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Jaguar E-Type, un graffio diabolico

08 Novembre 2019 · Contributor, Pier Angelo Roncaccioli · 3 min

La Jaguar E-Type, un capolavoro di eleganza e potenza, prodotto in oltre 70mila esemplari tra il 1961 e il 1974, pare indissolubilmente legata al protagonista del celebre fumetto nato dalla penna di Angela Giussani. Amatissima da celebrity di ogni epoca, è stata scelta dal principe Harry e dalla consorte Meghan Markle, in occasione del Royal Wedding

“Diabolik al volante della sua potente Jaguar lanciata a 200 km all’ora riesce a passare prima che la polizia chiuda tutte le strade”.

Così recitava la didascalia che accompagnava la prima apparizione della Jaguar E-Type in un’avventura dell’imprendibile Diabolik, non a caso intitolata L’inafferrabile criminale, albo numero 2 del febbraio 1963.

Diabolik era nato pochi mesi prima dalla penna di Angela Giussani ed il primo numero era uscito nel novembre del ’62. La Jaguar EType era invece sul mercato dall’anno precedente, dall’aprile del ‘61. La scelta di quest’auto, oggi in Italia dai più identificata come “l’auto di Diabolik”, non fu ispirata allora da considerazioni tecnico-ingegneristiche, ma dalle impressioni istintive che trasmetteva: il cofano smisuratamente lungo in contrasto con la coda breve e sfuggente, che infondeva sensazioni di forza e dinamicità, le linee armoniose e garbate, ma nel contempo energiche e muscolose, la potenza esuberante che richiedeva buone doti di guida.

È facile immaginare come tutte queste caratteristiche, per di più declinate in total black, abbiano potuto rappresentare l’auto ideale di Diabolik. Anzi, non solo un’auto, ma una compagna di avventure, quasi un personaggio del fumetto, al pari dello stesso protagonista, di Eva Kant o dell’ispettore Ginko.

Vale la pena ricordare che Diabolik, il terribile ladro immaginario, oggi percepito come imprevedibile, geniale, audace ed arguto, al suo esordio nel mondo dei fumetti noir (quando le sue storie erano addirittura vietate ai minori) non era affatto considerato positivamente, al punto da indurre l’importatore italiano della Jaguar E ad invitare la casa editrice ad astenersi dall’utilizzo del marchio Jaguar.

Ciò non di meno, in occasione del cinquantesimo anniversario dell’auto, fu invece la stessa Jaguar ad accostare nelle celebrazioni l’automobile (che aveva continuato a comparire puntualmente nelle storie, sia pure omettendone il marchio) al celebre fumetto. È innegabile come auto e personaggio siano uniti in una sorta di simbiosi e come fatalmente richiamino entrambi figure simboliche simili.

Diabolik, nella sua tuta nera, che sfreccia imprendibile nella notte sulla sua auto nera come la notte stessa, non può che evocare l’immagine di una pantera come quella alla quale Diabolik si ispirò nella scelta del suo nome, come racconterà poi lui stesso in una storia di qualche anno dopo. E così la figura di un felino è una costante imprescindibile anche per la vettura, a cominciare dal marchio, che richiama e riproduce un giaguaro, per giungere alla persona dello stesso fondatore, che di nome faceva, nomen omen, William Lyons….

Coerentemente con questa immagine, ciò che apparve ai visitatori del salone di Ginevra del 1961, in occasione della presentazione ufficiale della E-Type, fu un’auto sportiva che esprimeva un concentrato di grazia, eleganza e potenza, un’auto in apparenza quieta e accovacciata, ma pronta a graffiare la strada spiccando un balzo felino.

Questa immagine dinamica fu confermata dalle doti che la vettura dimostrò: oltre al modello statico esposto nel Salone, la Jaguar mise a disposizione della stampa un’altra vettura che si racconta avesse prestazioni addirittura superiori a quelle poi poste in produzione: era veloce come un missile (oltre 250 km all’ora) e pare fosse giunta alla presentazione al Parc des Eaux
Vives sulle sue ruote, il giorno successivo alla presentazione, dopo che, sulla scia del successo ottenuto dal modello esposto, Sir Lyons impose al capo collaudatore della Casa di partire la sera stessa dalla fabbrica di Coventry, traghettando l’auto a Calais ed attraversando di notte tutta la Francia.

Nata per sostituire la XK, uscita di produzione nel 1957, della quale nella prima serie montava lo stesso motore 6 cilindri da 3,8 litri e 265 cavalli, ed ispirata alla leggendaria D-Type, più volte vincitrice alla prestigiosa 24 ore di Le Mans, la vettura era dotata di quattro freni a disco servoassistiti (all’avanguardia per l’epoca), telaio monoscocca, cerchi a raggi di serie, parafanghi inglobati nel cofano anteriore che si ribaltava completamente in avanti, parabrezza panoramico con tre tergicristalli, il tutto ad un prezzo molto competitivo rispetto alle concorrenti.

La E-Type, offerta poi in molteplici motorizzazioni (compreso un V12 di 5,3 litri) e in diverse tipologie di carrozzeria, come la celebre versione aperta per il mercato americano e quella allungata per ospitare due posti di fortuna, conobbe un successo straordinario, tanto da essere costruita in oltre settantamila esemplari, tra il 1961 e il 1974.

L’elenco delle celebrità dell’epoca sedotte dal fascino della E-Type è interminabile: tanto per citarne alcune, da Brigitte Bardot alla Principessa Grace di Monaco, da Tony Curtis a Richard Burton, da George Best a Steve McQueen, che si racconta essersene perdutamente innamorato, tanto da riacquistare e tenere con sé per il resto della sua vita la stessa auto che aveva avventatamente venduto, pentendosene subito dopo.

La sua eleganza e le sue prestazioni ne fecero presto un fenomeno di costume, consentendole di prendere parte a numerosi film e rendendola ancora oggi oggetto del desiderio di numerosi appassionati, che possono fortunatamente contare su una buona disponibilità di esemplari a valutazioni che, a patto di non concentrarsi sulle versioni speciali (tipo le irraggiungibili Lightweight da competizione), riescono anche a restare al di sotto dei 200mila euro.

Ciò consente di accaparrarsi una vettura di una bellezza senza tempo, come intuito all’epoca dallo stesso Sir Lyons, il quale, a proposito dell’avvenenza della E-Type, sosteneva che, poiché “costruire belle auto costa quanto costruirle brutte, tanto vale farle belle”. Una conferma arriva dalla scelta del Principe Harry e della consorte Meghan Markle, che in occasione del recente Royal Wedding, sono giunti al ricevimento a bordo di una intramontabile
E-Type aperta del ‘68, color blu argento, dotata di un motore elettrico, specificamente progettato, da oltre 300 cavalli.

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Contributor , Pier Angelo Roncaccioli
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