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Occhi di giada e luce di perla. Da Man Ray a McCurry

Occhi di giada e luce di perla. Da Man Ray a McCurry

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Chiara Massimello
Chiara Massimello

04 Settembre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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Tra le tante mostre di fotografia allestite nei musei e nelle fondazioni italiane, ci sono tre nomi che ritornano spesso e garantiscono ogni volta un grande successo di pubblico: Steve McCurry, Elliott Erwitt e Henri Cartier-Bresson. Tutti e tre hanno realizzato scatti straordinari e indimenticabili, immediatamente riconoscibili anche a chi non colleziona fotografia

Steve McCurry è noto per l’immagine iconica della ragazza afghana e per migliaia di scatti realizzati come freelancer e fotogiornalista. Il suo scatto più noto, la bellissima ragazza dallo sguardo magnetico, del 1984, è stimato €10/20.000, ma una sua bellissima immagine di paesaggio come “Taj and Train, Agra” del 1983, sarà battuta in autunno, da Christie’s a New York, con una base d’asta di $1,500.

Elliott Erwitt, genio ironico del bianco e nero è famoso per lo sguardo leggero e acuto con cui immortala la bellezza e l’assurdità della vita quotidiana. Come fotogiornalista, ha scattato foto sorprendenti in momenti storici di portata mondiale: Jackie Kennedy al funerale del marito, Che Guevara, Nixon e Kruscev e, nel 1956, una bellissima serie di immagini tenere ed intime di Marylin Monroe. Scatti entrati nella storia della fotografia, stampati dall’artista che li ha realizzati, acquistabili tra €6.000-8.000.

Henri Cartier-Bresson è uno dei fotografi più celebrati al mondo e a Venezia, Palazzo Grassi ha da poco inaugurato una grande retrospettiva che parte dalla “Master Collection”, una selezione di 385 scatti realizzata dall’artista stesso. 5 curatori d’eccezione, tra cui Wim Wenders, Annie Liebovitz e Francois Pinault, hanno ripensato le immagini dell’artista come una mappa sentimentale che ripercorre con gioiosa nostalgia un passato che sta scomparendo. Lo scatto di Rue Mouffetard, del 1952, tra i suoi più celebri, è stimato circa €15.000.

Questi tre grandi fotografi hanno almeno due elementi in comune: tutti e tre hanno lavorato come fotoreporter per l’agenzia Magnum e per la gran parte della loro carriera, non hanno mai numerato le stampe delle loro fotografie. Hanno scelto volontariamente una politica divulgativa delle loro immagini.

Ciò che conta è lo scatto e il momento che rappresenta. Per loro, il pregio della fotografia è proprio in quello che per molti è il suo limite. L’infinita possibilità di narrazione, la varietà di realizzazione e la sua riproducibilità.

Le tante immagini indimenticabili che hanno scattato e che molti pensano introvabili ed irraggiungibili, sono disponibili sul mercato, in galleria o alle aste, e si possono acquistare con relativa facilità.

Diverso è il discorso delle foto che troviamo più spesso nei musei, o in importanti collezioni piuttosto che nei grandi spazi espositivi (e un tempo affollati) delle nostre città. Immagini storiche, stampate dall’artista negli stessi anni in cui sono state realizzate, custodite preziosamente a luce e temperatura controllata. Stampe preziose e uniche che, se arrivano sul mercato, raggiungono valori più vicini ai capolavori della pittura.

E così, La fotografia di Man Ray “Noire et Blanche”, del 1926, stampata dall’artista nello stesso anno, firmata e datata, con provenienza documentata dall’anno della sua realizzazione, è stata venduta a Parigi, nel 2017 a €2,688,750. L’immagine, di una qualità eccezionale, conservata perfettamente, è simbolo dell’ambiente creativo della Parigi bohémienne degli anni 20, una composizione enigmatica tra arte, fotografia, scultura e moda. La modella è Kiki di Montparnasse, musa e amante di Man Ray.

Ogni dettaglio ha già in sé un valore storico e unico.

A chi vuole iniziare a collezionare, la fotografia spalanca un orizzonte infinito in cui (all’inizio) è bello perdersi. Mostre, libri e collezioni ci fanno scoprire immagini iconiche, storiche, di reportage, a volte belle per la loro immediatezza, a volte realizzate dopo ore di progettazione. E’ bello perdersi all’inizio, ma con il crescere della conoscenza, diventa necessario imparare a selezionare, lasciarsi conquistare da ciò che emoziona e scartare le opere non in linea con la propria ricerca, senza alcun timore e con consapevolezza.

La pillola del giorno è… astrazione o realismo, ricerca artistica o momento storico: da una stessa sorgente nascono corsi diversi. L’importante è non perdere mai di vista la qualità degli artisti e delle loro opere.

Chiara Massimello
Chiara Massimello
L’arte è un elemento fondante della mia personalità, del mio lavoro, delle mie giornate. Sono storica dell’arte e dal 2013 lavoro come consulente per Christie’s. Ho curato e curo mostre e progetti editoriali e da anni seguo come advisor clienti privati con cui condivido il piacere per un bel dipinto, una bella mostra, o l’acquisto di un’opera importante per la loro collezione. Vivo tra Torino e Londra e viaggio molto per il mio lavoro.
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