica non è più procrastinabile anche alla luce della recente epidemia ancora in corso. Ormai col sempre più largo uso degli smart phones e dei dispositivi integrati nelle nostre autovetture e nella domotica, questo sviluppo è inarrestabile. Ma la vera sfida si giocherà appunto sull’innovazione e sui servizi aggiunti, nonchè su un un rinnovato patto etico tra governi e cittadini. In definitiva queste nuove tecnologie, a dispetto di quello che può sembrare, permetteranno al consumatore di avere un maggior controllo dei flussi finanziari e delle potenzialità offerte.

Bisogna però assicurarsi che aumenti la dimestichezza con la digitalizzazione e che gli esseri umani riescano a tenere il passo coi continui aggiornamenti informatici, cosa non banale soprattutto per i meno giovani. Non ultimo che le nuove tecnologie come il 5G rispettino tutti gli standard di sicurezza ambientale e sanitaria. Ma se tutto questo si realizzerà, allora la lunga storia dei soldi deve forse ancora scrivere i suoi capitoli più avvincenti. E con ciò monete e banconote antiche potranno entrare prepotentemente tra gli asset da scegliere tra quelli decorellati coi mercati finanziari tradizionali arricchendoci culturalmente. D’altronde come ricordava spesso il grande giornalista americano George Lorimer: “È bene avere il denaro e le cose che il denaro può comprare, ma è bene anche, ogni tanto, essere sicuri di non aver perso le cose che esso non può comprare.”

Alex Ricchebuono
Alex Ricchebuono
Alex ha oltre 24 anni di esperienza nel settore dell’Asset Management, vive e lavora tra Milano e Londra ed è Managing Director di New End Associate, piattaforma Inglese per la distribuzione di importanti gestori alternativi internazionali (. Ha ricoperto ruoli di responsabilità Europea in società di primaria importanza tra le quali : Credit Suisse, Janus Capital, American Express e Bnp Paribas. È stato tra i soci fondatori dell’Associazione Italiana del Private Banking e membro del primo consiglio di amministrazione. Insegna all’UPO, Storia ed evoluzione della Moneta. Ha inoltre condotto il documentario MoneyArt per RAI 5.
Il presente articolo costituisce e riflette un’opinione e una valutazione personale esclusiva del suo Autore; esso non sostituisce e non si può ritenere equiparabile in alcun modo a una consulenza professionale sul tema oggetto dell'articolo.

WeWealth esercita sugli articoli presenti sul Sito un controllo esclusivamente formale; pertanto, WeWealth non garantisce in alcun modo la loro veridicità e/o accuratezza, e non potrà in alcun modo essere ritenuta responsabile delle opinioni e/o dei contenuti espressi negli articoli dagli Autori e/o delle conseguenze che potrebbero derivare dall’osservare le indicazioni ivi rappresentate.
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU:Monete & Francobolli