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Fotografia: qual è il clic che la fa diventare arte

Fotografia: qual è il clic che la fa diventare arte

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Chiara Massimello
Chiara Massimello

07 Febbraio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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Cosa rende “arte” una fotografia? Ci sono scatti che trasmettono un senso d’immensità e che valgono milioni di dollari, come quelli di Andreas Gursky. Anche all’epoca del bombardamento iconografico

Una fotografia di Madonna mentre canta durante un concerto. In un angolo a sinistra, sul palco illuminato, la pop star in piedi indossa un abito con una bandiera americana.

La sua figura si perde nell’immensità dell’immagine, una comparsa rispetto a ciò che le accade intorno. Una massa incredibile di piccole figure indistinte riempie interamente lo spazio, come un’onda di energia nel buio del concerto. (Andreas Gursky, Madonna I, 2001).

Madonna I, Andreas Gursky

Andreas Gursky, fotografo tedesco nato nel 1955, ha realizzato quest’immagine nel 2001 durante un concerto realizzato dalla cantante a tributo alle vittime dell’attacco terroristico dell’11 settembre. Vedere questa foto dal vivo è una vera emozione. La stampa fotografica misura circa 2 mt per 3 e guardandola ci si perde nella folla, nei dettagli minuziosi, nella maestosità dell’immagine.

Se la si volesse comprare costerebbe certamente più di un milione di euro, considerando che il record per una fotografia di questo artista supera i  quattro milioni di dollari.

Fotografia d’arte, un mercato in crescita

E’ molto difficile definire quando una fotografia si possa considerare arte. Tutti la utilizziamo ogni giorno come strumento e in fondo siamo convinti che con una buona macchina fotografica potremmo diventare buoni artisti. Per questo molti collezionisti partono prevenuti prima di affrontare l’acquisto di un’opera importante. Eppure ci sono sempre più esposizioni di fotografia in tutti i musei internazionali e nelle gallerie d’arte, fiere e aste interamente dedicate ed il mercato è in costante crescita.

La fotografia può essere moltissime cose diverse: può essere reportage o documento storico, semplicemente un ricordo o strumento di studio, immagine di propaganda o illustrazione pubblicitaria. Per diventare arte deve sapersi astrarre dalla propria funzionalità, deve essere in grado di colpire esulando dal proprio contenuto, deve saper raccontare la visione dell’artista e la sua ricerca. Ho letto una volta che per essere considerata arte una foto deve essere “inutile”, non deve avere alcun fine pratico o scopo, se non il desiderio dell’artista di realizzarla.

Collezionisti: a cosa prestare attenzione

Quando si decide di acquistare una fotografia d’arte contemporanea occorre verificarne la qualità di stampa, la conservazione e chiedere sempre la tiratura dell’immagine. Ogni artista è libero di scegliere quante edizioni stampare della stessa foto, può anche decidere di non avere una tiratura limitata come molti grandi artisti del passato (Mario Giacomelli, Edward Weston, Laszlo Moholy-Nagy, Ugo Mulas, per citarne alcuni), ma se decide di avere una specifica edizione, il fotografo deve poi mostrare chiarezza e serietà sul numero delle stampe realizzate, senza troppi formati o edizioni disponibili sul mercato.

Le foto stampate postume devono poi essere dichiarate come tali dagli eredi o dagli archivi in modo che il collezionista sia informato del loro minor valore. Oltre a ciò, la stampa deve essere firmata, numerata e accompagnata da un certificato di autenticità a garanzia.

“Tutti fanno clic, ma pochi sono artisti”

Nel caso di Andreas Gursky, le opere hanno raggiunto una notorietà e un valore tali non solo perché è un grande artista “di frattura”, concettualmente innovativo e tecnicamente impeccabile, ma anche perché alle sue spalle c’è un sistema che ne ha supportato e valorizzato il lavoro. Una scuola di fotografia riconosciuta in tutto il mondo, quella di Düsseldorf, nata con i grandi Bernd and Hilla Becher, istituzioni e musei che hanno creduto negli artisti che vi appartenevano e gallerie che hanno promosso le loro opere. Questo purtroppo manca alla fotografia italiana, rendendola così più debole nei confronti di quella tedesca, francese o americana.

Collezionare fotografia contemporanea è molto stimolante. Permette di acquistare stampe di grandi artisti a valori ancora contenuti e di trovare sul mercato opere di grande qualità. Ci si può facilmente documentare sugli artisti e seguire il loro lavoro in galleria, alle fiere ed in asta. Come sempre, occorre scegliere compagni di viaggio di qualità, seri e appassionati. Anche Andreas Gursky solo pochi anni fa era un giovane promettente.

La pillola del giorno per chi vuole collezionare fotografia è che chiunque può fare una bella foto, ma non per questo è un fotografo. “Tutti fanno click, ma pochi sono artisti” (Oliviero Toscani). Say “cheese” and smile.

Andreas Gursky – Rhein II (1999). La foto, battuta da Christie's l'8/11/2011, è ad oggi la più costosa della storia: 4,3 milioni di dollari.
Chiara Massimello
Chiara Massimello
L’arte è un elemento fondante della mia personalità, del mio lavoro, delle mie giornate. Sono storica dell’arte e dal 2013 lavoro come consulente per Christie’s. Ho curato e curo mostre e progetti editoriali e da anni seguo come advisor clienti privati con cui condivido il piacere per un bel dipinto, una bella mostra, o l’acquisto di un’opera importante per la loro collezione. Vivo tra Torino e Londra e viaggio molto per il mio lavoro.
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