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Helmut Newton e la fotografia in tacchi a spillo

Helmut Newton e la fotografia in tacchi a spillo

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Chiara Massimello
Chiara Massimello

24 Luglio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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La fotografia di Helmut Newton: donne bellissime, dalle gambe infinite e toniche, spesso poco vestite, ma sempre eleganti. Provocanti nello sguardo, nei gesti, nella composizione dell’immagine, ma mai volgari

Helmut Newton è Helmut Newton. Come Van Gogh o Morandi, quando ti trovi davanti ad una sua opera non hai dubbi. E’ una questione di stile e atmosfera. Il soggetto poi, nella stragrande parte del lavoro, è rappresentato da un meraviglioso universo femminile. Donne bellissime, dalle gambe infinite e toniche, spesso poco vestite, ma sempre eleganti. Provocanti nello sguardo, nei gesti, nella composizione dell’immagine, ma mai volgari. Tacchi a spillo, camicie poco abbottonate e reggicalze, oppure abiti maschili dal taglio severo indossati da donne piene di femminilità. Dettagli perfetti che creano immagini di grande fascino e cariche di tensione erotica, quasi sempre in bianco e nero.

Helmut Newton è cresciuto nella Berlino degli anni Venti in una famiglia ebrea, e quell’atmosfera elegante, colta e a volte ambigua della città tedesca di quegli anni si ritrova in molte delle sue immagini. A 12 anni acquista la prima  macchina fotografica e dopo poco inizia a lavorare come assistente. Tuttavia, le leggi razziali cambiano definitivamente la sua vita, obbligandolo nel 1938 a fuggire a Singapore prima e in Australia poi, dove vive in un campo d’internamento fino al ’42 e in seguito si mantiene anche lavorando come gigolò. Leggere la sua storia è affascinate e aiuta molto a comprendere il suo lavoro e la sua personalità.

“Bisogna sempre essere all’altezza della propria cattiva reputazione” diceva, e questo certo è confermato nei suoi scatti più trasgressivi e ambigui.

Dagli anni Sessanta, Parigi, Londra e gli Stati Uniti gli offrono una straordinaria carriera come fotografo di moda professionista. Lavora per Vogue, Harper’s Bazaar, Elle, GQ, Vanity Fair e tutte le più importanti riviste di moda. Ma agli scatti realizzati su commissione, si affiancano quelli pensati liberamente. Nascono così i leggendari libri monografici “White Women”  (1976) “Sleepless” (1978) e nel 1981 i Big Nudes, fotografie di nudo a figura intera di grande formato, ispirate dai manifesti realizzati dalla polizia tedesca per ricercare gli appartenenti al gruppo terroristico Rote Armee Fraktion.

Chi è stato a Berlino al Museo di Fotografia, dove è anche custodita la Fondazione Helmut Newton, non può non essere stato colpito dallo scalone d’ingresso. 5 gigantografie alte più di due metri accolgono il visitatore come soldati a guardia del museo. Donne bellissime, alte e mascoline eppure femminili, eleganti senza alcun abito, dallo sguardo deciso e consapevole.

Davanti a loro, il dittico di modelle vestite e nude che incedono indifferenti verso lo spettatore, “Sie Kommen, Naked and dressed” del 1981. Forse i due scatti più noti di Newton, una delle fotografie più ricercate e quotate dai collezionisti di tutto il mondo, venduta in asta a New York nel 2019 a più di $1,8milioni (ma lo stesso scatto era stata battuto nel 2008 a poco più di $600.000).

Alla fotografia viene spesso assegnato un ruolo di inferiorità nei confronti delle altre arti a causa del mezzo tecnico con cui viene realizzata. A differenza della pittura o della scultura, tendiamo un po’ tutti a pensare di poter scattare anche noi un’immagine simile, sottovalutando spesso il contenuto artistico apportato dal fotografo.  E’ veramente difficile, soprattutto con l’immensa produzione di immagini realizzate oggi, trovare un proprio stile, personale, convincente ed immediatamente riconoscibile.

Newton ci riesce e per questo è un grande artista. La teatralità delle sue inquadrature impeccabili, le luci e le ombre, gli atteggiamenti sensuali e il piacere per la provocazione  suscitano immediatamente intensi effetti emotivi e definiscono il suo stile come unico. La fotografia di moda diventa un pretesto per immagini sorprendenti cariche di attesa e di trasgressione. Dopo di lui, si può solo imitarlo.

La pillola del giorno è: non importa quale sia il mezzo con cui è prodotta, l’arte nasce dal pensiero e dal sentimento che riesce a suscitare. Newton è dissacrante e provocatorio, ma questa è la sua grandezza.

Chiara Massimello
Chiara Massimello
L’arte è un elemento fondante della mia personalità, del mio lavoro, delle mie giornate. Sono storica dell’arte e dal 2013 lavoro come consulente per Christie’s. Ho curato e curo mostre e progetti editoriali e da anni seguo come advisor clienti privati con cui condivido il piacere per un bel dipinto, una bella mostra, o l’acquisto di un’opera importante per la loro collezione. Vivo tra Torino e Londra e viaggio molto per il mio lavoro.
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